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Tutte le istruzioni per compilare il modello 730 2019

Dipendenti e pensionati possono fare la dichiarazione dei redditi compilando il modello 730. E' una sorta di dichiarazione semplificata. Vediamo come si fa.

di Antonello Scrimieri 12 lug 2019 ore 11:24

compilare-730Il Modello 730 è la dichiarazione dei redditi “semplificata” utilizzabile solo dai dipendenti e dai pensionati. Si contrappone al modello Redditi utilizzabile invece da qualsiasi contribuente, persona fisica o giuridica che sia. In questa guida vedremo come compilare il 730.

Saper compilare il proprio modello 730 può essere molto utile. Sia che si voglia compilare un modello 730 cartaceo che il 730 precompilato. Si ricorda che le regole di compilazione sono le medesime.

IL FRONTESPIZIO DEL MODELLO 730

Il primo quadro del modello 730 da compilare è il frontespizio. Devono essere riportati i dati del contribuente, dei familiari a carico, del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio, e la firma del contribuente.

Nella sezione del contribuente, devono essere indicati i dati del “dichiarante” con indicazione del codice fiscale, cognome, nome, sesso, data e comune di nascita. In ogni caso deve essere indicato il “domicilio fiscale al primo gennaio 2018”.

Solo in caso di variazione del domicilio fiscale tra il primo gennaio 2018 e il 2 novembre 2018, nel modello 730 deve essere compilato il campo “residenza al primo gennaio” riportando tutti i dati della nuovo indirizzo (Città, CAP, via e civico). Sempre in questo caso bisognerà compilare anche il campo “domicilio fiscale al primo gennaio 2019”.

Se si deve presentare la dichiarazione congiunta (con il proprio partner) si dovrà barrare il flag nella parte superiore del frontespizio: “Dichiarazione congiunta”.

FAMILIARI A CARICO

Per fruire delle detrazioni d’imposta per coniuge, figli e altri familiari a carico, nel prospetto familiari a carico del modello 730 devono essere inseriti i dati relativi ai familiari fiscalmente a carico del contribuente.

Si ricorda che si definisce fiscalmente a carico il componente della famiglia che convive con il contribuente o che riceve dallo stesso assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. E che nel corso del 2018 ha posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro.

Nel rigo 1, devono essere indicati i dati relativi al coniuge. In particolare va barrata la casella “C” e si indica il codice fiscale del coniuge, anche se non è fiscalmente a carico. La casella mesi a carico deve essere compilato solo se il coniuge è stato fiscalmente a carico. Ad esempio si indica “12” se è stato a carico per tutto il 2018.

Nei righi da 2 a 5, devono essere indicati i dati relativi ai figli e altri familiari a carico. Se non sono a carico tale sezione non deve essere compilata.

Nella colonna 1 si barra la casella “F1” se il familiare indicato è il primo figlio a carico, vale a dire quello di età anagrafica maggiore tra quelli a carico. E la casella “F” per i figli successivi al primo. Se si tratta di altri familiari si barra la casella “A” nella Colonna 2. Se si tratta di un figlio con disabilità è necessario barrare la casella “D” nella colonna 3.

Per ogni rigo compilato si indicherà il codice fiscale del familiare a carico, i mesi cui risulta a carico (se è minore di 3 anni va indicato nell’apposita casella in quanto spetta un’ulteriore detrazione d’imposta) e la percentuale di detrazione spettante (si indica “100” se è interamente a carico, “50” se è ripartita tra i genitori, “0” se è a carico per intero dell’altro genitore).

MODELLO 730: DOVE INDICARE I REDDITI

I redditi conseguiti nell’anno 2018 devono essere indicati a seconda della tipologia, in uno o più dei seguenti Quadri del modello 730:

  • A – Redditi dei terreni;
  • B – Redditi dei fabbricati e altri dati;
  • C – Redditi di lavoro dipendente e assimilati;
  • D – Altri redditi.

