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Pensione di cittadinanza: a chi spetta, requisiti e importo

La pensione di cittadinanza è una integrazione al reddito per chi abbia raggiunto 67 anni di età e un reddito inferiore a 780 euro al mese.

di Carlo Sala 20 ago 2019 ore 15:21

La pensione di cittadinanza è la pensione riservata a chi ha almeno 67 anni e un reddito ISEE inferiore ai 6.000 euro l’anno. Può goderne anche chi abbia una attestazione ISEE fino a un massimo di 7.560 euro l’anno (9.360 se non vive da solo). Chi ha una simile attestazione, infatti, riceve prestazioni sociali predisposte per persone in stato di bisogno. E viene quindi considerato idoneo alla pensione di cittadinanza tanto quanto chi non riceve tali prestazioni sociali ma se la cava con 6.000 euro l’anno.

Pensata per chi ha l’età pensionabile fissata dalla legge Fornero (67 anni nel 2019), è l’equivalente del reddito di cittadinanza per chi è ancora in età da lavoro. Reddito e pensione di cittadinanza sono stati introdotti insieme, col decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019.

PENSIONE DI CITTADINANZA: SOMMARIO

In cosa consiste la pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza è la pensione riservata a chi ha almeno 67 anni e un reddito ISEE inferiore ai 6.000 euro l’anno. In senso strettamente tecnico, non è una pensione. Per averla infatti non occorre aver versato contributi. E’ in realtà un sussidio dello Stato, come pure l’analogo reddito di cittadinanza.

La pensione di cittadinanza rappresenta infatti un’integrazione al reddito che consente di arrivare a 780 euro di entrate al mese (1.092 in caso di coppia in cui entrambi abbiano almeno 67 anni). La somma corrisposta è pari alla differenza tra quanto si percepisce in un mese (da altre pensioni o da lavoro, non fa differenza) e la cifra di 780 (singolo) o 1.092 (coppia) euro netti. Tali somme sono infatti la soglia sotto la quale, secondo l’Istat, in Italia si vive in stato di povertà.

A chi spetta

La pensione di cittadinanza è la pensione riservata a chi ha almeno 67 anni e un reddito ISEE inferiore ai 6.000 euro l’anno.

Per ottenerla occorre ricadere in una di queste condizioni:

  • avere cittadinanza italiana o di un Paese dell’Unione europea;
  • essere familiare di persona con cittadinanza extra-Ue che sia titolare di diritto di soggiorno o di diritto di soggiorno permanente;
  • essere familiare di persona con cittadinanza extra-Ue che sia in possesso del permesso di soggiorno UE per lungo periodo;
  • godere di protezione internazionale.

In ogni caso, occorre essere residenti in Italia da almeno 10 anni. Negli ultimi 2 anni di questi 10 anni la residenza deve essere stata continua e senza interruzioni.

Può avere la pensione di cittadinanza anche chi non vive da solo. La pensione di cittadinanza vale infatti anche se si vive in:

  • famiglie composte da 2 persone di almeno 67 anni;
  • famiglie, anche di più di 2 persone, in cui non tutti abbiano almeno 67 anni ma sia presente (almeno) una persona disabile o non autosufficiente (condizione più grave della disabilità).

Soglia ISEE e condizione familiare

Nel caso si viva in famiglia, il reddito ISEE l’anno che dà diritto alla pensione di cittadinanza può essere superiore ai 6.000 euro l’anno. Nel dettaglio i 6.000 euro aumentano di:

  • 2.000 euro per ogni altro componente della famiglia, per nuclei fino a 3 componenti. Nel caso vi sia un quarto componente, il reddito complessivo ISEE valido per la pensione di cittadinanza viene alzato a 10.000 euro, esattamente come nel caso di famiglia di 3 persone, e non viene portato a 12.000 euro;
  • 1.000 euro per ogni figlio dal terzo in poi;
  • 5.000 euro per ogni componente della famiglia che sia disabile;
  • 7.500 euro per ogni componente della famiglia non autosufficiente.

L’Inps ha precisato che 2 coniugi separati o divorziati sono considerati comunque un nucleo familiare, ai fini della pensione di cittadinanza, a meno che abbiano preso residenze diverse.

Quando non si può avere

La pensione di cittadinanza è la pensione riservata a chi ha almeno 67 anni e un reddito ISEE inferiore ai 6.000 euro l’anno. Al di sotto di quella soglia (o di quella dell’assegnazione ISEE di 7.560 o 9.360 euro l’anno) può quindi averla sia chi lavora e guadagna, sia chi percepisce una pensione di vecchiaia, anticipata (o di anzianità), di invalidità, di reversibilità oppure un assegno sociale.

