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Pensioni: Quota 100 spiegata in pochi minuti

Quota 100, una delle innovazioni relative alla riforma previdenziale, è un sistema che consente l'accesso alla pensione quando la somma tra età anagrafica e contributi versati è pari a 100

di Francesca Secci 27 nov 2018 ore 10:59

Nelle ultime settimane si sente sempre più spesso parlare, in tema di pensioni, di Quota 100. Ma che cosa è esattamente la Quota 100?

In questa guida verrà spiegato cos'è, in che cosa consiste e le recenti novità.

 

CHE COS’È LA QUOTA 100 (E COSA PREVEDEVA LA FORNERO)

La Quota 100 pensioni è una misura fiscale economica prevista dall’accordo intergovernativo M5S-Lega, e che consente ai lavoratori di andare in pensione prima di quanto previsto dalla legge Fornero.

pensione-calcoloQuota 100 significa che i lavoratori possono andare in pensione se, a determinate condizioni che verranno spiegate più avanti, la somma tra età e contributi versati è 100.

Si tratta di una misura a favore dei lavoratori che hanno versato contributi previdenziali per molti anni e che quindi possono andare in pensione nel 2019, prima rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero.

La riforma - secondo le stime degli esponenti del Governo - dovrebbe interessare circa 400mila lavoratori, che potranno comunque scegliere in alternativa di aspettare per raggiungere i requisiti validi alla pensione di vecchiaia.

Perché ultimamente se ne sente parlare con maggior fervore? Nel testo della recente manovra di Bilancio si legge che verranno stanziate delle risorse per introdurre “ulteriori modalità di pensionamento anticipato e misure per incentivare l’assunzione di giovani”. Tali risorse ammontano a circa 6,7 miliardi di euro per il 2019 e a 7 miliardi di euro per il 2020. Nell’articolo 21, al secondo comma si spiega che questi interventi verranno attuati “con appositi provvedimenti normativi”.

La Quota 100 non è infatti menzionata e con ogni probabilità non ci sarà nella nuova Legge di Stabilità, ma verrà introdotta con un decreto legge, che potrebbe essere emanato già a dicembre.

Nella manovra rimarranno le indicazioni dei fondi necessari per finanziare l’intervento.

Perché si vuole attuare questa riforma? Nelle aspettative dell'esecutivo per 2 motivi:

  • incentivare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro favorendo il ricambio generazionale
  • superare i paletti previsti dalla Legge Fornero circa i requisiti di età e contributi versati

 

A tal proposito, la legge Fornero cosa diceva? La legge Fornero, varata nel 2011 dal governo Monti, aveva disposto l'adeguamento biennale con l'aspettativa di vita dichiarata dall'ISTAT, le cui conseguenze furono:

  • un aumento dell’età pensionabile,
  • la riduzione dei coefficienti di conversione utilizzati per il calcolo del contributo,
  • il sistema di calcolo contributivo,
  • l'abolizione della pensione di anzianità e l’introduzione della pensione anticipata per coloro che avevano versato 41 anni e 3 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 3 mesi per gli uomini


COME FUNZIONA LA QUOTA 100

Come già anticipato nei paragrafi precedenti, la Quota 100 consente una riduzione dei requisiti d’età per poter accedere alla pensione.

Ma facciamo un esempio. Se un lavoratore ha versato contributi per 38 anni può andare in pensione a 62 anni, ben 5 anni prima rispetto a quanto richiesto dalla Legge Fornero.

Se infatti si somma l’età anagrafica (62) con gli anni di contributi (38), si ottiene 100.

Secondo la legge Fornero invece, per poter accedere alla pensione anticipata nel 2019 sarebbero serviti 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

L’accesso al pensionamento sarà possibile attraverso quattro finestre. Le finestre saranno quattro per i dipendenti privati, una sola per i dipendenti scolastici e per coloro che lavorano nel settore pubblico.

