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Opzione donna 2019: requisiti, importo, contributi e domanda

Opzione donna permette alle donne che ne hanno i requisiti di andare in pensione prima rispetto alla pensione anticipata ordinaria. Ricevendo però di meno.

di Carlo Sala 9 ago 2019 ore 12:25

Opzione donna è una forma di pensione anticipata riservata alle donne e calcolata interamente con metodo contributivo. E’ diversa dalla pensione anticipata ordinaria perché l’importo della pensione è stabilito solo sulla base dei contributi versati in tutta la vita lavorativa. Per la pensione anticipata ordinaria invece il calcolo avviene anche con metodo retributivo per gli anni lavorati fino al 2002. E con metodo contributivo per quelli successivi.

Rispetto alla pensione anticipata ordinaria, scegliere Opzione donna porta a ricevere una pensione dal 25 al 35% più bassa. E’ una soluzione poco conveniente soprattutto per chi ha avuto aumenti di stipendio durante la vita lavorativa.

OPZIONE DONNA: SOMMARIO

REQUISITI

Opzione donna è consentita sia alle lavoratrici dipendenti - nel pubblico o nel privato - che a quelle autonome. Ma le lavoratrici autonome solo se non sono iscritte alla gestione separata dell’Inps in base all’articolo 2, comma 26 della legge n. 335 del 1995. Le lavoratrici dipendenti devono avere compiuto 58 anni di età, quelle autonome 59. In tutti i casi occorre aver versato contributi per almeno 35 anni, al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti. L’età anagrafica e quella contributiva richiesta devono essere state raggiunte entro la fine del 2018.

Chi ha raggiunto o raggiungerà gli anni di età e di contributi necessari nel corso di quest’anno non può godere di Opzione donna; dovrà attendere l’eventuale conferma di Opzione donna anche per il 2020. Opzione donna è infatti in vigore solo fino alla fine del 2019, senza una legge che la confermi anche per l’anno prossimo le donne che hanno maturato gli anni e i contributi necessari solo nel 2019 non potranno averla.

Chi ha raggiunto gli anni di età e di contribuzione richiesti può scegliere Opzione donna in qualsiasi momento (entro il 2019). Come si capisce dal messaggio Inps n. 009231 del 28 novembre 2014, la domanda può infatti essere presentata anche dopo il mese in cui sono maturati gli anni anagrafici e contributivi richiesti.

QUANDO ARRIVA

L’erogazione di Opzione donna avviene dopo un numero prestabilito di mesi dalla data di conseguimento degli anni anagrafici e contributivi. Secondo la circolare Inps n. 53 del 16 marzo 2011 infatti Opzione donna arriva:

  • 12 mesi dopo aver raggiunto i 58 anni di età e 35 di contributi se lavoratrici  dipendenti;
  • 18 mesi dopo aver raggiunto i 59 anni di età e 35 di contributi se lavoratrici  autonome.

Non fa invece differenza se la domanda per Opzione donna è stata presentata nello stesso mese di conseguimento degli anni richiesti o in un momento successivo. I 12 o 18 mesi per l’erogazione di Opzione donna scattano infatti dal mese in cui si è arrivate ad avere l’età e i contributi necessari.

Per ricevere Opzione donna occorre aver cessato di svolgere lavoro.

COME SI CALCOLA OPZIONE DONNA

Opzione donna è una forma di pensione anticipata riservata alle donne e calcolata interamente con metodo contributivo. Questo significa che l’importo mensile corrisposto con questa forma di pensione anticipata viene calcolato solo sulla base dei contributi versati.

Per il lavoro svolto fino al 31 dicembre 1995, la legge Fornero prevede che la pensione, anche la pensione anticipata ordinaria, venga calcolata col criterio retributivo (più generoso). Il calcolo della pensione per il lavoro svolto dopo il 31 dicembre 1995 avviene invece obbligatoriamente per tutti con metodo contributivo.

Chi sceglie Opzione donna rinuncia però al calcolo con criterio retributivo per tutti gli anni che ha lavorato, quindi anche per il periodo fino al 31 dicembre 1995. E accetta che la propria pensione anticipata sia calcolata con metodo contributivo per tutti gli anni in cui ha lavorato, non solo per quelli dal 1996 in poi.

Come si è detto, questo sistema riduce l’importo mensile che si riceverà. Di contro, consente di avere una pensione molto prima dell’età pensionabile valida per la pensione di vecchiaia. E anche prima della pensione anticipata ordinaria, per la quale le donne devono avere 41 anni e 10 mesi di contributi versati.

I CONTRIBUTI VALIDI PER OPZIONE DONNA

L’Inps ha precisato con la circolare 11/2019 che per poter chiedere Opzione donna non valgono i contributi figurativi relativi a periodi di malattia o disoccupazione.

Valgono invece i contributi:

  • obbligatori;
  • volontari;
  • figurativi (tranne che per malattia e disoccupazione, appunto);
  • da riscatto (degli anni all’università ad esempio)
  • da ricongiunzione (se si è state iscritte a più gestioni Inps).

I contributi richiesti devono però essere stati versati per almeno 35 anni alla stessa gestione pensionistica. Non è infatti ammesso il cumulo, che consente di sommare i contributi versati a diverse gestioni in diverse fasi della propria vita lavorativa. La totalizzazione dei contributi è invece consentita se si è lavorato in un Paese straniero - che sia membro della Ue o che abbia accordi con l’Italia per le pensioni - e si sono versati i contributi in quel Paese.

COME FARE LA DOMANDA

Opzione donna deve essere chiesta all’Inps seguendo una di queste tre vie, come per ogni altro tipo di pensione:

  • online, accedendo al sito dell’Inps tramite PIN dispositivo o credenziali SPIN;
  • chiamando il contact center al numero 803164 da rete fissa (la chiamata è gratuita) o allo 06164164 da rete mobile (la chiamata è a pagamento);
  • rivolgendosi a Caf e patronati.

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