NAVIGA IL SITO
Home » guide » Pensioni e Tfr » Pensioni: Quota 100 spiegata in pochi minuti

Pensioni: Quota 100 spiegata in pochi minuti

Quota 100, una delle innovazioni relative alla riforma previdenziale, è un sistema che consente l'accesso alla pensione quando la somma tra età anagrafica e contributi versati è pari a 100

di Francesca Secci 22 gen 2019 ore 10:04

Il 17 gennaio è stato emanato il decreto legge che ha istituito, insieme al reddito di cittadinanza, la cosiddetta Quota 100. Quota 100 riguarda il periodo "sperimentale" 2019-2021 e coinvolge una platea di circa un milione di persone. Per varare la riforma è stato necessario un investimento pari a 22 miliardi di euro, di cui 3,9 miliardi nel 2019.

Per la Quota 100 è stata istituita la clausola di salvaguardia: se i fondi non dovessero essere sufficienti, si provvederà a tagli presso il ministero del Lavoro. Se anche questo intervento non dovesse bastare, si dovrà optare per una vera e propria manovra.

Ma che cosa è esattamente la Quota 100?

In questa guida verrà spiegato cos'è, in che cosa consiste e le recenti novità.

 

CHE COS’È LA QUOTA 100 (E COSA PREVEDEVA LA FORNERO)

La Quota 100 pensioni è una misura fiscale economica prevista dall’accordo intergovernativo M5S-Lega, e che consente ai lavoratori di andare in pensione prima di quanto previsto dalla legge Fornero.

pensione-calcoloQuota 100 significa che i lavoratori possono andare in pensione se, a determinate condizioni che verranno spiegate più avanti, la somma tra età e contributi versati è 100.

Si tratta di una misura a favore dei lavoratori che hanno versato contributi previdenziali per molti anni e che quindi possono andare in pensione nel 2019, prima rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero.

La riforma - secondo le stime degli esponenti del Governo - dovrebbe interessare circa 400mila lavoratori, che potranno comunque scegliere in alternativa di aspettare per raggiungere i requisiti validi alla pensione di vecchiaia.

Perché si vuole attuare questa riforma? Nelle aspettative dell'esecutivo per 2 motivi:

  • incentivare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro favorendo il ricambio generazionale
  • superare i paletti previsti dalla Legge Fornero circa i requisiti di età e contributi versati

A tal proposito, la legge Fornero cosa diceva? La legge Fornero, varata nel 2011 dal governo Monti, aveva disposto l'adeguamento biennale con l'aspettativa di vita dichiarata dall'ISTAT, le cui conseguenze furono:

  • un aumento dell’età pensionabile,
  • la riduzione dei coefficienti di conversione utilizzati per il calcolo del contributo,
  • il sistema di calcolo contributivo,
  • l'abolizione della pensione di anzianità e l’introduzione della pensione anticipata per coloro che avevano versato 41 anni e 3 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 3 mesi per gli uomini


COME FUNZIONA LA QUOTA 100

La Quota 100 consente una riduzione dei requisiti d’età per poter accedere alla pensione.

Ma facciamo un esempio. Se un lavoratore ha versato contributi per 38 anni può andare in pensione a 62 anni, ben 5 anni prima rispetto a quanto richiesto dalla Legge Fornero.

Se infatti si somma l’età anagrafica (62) con gli anni di contributi (38), si ottiene 100. Nel recente decreto, l'età anagrafica pari a 62 anni è fissa: non si può anticipare, ad esempio, il pensionamento a 61 anni pur avendo accumulato già 38 anni di contributi. Viceversa, potrà usufruire di Quota 100 chi avrà compiuto 63 anni e avrà versato 39 anni di contributi. Chi non dovesse rientrare in questi requisiti, dovrà aspettare i 67 anni con almeno 20 di contributi oppure 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne).

Mentre il primo requisito (età) aumenterà nei prossimi anni a causa dell'aspettativa di vita, il secondo requisito (anzianità) sarà bloccato dal governo fino al 2026.