Se è una buona notizia lasciare il lavoro prematuramente, bisogna anche pensare alle possibili sanzioni. Stando alle ultime analisi, il pensionamento anticipato può essere ridotto dal 21% al 24%. In altre parole, se un lavoratore deciderà di andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, invece di percepire 1700 euro al mese ne percepirà circa 300 in meno.

Secondo questi calcoli, è ragionevole pensare che più sono gli anni di lavoro (oltre all’importo degli stipendi), maggiore sarà l’importo dell’assegno previdenziale. Per questo motivo, lavorare cinque anni in meno significa necessariamente avere diritto a un assegno pensionistico più basso di quello che sarebbe stato riconosciuto andando in pensione a 67 anni.

Sarà davvero così? Quest’ultima tesi è fortemente osteggiata dal vicepremier Salvini, il quale si è opposto a una riduzione della pensione, il quale ha recentemente sostenuto che le pensioni Quota 100 dal 2019 dovrebbero fornire ai lavoratori l'accesso al prepensionamento senza sanzioni e senza ricalcolo del trattamento. Cosa vuol dire? La Quota di 100 senza penalità significa che non vengono effettuati tagli a coloro che la scelgono.

Tra i limiti previsti alla Quota 100, ci sarà il divieto di cumulo tra pensione e lavoro fino a 5 anni. Ciò vuol dire che coloro che andranno in pensione a 62 anni nel 2019 usufruendo della Quota 100, dovrà aspettare cinque anni prima di poter sommare alla propria pensione nuove entrate provenienti dall'esercizio di attività professionali o di collaborazione saltuaria. Il divieto diventerà poi nullo una volta raggiunti i 67 anni, quando si potrà usufruire della pensione di vecchiaia.

Per quanto riguarda la pensione per gli insegnanti, si segue la data di inizio dell’anno scolastico, in modo da evitare di lasciare scoperte le classi a metà anno.

Agli impiegati pubblici, con ogni probabilità sarà chiesto un preavviso di alcuni mesi, in modo da riorganizzare il personale e non interrompere la cosiddetta continuità amministrativa.

 

pensione_pianoREQUISITI PER QUOTA 100

I requisiti previsti per poter accedere alla pensione anticipata sono due:

  • Requisito anagrafico: 62 anni
  • Requisito contributivo: 38 anni di contributi versati

Nonostante il nome richiami la cifra tonda, il requisito contributivo rimarrà fisso nonostante l’avanzare dell’età. Così ad esempio si parlerà di:

  • Quota 101 a 63 anni
  • Quota 102 a 64 anni;
  • Quota 103 a 65 anni;
  • Quota 104 a 66 anni.

Dai 67 anni in poi si potrà accedere alla pensione di vecchiaia, per la quale sarà sufficiente aver maturato 20 anni di contributi.

 

QUANDO SI POTRÀ USUFRUIRE DELLA QUOTA 100?

Stando alle ultime dichiarazioni degli esponenti del governo, il prepensionamento per la Quota 100 dovrebbe debuttare a aprile 2019, e riguarderà coloro i quali abbiano almeno 62 anni d’età con 38 di contributi.

Per potervi accedere, sono previste quattro finestre annuali, a cadenza trimestrale.

Come funziona il meccanismo delle finestre di accesso? Come anticipato nei precedenti paragrafi, coloro che hanno raggiunto i requisiti per Quota 100 entro il 31 marzo 2018, avranno diritto ad accedere alla prima finestra, che dovrebbe essere prevista per aprile 2019.

La successiva dovrebbe essere prevista dopo 3 mesi, a luglio 2019, e potranno accedervi coloro che hanno soddisfatto i requisiti sopra riportati tra aprile e giugno 2018. L'ultima finestra di accesso per il 2019 dovrebbe essere prevista per ottobre.

In conclusione, coloro i quali maturano i requisiti per andare in pensione con Quota 100 tra ottobre e dicembre 2018, potranno accedervi nel gennaio 2020.

Naturalmente, per avere più certezza rispetto a quanto affermato, occorrerà attendere la pubblicazione definitiva della Legge di Bilancio per il 2019.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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