QUADRO A

Nel Quadro A del modello 730, si indicano i redditi derivanti dai terreni, distinguendo tra reddito dominicale e reddito agrario. Riportando la rendita catastale presente nella visura del catasto.

Nel caso di terreni non affittati, l’Imu sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sul reddito dominicale. Mentre il reddito agrario continua ad essere assoggettato alle ordinarie imposte sui redditi. Pertanto, il reddito dei terreni non affittati, sui quali si pagheranno le tasse, sarà calcolato tenendo conto solo del solo reddito agrario.

Se il terreno non affittato è esente dall’Imu risulta dovuta l’Irpef, ad esempio se si tratta di un terreno montano. In tal caso si dovrà barrare la casella 9: “Imu non dovuta”. Per i terreni affittati, invece, sono dovute sia l’Irpef che l’Imu.

Prendendo i dati dagli atti catastali, in colonna 1 si indica l’ammontare del reddito dominicale ed in colonna 3 l’ammontare del reddito agrario. In colonna 2 si indica il titolo di possesso/proprietà del dichiarante. In colonna 4 e 5 si indicano i giorni e la percentuale di possesso.

Le restanti colonne sono da compilare se ci sono casi particolari:

  • affitto in regime vincolistico;
  • coltivatore diretto o IAP con la relativa casella: in tal caso i redditi dominicali e agrari non concorrono alla formazione della base imponibile ai fini Irpef.

QUADRO B

Nel Quadro B del modello 730, si indicano i redditi derivanti dai fabbricati situati nello stato italiano, iscritti nel catasto e dotati di una propria rendita.

In tale quadro, in colonna 1 si indica la rendita catastale risultante da visura castale, in colonna 2 si indica l’utilizzo dell’immobile:

  • “1” se l’immobile è l’abitazione principale (la propria residenza);
  • “2” se l’immobile è tenuto a diposizione oppure dato in uso gratuito ai propri familiari;
  • “3” se l’immobile locato in regime di libero mercato;
  • “4” se l’immobile è locato in regime di equo canone;
  • “5” se l’immobile è una pertinenza dell’abitazione principale (categoria catastale C2, C6 e C7);
  • “8” se l’immobile è locato a canone concordato;
  • “9” se l’immobile non rientra in nessuno degli altri casi (ad esempio è una pertinenza dell’immobile tenuto a disposizione);
  • “10” se l’immobile o la pertinenza è data in suo gratuito a un proprio familiare a condizione che vi dimori abitualmente e ciò risulti dall’iscrizione anagrafica;
  • “11” se l’immobile è in parte utilizzato come abitazione principale e in parte concesso in locazione in regime di libero mercato, oppure nel caso in cui si sia optato per il regime della cedolare secca;
  • “12” se l’immobile è in parte utilizzato come abitazione principale e in parte concesso in locazione a canone “concordato” è situato in uno dei comuni ad alta densità abitativa;
  • “14” se l’immobile è situato nella regione Abruzzo, ed è dato in locazione a persone residenti o con dimora abituale nei territori colpiti dal sisma;
  • “15” se l’immobile è situato nella regione Abruzzo, ed è dato in comodato a persone residenti o con dimora abituale nei territori colpiti dal sisma;
  • “16” se il reddito dei fabbricati è attribuito da società semplice imponibile ai fini Irpef (fabbricati locati o con esenzione Imu).;
  • “17” se il reddito dei fabbricati è attribuito da società semplice non imponibile ai fini Irpef (fabbricati non locati senza esenzione Imu).

Nella colonna 3 e 4 si indicano i giorni e la percentuale di possesso; nella colonna 5 si indica il codice canone se l’immobile è locato:

  • “1” se è soggetto a tassazione ordinaria;
  • “2” se è soggetto a tassazione ordinaria ma l’immobile è situato nel comune di Venezia centro, nelle isole della Giudecca, Murano e Burano;
  • “3” nel caso di opzione per il regime della cedolare secca;
  • “4” se l’immobile locato a tassazione ordinaria ed è riconosciuto di interesse storico o artistico.

