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Pensione integrativa: come costruirne una in modo semplice

Attraverso l'esame di un caso concreto vedremo come costruire una pensione integrativa per Fabio, 40 anni, dipendente di un'azienda privata con un reddito annuo netto complessivo di 24.000 euro

di Giacomo Saver 14 mar 2013 - ore 12:48
Pensione integrativa, che fare? Dopo aver deciso quanto reddito si desidera avere una volta andati in pensione, la prima cosa da fare è stimare a quanto ammonterà la pensione pubblica. Se questa non dovesse bastare, il rimanente dovrà essere coperto dalla pensione integrativa. In questo articolo esaminiamo un caso concreto, con tutte le attenzioni necessarie per stimare correttamente quanto mettere da parte.

IPOTESI DI PARTENZA
- La prima cosa da fare per avere una stima realistica della pensione futura è quella di inserire il reddito netto annuo e l'attesa di crescita dello stesso in un simulatore. Quello usato nella nostra simulazione è fornito da epheso.it. Ipotizzando una carriera nulla, in tempo di crisi, la retribuzione di Fabio crescerà in linea con il tasso di inflazione pari, per ipotesi, al 2%. Supponendo un tasso medio di crescita del Pil dell'1,50% annuo, la pensione percepita alla scadenza sarà pari a 20.526 euro. La “scopertura” è quindi pari ad euro 3.474 annui.

Due considerazioni sulla pensione pubblica:

  • il rapporto tra pensione e ultimo reddito è pari, nel nostro caso, all'85,50%. In presenza di redditi bassi il 'gap' da coprire con una pensione integrativa privata è meno 'pesante' di quel che fanno apparire le banche e le compagnie di assicurazione;
  • la 'scopertura' previdenziale si amplia di molto in presenza di redditi crescenti. Se la carriera di Fabio fosse ottima (pari al 4% di crescita annua oltre l'inflazione) la pensione pubblica coprirebbe solo il 49,30% dell'ultimo reddito, fermi restanti gli altri parametri

Sono quindi i lavoratori con redditi elevati o con prospettive di forte crescita degli stessi quelli che più degli altri necessiteranno di una pensione integrativa.

QUANTIFICARE I CONTRIBUTI DA VERSARE - Le tavole demografiche Istat mostrano che un sessantaseienne – età che Fabio avrà al momento del pensionamento - ha una vita media residua di 18 anni. Immaginando un tasso di interesse del 2% netto, ciò significa che Fabio avrà bisogno di un capitale di 53.124 all'età di 66 anni. Tale importo, infatti, consentirà di prelevare annualmente un importo pari a 3.474 euro con cui integrare la pensione fino al compimento dell'83-esimo anno di età. La rata annua da versare per raggiungere quell'obiettivo è pari 1.547 euro corrispondente a 130 euro al mese. (STRUMENTI - Calcolo risparmio pensione integrativa)

E' importante ricordare che:
  • nel lungo periodo l'inflazione distrugge il capitale per cui il tasso di rendimento utilizzato nel calcolo dovrà essere reale, ossia 'oltre' il tasso di inflazione. Per questo è opportuno utilizzare i BTPi per realizzare una rendita integrativa pensionistica (LEGGI ANCHE: Come investire per proteggersi dall’inflazione);
  • è bene essere prudenti nello stimare gli anni di vita da pensionato. Tenendo conto che la vita media cresce con il passare del tempo, il rischio concreto è quello di sopravvivere ai nostri soldi e dover contare solo sulla pensione pubblica perché quella privata è finita (LEGGI ANCHE: Vivere di rendita finanziaria);
  • è indispensabile fare monitoraggi periodici per verificare l'andamento della rendita pubblica e la congruenza dei versamenti integrativi previsti.

Giacomo Saver
Segretibancari.com


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