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APE social 2019: tutto quello che devi sapere (requisiti, importo, domanda)

Ape social viene corrisposta fino al conseguimento della pensione di vecchiaia o di quella anticipata. Vediamo a chi spetta, i requisiti e come fare domanda

di Carlo Sala 10 lug 2019 ore 15:47

ape-sociale-2019L’APE social è l’anticipo della pensione a carico dello Stato. La sigla APE significa infatti Anticipo PEnsionistico. E' riservata solo ad alcune categorie di lavoratori. Gli anni di contribuzione necessari per riceverla sono ridotti a 30, salvo casi particolari. E l'età deve essere superiore ai 63 anni. Ma ci sono anche altri requisiti da rispettare, come vedremo meglio in seguito. L’APE social viene corrisposta per 12 mesi, e non va confusa con la pensione anticipata.

L’APE social (nota anche col nome ufficiale di APE Sociale) non è l’unica forma di anticipo della pensione possibile. Esistono infatti anche l’APE volontaria e l’APE aziendale. E' però l’unica delle tre che consente di percepire una somma mensile senza vedersi trattenere le somme ricevute sulla futura pensione. Social significa infatti che le somme anticipate non dovranno essere restituite da chi le ha ricevute.

LEGGI ANCHE: APE volontaria 2019: come funziona (requisiti, calcolo e domanda)

A CHI SPETTA

L’APE social è riservata solo ad alcune categorie di lavoratori. Può chiedere l’anticipo della pensione a carico dello Stato solo chi è:

  • disoccupato/a che non percepisce l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi. Lo stato di disoccupazione può essere dovuto a uno qualsiasi tra questi motivi: licenziamento (individuale o collettivo), dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale del rapporto di lavoro nell’ambito della procedura obbligatoria di conciliazione prevista per i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (articolo 7 della legge n. 604 del 15 luglio 1966), scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato (purché nei 3 anni precedenti la cessazione del rapporto si sia svolto lavoro dipendente per almeno 18 mesi);
  • caregiver, cioè persona impegnata (da almeno 6 mesi) ad assistere il coniuge (o il partner di un’unione civile), un parente di primo grado affetto da grave handicap (ai sensi della legge 104/96) un parente di secondo grado o un affine entro il secondo grado affetto da grave handicap (ai sensi della legge 104/96);
  • invalidi in misura pari ad almeno il 74%;
  • persona che ha svolto almeno uno dei lavori gravosi elencati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 88/2017.

QUALI SONO I LAVORI GRAVOSI

I lavori che seguono sono considerati gravosi:

  • operaio edile, addetto alla manutenzione degli edifici, operaio dell’industria estrattiva;
  • conduttore di gru e di macchinati usati per la perforazione nelle costruzioni;
  • conciatore di pelle e di pellicce;
  • personale ferroviario;
  • conduttore di mezzi pesanti e di camion;
  • infermiere e ostetrico che ha svolto lavori organizzati su turni;
  • personale impiegato in attività di assistenza a persone non autosufficienti;
  • educatore di asilo nido e insegnante di scuola dell’infanzia;
  • facchino e addetto allo spostamento delle merci;
  • addetto alle pulizie;
  • operatore ecologico e personale impegnato nella raccolta dei rifiuti.

I REQUISITI PER OTTENERLA

Chi rientra in una delle categorie ammesse all’APE social può ottenere l’anticipo pensionistico a condizione di:

  • avere almeno 63 anni;
  • aver versato contributi per almeno 30 anni (36 nel caso di lavori gravosi);
  • non ricevere già una pensione diretta (non si può avere l’APE social se si gode già di una pensione di vecchiaia o di anzianità/anticipata, si può avere l’APE social invece se si gode di una pensione di invalidità o di reversibilità);
  • non ricevere un’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi (se disoccupati) o un indennizzo per cessazione di attività commerciale;
  • essere residente in Italia.

Le lavoratrici madri (che comunque ricadono nelle categorie indicate sopra) godono di uno sconto sugli anni di contribuzione, grazie al cosiddetto APE rosa. Se hanno un figlio possono chiedere l’APE social con 29 anni di contributi versati (35 in caso di lavori gravosi), con due o più figli possono chiederlo con 28 anni (34 in caso di lavori gravosi).