In colonna 6 si indica il canone annuale di locazione. Nella colonna 7 si indicano i casi particolari (cui si rinvia alle istruzioni del Modello 730). In colonna 8 si barra la casella se è una continuazione del fabbricato al rigo precedente (ad esempio un fabbricato in parte locato e in parte a disposizione). Nella colonna 9 si indica il codice Comune ove si trova l’immobile. In colonna 11 si barra se si è locato l’immobile con il regime della cedolare secca. Nella colonna 12 si indicano eventuali casi particolari Imu: ad esempio si indica “1” se il fabbricato, diverso dall’abitazione principale e relative pertinenze, è del tutto esente dall’Imu o per il quale non è dovuta l’Imu per il 2018, ma è assoggettato alle imposte sui redditi.

Se l’immobile è stato locato, bisognerà compilare anche la Sezione II, riportando gli estremi di registrazione dei contratti di locazione, indicando la data di registrazione del contratto, il numero di registrazione e il codice del Comune di riferimento.

QUADRO C

Nel quadro C del modello 730 vanno indicati i redditi di lavoro dipendente e assimilati.

Nella sezione I si indicano i redditi conseguiti per l’anno 2018; in particolare nella colonna 1 si indica: “1” se sono redditi di pensione, “2” se sono redditi di lavoro dipendente o assimilati.

Nella colonna 2 si specifica se è a tempo determinato o indeterminato, in particolare si indica codice “1” se è a tempo indeterminato; codice “2” se è a tempo determinato.

In colonna 3 si riporta l’importo dei redditi percepiti nel 2018 come dipendente o come pensionato. La colonna 4 va compilata solo se sono stati percepiti redditi prodotti all’estero.

Nel campo “C4” sono indicate le somme per premi di risultato e welfare aziendale ottenute da lavoratori dipendenti del settore privato, distinguendo tra somme soggette a tassazione ordinaria e somme soggette a tassazione sostitutiva.

Nella sezione II si indicano i redditi assimilati a quello di lavoro dipendente. Come ad esempio per gli assegni periodi percepiti dal ex-coniuge.

Nella sezione III e IV si indicano le ritenute Irpef, le addizionali regionali e comunali all’Irpef subite dal proprio sostituto d’imposta/datore di lavoro. È la somma annuale delle ritenute mensili che si trattengono dalla busta paga/pensione. La compilazione di queste colonne è abbastanza elementare perché nella descrizione di ogni campo il modello stesso ci dice quale punto della Certificazione Unica 2019 indicare.

Nella sezione V si indica il Bonus Irpef detto “Bonus Renzi”. L’importo del credito massimo è di 960 euro per i possessori di reddito complessivo non superiore a 24.600 euro. Il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 26.600 euro. In particolare in colonna 1 si indica “1” se è stato riconosciuto il bonus in busta paga. Si indica “2” se non è stato riconosciuto il bonus, oppure è stato riconosciuto ma non erogato.

QUADRO D

Il Quadro D del modello 730 è diviso in due sezioni:

  • Nella prima si indicano i redditi di capitale, redditi di lavoro autonomo e diversi: si dovrà indicare la tipologia di reddito, l’ammontare ricevuto e le ritenute subite.
  • Nella seconda si indicano i redditi soggetti a tassazione separata.

QUADRO E: DOVE INDICARE LE SPESE

Le spese sostenute nel 2018 fiscalmente rilevanti (si ricorda che non tutte le spese sostenute danno diritto ad uno sconto dell’imposta sostenuta) vanno indicate nel Quadro E del modello 730.

