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Detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia 2019: come ottenerle

Chi sostiene delle spese per ristrutturazione edilizia le può detrarre dalle tasse. Vediamo chi può usufruirne e come fare per ottenerle.

di Antonello Scrimieri 14 mag 2019 ore 17:13

detrazioni-fiscali-ristrutturazione-edilizia-2019Chi effettua dei lavori di ristrutturazione edilizia può usufruire di detrazioni fiscali. E cioè di una riduzione d’imposta dall’Irpef. Tale detrazione è anche chiamata bonus ristrutturazione. Vediamo in questa guida cosa deve fare il contribuente per ottenere questi benefici fiscali nella dichiarazione dei redditi 2019.

DETRAZIONI FISCALI PER RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA 2019: SOMMARIO

CHI NE PUO’ USUFRUIRE

Il cosiddetto bonus ristrutturazione è una detrazione fiscale riconosciuta alle persone fisiche che sostengono spese per ristrutturare l’abitazione o le parti comuni degli edifici residenziali. L’agevolazione spetta sia ai proprietari degli immobili, sia a chi vanta un diritto di godimento sullo stesso. Come ad esempio un inquilino o l’usufruttuario.

Ne hanno diritto anche i familiari che convivono con il proprietario dell’immobile, se sostengono tali spese e sono intestatari di bonifici e fatture.

LEGGI ANCHE: Come detrarre le spese per lavori svolti su più anni

PER QUALI LAVORI

Il bonus spetta per i lavori di ristrutturazione edilizia elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del DPR 380/2011, ossia:

  • manutenzione straordinaria (lavori straordinari effettuati sull’immobile che non comportano una modifica della volumetria complessiva e la destinazione dell’uso), ad esempio: installazione di un ascensore, realizzazione servizi igienici, sostituzione infissi esterni, rifacimento di scale;
  • restauro e risanamento conservativo (interventi che consentono la conservazione dell’immobile), ad esempio adeguamento delle altezze dei solai rispettando le volumetrie presenti;
  • ristrutturazione edilizia (lavori che possono comportare anche la trasformazione del fabbricato), ad esempio modifica della facciata esterna, realizzazione della mansarda o trasformazione della soffitta in mansarda.

Oltre ai casi dettagliati sopra, la detrazione fiscale spetta anche per i seguenti lavori alla propria abitazione:

  • per danni causatida eventi calamitosi, quando è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • al fine prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parti di terzi;
  • a favrore di persone con disabilità gravi;
  • per contenere l’inquinamento acustico;
  • come misure antisismiche;
  • per eliminare l’amianto;
  • etc...

Non spettano invece detrazioni fiscali per lavori di manutenzione ordinaria.

LEGGI ANCHE: Bonus mobili 2019: per cosa e come ottenerlo

COME FUNZIONA IL BONUS RISTRUTTURAZIONI

Oltre ai lavori di vera e propria ristrutturazione, sono ammesse in detrazione tutte le spese inerenti la realizzazione dei lavori. Come la fornitura di materiali (IVA inclusa), il progetto, le perizie, e qualsiasi altra spesa collegata.

Le detrazioni spettano in percentuale delle spese sostenute sulla singola unità abitativa, in particolare spetta una detrazione fiscale pari a:

  • 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2019, con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per ogni immobile;
  • 36% per le spese che saranno pagate dall’1 gennaio 2020 in poi, con un limite massimo di spesa pari a 48.000 euro.

Il bonus spetta in base ad un criterio di cassa, ossia in base ai bonifici e ai pagamenti effettuati nell’anno. Ed è attribuito a ciascun contribuente che ha sostenuto la spesa.

Il bonus viene ripartito in 10 quote uguali a partire dall’anno in cui si effettua il bonifico e nei nove successivi.

Per richiedere la detrazione è necessario indicare nella propria dichiarazione dei redditi sia la spesa complessivamente sostenuta, sia i dati catastali identificativi dell’immobile su cui sono stati effettuati i lavori.

COME FARE PER OTTENERE LA DETRAZIONE

L’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019) ha chiarito che non è più obbligatorio trasmettere all’Enea le informazioni sui lavori effettuati per ottenere il bonus ristrutturazioni. Resta tuttavia consigliabile effettuare questo adempimento anche con il supporto di un CAAF o di un professionista.

Inoltre, in alcuni casi specifici previsti dalla legge, deve essere inviata una comunicazione all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) competente o al Comune di riferimento, con le generalità del contribuente e della ditta che effettua i lavori. E indicando la natura e la data di inizio degli stessi.

Per ottenere le detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia è necessario che i pagamenti siano effettuati con un particolare bonifico bancario o postale ove risulta:

  • codice fiscale del beneficiario del bonus;
  • codice fiscale o partita IVA della ditta che effettua i lavori;
  • causale del versamento con il riferimento all’articolo 16-bis del DPR 917/1986.

Se vi sono più soggetti che sostengono le spese per i lavori di ristrutturazione, si deve indicare nel bonifico il codice fiscale di tutti i soggetti che vogliono usufruire delle detrazioni.

Al momento del pagamento l’istituto di credito presso cui è stato ordinato il bonifico tratterrà l’8% come acconto di imposta sul reddito dell’impresa che effettua i lavori. Quest’ultima riceverà quindi un bonifico il cui importo sarà al netto del suddetto 8%. Tali imposte saranno però recuperate in sede di dichiarazione dalla ditta che effettua i lavori.

Per il modello 730 bisognerà compilare, nel Quadro E sezione III – A, i righi E41 e seguenti per indicare la spesa sostenuta e, nel Quadro E sezione III – B, il rigo E51 per indicare i dati catastali dell’immobile di riferimento.

detrazioni-ristrutturazione-edilizia

(Immagine tratta dal sito della Agenzia delle Entrate)

Per il modello Redditi bisognerà compilare, nel Quadro RP sezione III – A, i righi RP41 e seguenti per indicare la spesa sostenuta e, nel Quadro RP sezione III – B, il rigo RP51 per indicare i dati catastali dell’immobile di riferimento.

I DOCUMENTI DA CONSERVARE

Il contribuente che inserisce il bonus in dichiarazione, deve conservare la ricevuta del bonifico, le fatture e le ricevute fiscali che attestano le spese sostenute. Anche quelle considerate come oneri accessori. I documenti vanno conservati non solo per l’anno oggetto di presentazione della prima dichiarazione ma anche per tutte le dichiarazioni nella quale suddetta detrazione viene utilizzata. Nel concreto questi documenti devono essere conservati per 16 anni (10 anni per le dichiarazioni + 6 anni di accertamento).

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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