Non può invece chiedere la pensione di cittadinanza chi abbia:

  • attestazione ISEE superiore ai 7.560 euro l’anno se vive in casa di proprietà o ai 9.360 euro se vive in affitto (si noti che l’attestazione ISEE documenta non solo il reddito);
  • reddito ISEE maggiore di quello valido in base alla sua condizione familiare (6.000 euro l’anno se persona sola, 6.000 euro l’anno più le maggiorazioni applicabili se vive in famiglia);
  • patrimonio immobiliare superiore ai 30.000 euro (al netto del valore della prima casa);
  • sia titolare o viva con persona titolare di un’auto di cilindrata pari o superiore ai 1.600 centimetri cubici;
  • abbia comprato o viva con persona che abbia comprato un’auto o una moto (di almeno 250 cc) nei 6 mesi precedenti la presentazione della domanda di pensione di cittadinanza;
  • abbia comprato o viva con persona che abbia comprato un’imbarcazione da diporto nei 2 anni precedenti la presentazione della domanda di pensione di cittadinanza.

I divieti relativi ad autoveicoli e motoveicoli non valgono nel caso si tratti di mezzi per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità.

Come fare la domanda di pensione di cittadinanza

Per chiedere la pensione di cittadinanza occorre scaricare un apposito modulo disponibile online in formato PDF su uno di questi due siti:

  • inps.it (utilizzando le credenziali Spid per l’identità digitale);
  • redditodicittadinanza.gov.it (il sito vale anche per la pensione di cittadinanza).

I moduli disponibili sono tre, in base alla propria situazione occorre sceglierne uno solo. Occorre quindi scegliere il modulo:

  • SR180 se si fa domanda per la prima volta;
  • SR181 se si è già fatta domanda ma si sono verificati cambiamenti della propria situazione di reddito o di famiglia;
  • SR182 se chi ha fatto domanda o un componente del suo nucleo familiare ha iniziato a lavorare in un periodo successivo a quello dell’ISEE 2019.

Una volta compilato il modulo, questo può essere inoltrato:

  • online sul sito da cui lo si è scaricato;
  • tramite Caf e patronati;
  • tramite Poste italiane.

La domanda può essere inviata dal sesto giorno di ciascun mese. L’Inps provvede alle verifiche del caso. Ove il diritto alla pensione di cittadinanza sia riconosciuta, l’Inps autorizza Poste italiane a erogarla.

Quando e per quanto viene erogata

L’erogazione della pensione di cittadinanza avviene dal mese successivo a quello di invio della domanda. Se nel nucleo familiare qualcuno percepisce già il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza può essere erogata a partire dal mese successivo a quello in cui il componente del nucleo familiare più giovane compie 67 anni.

L’erogazione avviene per 18 mesi, dopo i quali viene rinnovata automaticamente (diversamente dal reddito di cittadinanza, per la proroga serve un’apposita richiesta).

La pensione di cittadinanza può essere riscossa:

  • tramite accredito su una carta acquisti, la carta Rdc (è una carta Postepay);
  • in contanti da prelevare negli uffici di Poste italiane o in banca.

Quanto si percepisce di pensione di cittadinanza

L’importo della pensione di cittadinanza è composto da 2 quote, che servono rispettivamente:

  • a integrare il reddito per un importo massimo di 7.560 euro netti l’anno per un single e 15.876 per chi ha famiglia (quest’importo cresce ulteriormente se vi è un disabile o persona non autosufficiente, in base alla gravità della condizione);
  • a coprire le spese per l’affitto o il mutuo (fino a un massimo di 1.800 euro l’anno).

Con la circolare n. 100 del 2019, l’Inps ha precisato che chi si vede riconosciuta la pensione di cittadinanza può vedersi riconosciuta una sola delle 2 quote.

L’importo minimo della pensione di cittadinanza è di 40 euro al mese (480 euro l’anno). L’importo massimo dipende invece dalla composizione del nucleo familiare. La pensione di cittadinanza, come il reddito di cittadinanza, aumenta di un coefficiente pari a 0,4 per ogni componente maggiorenne della famiglia, pari a 0,2 per ogni componente minorenne, sino a un coefficiente massimo di 2,1 (2,2 per le famiglie con uno o più componenti disabili gravi o non autosufficienti). Un single che abbia diritto a entrambe le quote della pensione di cittadinanza può prendere al massimo 9.360 euro netti all’anno. Chi ha famiglia può prendere dai 19.656 ai 20.592 euro l’anno (a seconda della gravità della persona disabile o non autosufficiente presente nel nucleo familiare). La pensione di cittadinanza non è sottoposta a tassazione e non è pignorabile.

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