LEGGI ANCHE: Detrazioni fiscali 2019: quali sono e come ottenerle

SEZIONE I

Nella Sezione I generalmente si indicano le spese per cui è riconosciuta una percentuale di detrazione del 19% come ad esempio le spese sanitarie (il toltale degli scontrini, ricevute, ecc. per farmaci, non sono detraibili i parafarmaci e cosmetici). La somma di tutte queste spese si deve indicare nel rigo E1.

Tutte le altre spese si indicano nei righi da E2 a E10. In ogni rigo si indicherà l’ammontare totale speso e nei campi da 8 a 10 anche il codice che identifica la spesa sostenuta.

In tale sezione vi rientrano anche spese per cui è riconosciuta una detrazione del 26/30% come per erogazioni liberali alle Onlus o alle Associazioni di promozione sociale (APS). Oppure del 35% per le erogazioni liberali alle Organizzazioni di volontariato riconosciute.

SEZIONE II

Nella Sezione II vanno indicate le spese per le quali spetta una deduzione dal reddito lordo dichiarato, quali ad esempio i contributi previdenziali e assistenziali (rigo E21), le erogazioni liberali a favore di istituti religiosi, ecc...

SEZIONE III

Nella Sezione III A vanno indicate le spese sostenute nell’anno 2018 o negli anni precedenti per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, in particolare:

  • Per la ristrutturazione di immobili cd. “Bonus ristrutturazioni”;
  • per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica;
  • per l’acquisto o l’assegnazione di immobili facenti parte di edifici ristrutturati.

Si ricorda che è possibile usufruire di tale detrazione solo se si possiede o detiene l’immobile, sul quale sono stati effettuati i lavori suindicati, sulla base di un titolo idoneo (ad esempio proprietà, comodato, locazione).

Per poter beneficiare di tale detrazione, si compila il rigo E41 come segue: nella colonna 1 si indica l’anno in cui tali spese sono state sostenute, nella colonna 2 si indica la tipologia di spesa sostenuta:

  • “2” per le spese sostenute dal 1° gennaio al 25 giugno 2012 (detrazione pari al 36% delle spese);
  • “3” per le spese sostenute dal 26 giugno al 31 dicembre 2012 (detrazione pari al 50% delle spese);
  • “4” per le spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive (detrazione pari al 65% delle spese);
  • “5” per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (detrazione pari al 50% delle spese) e nella zona sismica 3;
  • “6” per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità e nella zona sismica 3, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore (detrazione pari al 70% delle spese);
  • “7” per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità e nella zona sismica 3, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore (detrazione pari all’80% delle spese);
  • “8” per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche sulle parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità e nella zona sismica 3, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore (detrazione pari al 75% delle spese);
  • “9” per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per interventi relativi all’adozione di misure antisismiche sulle parti comuni di edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità e nella zona sismica 3, riferite a costruzioni adibite ad abitazione o ad attività produttive, dalla cui adozione derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio a due classi di rischio inferiore (detrazione pari all’85% delle spese);
  • “10” per le spese sostenute nel 2017 e nel 2018 per l’acquisto di unità immobiliari facenti parte di edifici ricostruiti ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1 la cui ricostruzione ha comportato il passaggio ad una classe di rischio inferiore (detrazione pari al 75% delle spese);
  • “11” per le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018 per l’acquisto di unità immobiliari facenti parte di edifici ricostruiti ricadenti nelle zone classificate a rischio sismico 1, la cui ricostruzione ha comportato il passaggio a due classi di rischio inferiore (detrazione pari all’85% delle spese);
  • “12” per le spese sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi; realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili;
  • “13” per le spese sostenute dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 per spese di “sistemazione a verde” sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali.

Nella colonna 3 va indicato il codice fiscale della ditta che ha effettuato i lavori. Se sono lavori su parti comuni condominiali, i singoli condomini devono indicare il codice fiscale del condominio e devono barrare la casella di colonna 2 “Condominio” di uno dei righi da E51 a E53, senza riportare i dati catastali identificativi dell’immobile (questi dati saranno indicati dall’amministratore di condominio nel quadro K della propria dichiarazione dei redditi).