QUANTO SI PUO' AVERE

L’importo riconosciuto come APE social è pari a quello della pensione che si percepirebbe nel momento in cui si chiede l’APE stesso (se si chiede l’APE, ovviamente, significa che in quel momento non si può avere la pensione perché non si hanno ancora anni di età e/o di contribuzione sufficienti).

APE SOCIAL CONTINUANDO A LAVORARE

Trattandosi di un anticipo della pensione, può essere percepito anche mentre si lavora ancora, come dipendenti, parasubordinati o autonomi. Per ottenere l’APE social però il reddito da lavoro non può superare la somma di:

  • 8.000 euro lordi l’anno, in caso di lavoro dipendente o parasubordinato;
  • 4.800 euro lordi l’anno, in caso di lavoro autonomo.

Chi ricava dal proprio lavoro oltre 1.500 euro lordi al mese, può comunque accedere all’APE social. La somma che riceverà subirà però una diminuzione, tanto maggiore quanto il reddito da lavoro supera i 1.500 euro lordi al mese. Per colmare questa differenza, oltre all’APE social si può chiedere anche l’APE volontaria. In questo caso però, le somme anticipate a titolo di APE volontaria verranno poi trattenute sulla futura pensione.

Non sono ammessi all’APE social i liberi professionisti iscritti a una cassa di previdenza di categoria. Questa forma di anticipo pensionistico è infatti riconosciuta solo a chi è iscritto all’Inps o ad una delle gestioni separate o speciali previste per i lavoratori che non hanno una cassa previdenziale di categoria.

APE SOCIAL PER CHI HA SVOLTO PIU' LAVORI

Chi ha svolto più lavori e ha versato contributi a diverse casse percepirà un’APE social calcolato sulla base di tutti quei contributi. L’importo mensile sarà quindi la somma di quanto si è maturato nelle varie gestioni previdenziali (Inps ordinaria, gestioni separate e/o speciali) secondo i criteri di calcolo di ciascuna di esse.

Dal punto di vista del fisco, l’APE social è considerata come un reddito da lavoro dipendente e subisce la stessa tassazione di quest’ultimo. Chi beneficia del bonus di 80 euro può continuare a riceverlo anche se riceve l’APE social.

COME FARE LA DOMANDA

L’APE social va chiesta all’Inps presentando due domande:

  • domanda di verifica del requisito contributivo;
  • e domanda di anticipo pensionistico.

La prima domanda serve a chiedere all’Inps di verificare che si può essere ammessi a godere dell’APE social. La seconda domanda è la richiesta vera e propria di ricevere l’anticipo della pensione.

Le due domande possono essere presentate:

  • online, sul sito dell’Inps, utilizzando il PIN Dispositivo fornito dall’ente di previdenza. Bisogna selezionare anzitutto la voce ‘Certificazioni’, poi quella ‘Verifica del diritto di accesso’ e infine quella ‘Ape Sociale’);
  • tramite il numero verde dell’Inps: 803164 da rete fissa (senza costi di chiamata) e 06 164164 da rete mobile (con costi variabili a seconda dell'operatore di telefonia). Il contact center è attivo 24 ore su 24, anche nei giorni festivi;
  • rivolgendosi a commercialisti, Caf, patronati.

QUANDO E PER QUANTO TEMPO SI RICEVE APE SOCIAL

L’APE social è in vigore ancora per tutto il 2019. Le scadenze per presentare domanda per l’APE social quest’anno sono 3:

  • entro 31 marzo 2019:
  • tra il 1° aprile e il 15 luglio 2019
  • tra il 16 luglio e il 30 novembre 2019

L’APE social viene corrisposta dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, se al momento della domanda si avevano già tutti i requisiti necessari per averla. Viene corrisposta invece dal primo giorno del mese successivo a quello di maturazione dei requisiti se al momento della presentazione della domanda mancava ancora qualcuno di questi requisiti.

L’APE social viene corrisposta per 12 mesi. L’erogazione termina anche prima che siano passati 12 mesi se nel frattempo si beneficia di una pensione di vecchiaia o di anzianità.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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