L’accesso al pensionamento sarà possibile attraverso il sistema delle finestre.

Se è una buona notizia lasciare il lavoro prematuramente, bisogna anche pensare alle possibili sanzioni. Stando alle ultime analisi, il pensionamento anticipato può essere ridotto dal 21% al 24%. In altre parole, se un lavoratore deciderà di andare in pensione a 62 anni con 38 anni di contributi, invece di percepire 1700 euro al mese ne percepirà circa 300 in meno.

Secondo questi calcoli, è ragionevole pensare che più sono gli anni di lavoro (oltre all’importo degli stipendi), maggiore sarà l’importo dell’assegno previdenziale. Per questo motivo, lavorare cinque anni in meno significa necessariamente avere diritto a un assegno pensionistico più basso di quello che sarebbe stato riconosciuto andando in pensione a 67 anni.

Tra i limiti previsti alla Quota 100, ci sarà il divieto di cumulo tra pensione e lavoro fino a 5 anni. Ciò vuol dire che coloro che andranno in pensione a 62 anni nel 2019 usufruendo della Quota 100, dovrà aspettare cinque anni prima di poter sommare alla propria pensione nuove entrate provenienti dall'esercizio di attività professionali o di collaborazione saltuaria. Il divieto diventerà poi nullo una volta raggiunti i 67 anni, quando si potrà usufruire della pensione di vecchiaia.

Per quanto riguarda la pensione per gli insegnanti, si segue la data di inizio dell’anno scolastico, in modo da evitare di lasciare scoperte le classi a metà anno.

Agli impiegati pubblici, con ogni probabilità sarà chiesto un preavviso di alcuni mesi, in modo da riorganizzare il personale e non interrompere la cosiddetta continuità amministrativa.

 

pensione_pianoREQUISITI PER QUOTA 100

I requisiti previsti per poter accedere alla pensione anticipata sono due:

  • Requisito anagrafico: 62 anni
  • Requisito contributivo: 38 anni di contributi versati

Dai 67 anni in poi si potrà accedere alla pensione di vecchiaia, per la quale sarà sufficiente aver maturato 20 anni di contributi.

Tuttavia, è prevista una deroga contenuta all'art. 22 del decreto legge. Chi a 57 anni ha maturato nel 2018 33 anni di contributi può accedere al sistema di pensione anticipata.

In questo caso però, il lavoratore deve operare in un settore in cui ci sia un Fondo di solidarietà costituito da un accordo tra imprese e sindacati. Lo stesso lavoratore deve far parte di un accordo sindacale che preveda il numero di lavoratori da assumere in sostituzione di quelli che andranno in pensione con quota 100.

 

GLI "ESCLUSI" DA QUOTA 100

Per le condizioni già di per sé vantaggiose, sono escluse da "Quota 100" le seguenti categorie di lavoratori: 

  • Forze armate
  • Polizia
  • Polizia penitenziaria
  • Vigili del Fuoco
  • Guardia di Finanza

 

QUANDO SI POTRÀ USUFRUIRE DELLA QUOTA 100?

Il prepensionamento per la Quota 100 debutterà nel mese aprile 2019, e riguarderà coloro i quali abbiano almeno 62 anni d’età con 38 di contributi.

Nello specifico, chi ha maturato i requisiti nel 2018, potrà accedere al prepensionamento dal primo aprile 2019 nel settore privato, dal primo agosto nel settore pubblico e da settembre per i dipendenti scolastici.

Coloro i quali matureranno i requisiti nel 2019 andranno in pensione tre mesi dopo nel settore privato, 6 mesi dopo nel settore pubblico e in autunno i dipendenti scolastici.

Chi invece matura i requisiti nel 2021, potrà andare in pensione con Quota 100 nel 2022.