La colonna 4 va compilata solo se si è in presenza di interventi particolari (cui si rimanda alle istruzioni del modello 730).

Nella colonna 5 va indicato il codice “4” solo se il contribuente nell’anno 2018 ha ereditato, acquistato o ricevuto in donazione l’immobile da una persona che aveva rateizzato la spesa, sostenuta in anni precedenti, nella misura ordinaria di 10 rate.

Nella colonna 8 si indica il numero della rata delle spese sostenute che il contribuente utilizza per il 2018. Per le spese sostenute nel 2018 va indicato il numero “1” in quanto indica la prima rata.

Nella colonna 9 si indica l’intero importo sostenuto per i lavori effettuati (riferiti all’anno di sostenimento delle spese che è stato riportato in colonna 1).

Nella colonna 10 si indica il “N. ord. Immobile”, è un numero progressivo per identificare l’immobile oggetto dei lavori (ad esempio 1 se è l’unico immobile).

SEZIONE III

Nella Sezione III B, si indicano i dati catastali dell’immobile su cui sono stati effettuati i lavori. Andrà compilato il rigo E51 il “N. ord. Immobile” di cui alla colonna 10 del rigo E41 e seguenti.

Se i lavori sono effettuati dal conduttore (o comodatario), devono essere indicati, oltre ai dati catastali identificativi dell’immobile (righi E51 e E52) anche gli estremi di registrazione del contratto di locazione o di comodato (colonne da 3 a 6 del rigo E53 oppure colonna 7 se in possesso del codice identificativo del contratto).

Nella Sezione III C si indicano le spese sostenute per ottenere il “Bonus mobili”. Nel rigo E57 si indicano le spese sostenute per l’arredo degli immobili ristrutturati ed in particolare si indicano nella colonna 1 e 3 il numero della rata. Mentre in colonna 2 e 4 l’importo delle spese sostenute (nel il limite di 10.000 euro). Ad esempio, se nel 2014 sono state sostenute spese per l’arredo di un immobile pari a 20.000 euro, indicare “4” nella colonna 1 come “Numero rata” e 10.000 nella colonna 2 come “Spesa arredo immobile”.

Nel rigo E58 si indicano le spese per l’arredo degli immobili sostenute da giovani coppie. Tale bonus non è riconosciuto per le spese sostenute nel 2018, pertanto la compilazione di tale rigo è consentita solo per coloro che hanno sostenuto tali spese entro il 31 dicembre 2016, indicando in colonna 2 la spesa sostenuta nel 2016 per l’arredo dell’immobile entro il limite di 16.000 euro.

SEZIONE IV

Nella Sezione IV rientrano le spese sostenute per la ristrutturazione dell’immobile che comportano un risparmio energetico, in particolare andrà compilato il rigo E61.

In colonna 1 si indica il codice della tipologia di intervento (data la vastità delle casistiche, si rinvia alle istruzioni del modello 730). In colonna 2 si indica l’anno in cui tali spese sono state sostenute. La colonna 3 si compila solo se le spese sono state sostenute nel 2013. Nella colonna 4 si indica:

  • “1” nel caso di spese sostenute per lavori iniziati tra il 2009 e il 2017 e ancora in corso nel 2018;
  • “2” nel caso in cui le spese sostenute in anni precedenti al 2018 riguardino un immobile ereditato, acquistato o ricevuto in donazione nel 2018;
  • “3” nel caso in cui siano presenti entrambe le ipotesi descritte dai codici “1” e “2” (lavori che proseguono in più anni ed immobile ereditato, acquistato o ricevuto in donazione).

In colonna 5 si indica la rideterminazione delle rate se è stata operata negli anni precedenti. Nella colonna 7 si indica il numero della rata che il contribuente utilizza nell’anno 2018. In colonna 8 si indica l’ammontare della spesa totale sostenuta per l’immobile oggetto di lavori.

SEZIONE V

Nella Sezione V si indica la detrazione spettante per gli inquilini con contratto di locazione che adibiscono l’alloggio come abitazione principale. Oppure quella per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la propria residenza per motivi di lavoro.

Nel rigo E71, colonna 1, si indica il codice relativo alla detrazione, in particolare:

  • “1” per la detrazione degli inquilini che hanno stipulato o rinnovato un contratto di locazione per adibire l’alloggio ad abitazione principale;
  • “2” per la detrazione degli inquilini che hanno stipulato o rinnovato un contratto di locazione in regime convenzionale per adibire l’alloggio ad abitazione principale.
  • “3” per la detrazione degli inquilini con età compresa fra i 20 e i 30 anni, che hanno stipulato un contratto di locazione per adibire l’alloggio ad abitazione principale.

In colonna 2 si indicano il numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare locata è stata adibita ad abitazione principale. Nella colonna 3 si indica la percentuale di detrazione spettante.

Nel rigo E72 per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro, si indica in colonna 1 il numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare locata è stata adibita ad abitazione principale. E nella colonna 2 la percentuale di detrazione spettante (con riferimento ad eventuali contitolari dello stesso contratto di locazione).

SEZIONE VI

Infine, la Sezione VI è riservata a dei casi residuali di detrazioni d’imposta.

IL RIEPILOGO DEI REDDITI

Una volta compilati tutti i quadri del modello, sarà possibile vedere e leggere il riepilogo di tutti i redditi conseguiti e delle spese sostenute. Questa apposita sezione finale di riepilogo del modello 730 è denominato Modello 730-3.

Questo prospetto non viene compilato dall’utente o dal professionista ma, seguendo le norme vigenti, si genera in automatico all’interno della “precompilata” del portale dell’Agenzie delle Entrate o dai programmi utilizzati dai CAAF e professionisti.

Questo quadro è abbastanza semplice da leggere è da capire perché per ogni importo è presente una descrizione sulla sinistra.

Il modello 730-3 si compone di diverse sezioni ed è suddiviso in due colonne. Le colonne sono utilizzate per il dichiarante e il coniuge. La seconda colonna è valorizzata solo nel caso in cui viene presentata la dichiarazione congiunta, altrimenti resterà vuota.

Nella prima sezione sono riepilogate le singole categorie di reddito con il relativo valore economico espresso in euro, la sezione termina (anche se all’interno del modello non c’è una vera e propria separazione netta dei quadri) con il reddito complessivo.

Nella seconda sezione potremo leggere l’ammontare complessivo degli oneri deducibili che ridurranno il reddito complessivo. Suddetto reddito viene denominato “imponibile” perché è il valore sul quale si calcolano le tasse.

Dal reddito imponibile viene calcolato l’imposta lorda con il sistema degli scaglioni progressivi previsti dalla normativa Irpef.

A questo punto abbiamo un’ampia sezione che riporta analiticamente tutte le singole detrazioni di cui abbiamo beneficiato. Il risultato tra imposta lorda e detrazioni fiscali è uguale all’imposta netta.

L’ultimo quadro, prima di poter vedere la nostra posizione, è rappresentato dagli eventuali crediti d’imposta di cui possiamo beneficiare. E dalle ritenute già operate dai sostituti d’imposta (il datore di lavoro).

Si ottiene così la cosiddetta “differenza”. Con il segno meno davanti ci dirà se siamo a credito. Con il segno più ci dirà quanto ancora dovremo dare allo Stato.

In ogni caso l’importo risultante dalla differenza sarà erogato/trattenuto in busta paga dal datore di lavoro o dall’INPS.

ALTRE COSE IMPORTANTI DA SAPERE

Modello 730

730 Precompilato

Detrazioni e deduzioni fiscali

Scadenze e documenti

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