QUOTA 100: OPZIONE DONNA E RISCATTO DELLA LAUREA

Opzione Donna: l'opzione donna consente alle donne di età superiore ai 58 anni (dipendenti) o 59 (lavoratrici autonome) di entrare in pensione con 35 anni di contributi. Tuttavia, l'assegno mensile viene ricalcolato utilizzando il metodo di contribuzione meno favorevole con perdite di un quarto o più. E per l'uscita è prevista una finestra annuale.

Riscatto agevolato della laurea: col nuovo decreto è possibile riscattare le lacune contributive per un massimo di 5 anni. In particolare, gli anni di studio possono essere rimborsati a condizioni favorevoli da coloro i quali non hanno più di 45 anni e hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995. Il costo del rimborso è pari a 5.241 euro l'anno.

Va precisato inoltre che il riscatto della laurea serve unicamente a aumentare gli anni di contribuzione, non a far salire l'importo della pensione, come invece accade a chi paga il riscatto di laurea ordinario.

Il decreto legge ha anche previsto la possibilità di riscattare anche i periodi scoperti di retribuzione, per un massimo di cinque anni.

 

LEGGI ANCHE - Riscatto della laurea: cos'è e come funziona

 

QUOTA 100:INFORMAZIONI PRATICHE

Il 17 gennaio è stato varato il decreto che ha istituito la riforma delle pensioni con Quota 100, e sarà sperimentale per il triennio 2019-2021.

Quota 100 sarà attivabile a partire dal primo aprile 2019, e sarà valido per tutti i dipendenti del settore privato che hanno maturato i requisiti validi entro il 31 dicembre 2018. Allo stesso tempo, chi matura i requisiti per poter entrare in pensione proprio il 31 marzo 2019, potrà usufruire del prepensionamento il primo aprile, mentre chi raggiunge le prerogative il primo aprile, dovrà aspettare sei mesi.

Il decreto conterrà alcune restrizioni, come l'incumulabilità con altri redditi oltre 5 mila euro all'anno prima dell'età pensionabile.

In aggiunta, verrà prorogato di un anno l’APE Sociale: i beneficiari devono avere almeno 63 anni e 30 o 36 anni di contributi, avere cessato il proprio rapporto di lavoro dipendente e rientrare in uno dei quattro status codificati dalla legge 232/2016 e dal Dpcm 88/2017. L'indennità prevista per l'APE Sociale arriverà fino a un massimo di 1500 euro mensili.

Il decreto ha inoltre previsto una misura particolare per i dipendenti pubblici, i quali dovranno aspettare sei mesi dalla maturazione dei requisiti prima di entrare in pensione con la Quota 100. Per quest’ultimi, la prima finestra utile è fissata ad agosto 2019. I dipendenti pubblici dovranno inoltre presentare la domanda di pensionamento almeno sei mesi prima presso la propria amministrazione di appartenenza.

Inoltre, gli statali che opteranno per la pensione anticipata riceveranno nel 2019 una parte della liquidazione dovuta pari a 30 mila euro e anticipata dalle banche. Gli interessi saranno pagati per il 95% dallo Stato.

Naturalmente, chi va in pensione prima avrà meno contributi e di conseguenza percepirà un assegno pensionistico più basso rispetto a quello che sarebbe stato se fosse andato in pensione a 67 anni. Per poter sapere a quanto ammonterà la pensione è sufficiente andare sulla piattaforma INPS e inserire i propri dati personali nel simulatore “la mia pensione futura”.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
da

SoldiOnline.it

FTSEMib in rosso. Telecom Italia continua a scendere

FTSEMib in rosso. Telecom Italia continua a scendere

Piazza Affari e le principali borse europee dovrebbero hanno iniziato la seduta odierna con ribassi frazionali. Partenza in rosso per UBI Banca e per Generali Continua »

da

SoldieLavoro

Rdc 2019: a chi spetta e i requisiti per ottenere il Reddito di cittadinanza

Rdc 2019: a chi spetta e i requisiti per ottenere il Reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza è il nuovo sussidio contro la povertà. Lo si potrà richiedere dal 1° marzo 2019 e verrà distribuito a partire dal mese di aprile Continua »