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Documenti per il 730: cosa conservare e per quanto tempo

Quali documenti servono per la predisposizione del modello 730? Quali si devono conservare? Per quanto tempo? Scopriamolo insieme i documenti per il 730.

di Antonello Scrimieri 9 mag 2019 ore 10:44

documenti-730Per compilare il modello 730, i lavoratori dipendenti e i pensionati devono prima di tutto reperire i documenti necessari. Una volta ordinata la propria documentazione, la stessa dovrà essere fornita in copia a un soggetto abilitato per la redazione e l’invio della dichiarazione dei redditi. Ad esempio il CAAF o il commercialista. Vediamo quali sono i documenti per il 730.

DOCUMENTI PER IL 730: SOMMARIO

DOCUMENTI PER IL 730: QUALI SERVONO

La prima domanda che il contribuente si pone per la predisposizione del modello 730 è la seguente: che documenti mi servono? Per poter inserire nel modello 730/2019 un reddito conseguito o una spesa sostenuta nel 2018 è infatti obbligatorio avere il documento di supporto.

Ecco di seguito una lista di documenti per il 730 da presentare al soggetto incaricato per la redazione del modello e da conservare.

  1. La Certificazione Unica 2019: è il documento che attesta lo stipendio/pensione conseguito in tutto l’anno e le tasse che il datore di lavoro ha già trattenuto in busta paga e nella pensione. La Certificazione Unica può contenere anche altre forme di reddito come ad esempio le prestazioni di lavoro occasionali.
  2. I contratti di locazione di immobili e le relative ricevute di registrazione presso l’Agenzia delle Entrate.
  3. Gli scontrini, le ricevute fiscali e le fatture per attestare le spese sostenute per sé stessi o per un membro della propria famiglia fiscalmente a carico.

SPESE DETRAIBILI E DEDUCIBILI

Non tutte le spese sostenute sono deducibili o detraibili. Ecco di seguito le principali spese che danno diritto ad ottenere un eventuale rimborso in busta paga o nell'assegno della pensione:

  • spese sanitarie;
  • spese veterinarie;
  • premi assicurativi;
  • contributi versati per lavoratori domestici;
  • spese universitarie;
  • spese funebri;
  • contributi versati alla previdenza complementare;
  • spese per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici;
  • oneri condominiali per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di risparmio energetico su parti comuni condominiali (ad esempio il rifacimento della facciata esterna di un palazzo);
  • spese per la frequenza degli asili nido;
  • erogazioni liberali effettuate alle Onlus, alle associazioni di promozione sociale, alle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e alle fondazioni, associazioni aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica;
  • abbonamento ai mezzi pubblici per bus, metro e pullman (novità introdotta da quest’anno).

Si ricorda che le spese indicate sono parzialmente recuperabili. Ci sono cioè dei limiti massimi e delle percentuali da applicare in base alle diverse tipologie di spese. Ad esempio, le spese mediche sono detraibili nella misura del 19 %. Mentre le spese per la manutenzione straordinaria degli immobili lo sono nella misura del 50%.

LEGGI ANCHE: Detrazioni fiscali 2019: quali sono e come ottenerle

COME FARE IN ASSENZA DEI DOCUMENTI?

Se non si è in possesso della documentazione necessaria per attestare una determinata spesa sostenuta, non è possibile inserirla nel modello 730. Si ricorda che i professionisti o CAAF intermediari richiederanno un giustificativo per ogni spesa o reddito. E che l’Agenzia delle Entrate entro il 2020 effettuerà un controllo automatizzato di tutte le dichiarazioni incrociando i dati dei contribuenti con quelli dei sostituti d’imposta. In alcuni casi potrà richiedere al contribuente copia di tutta o parte della documentazione. In caso di assenza dei suddetti documenti l’Amministrazione finanziaria potrà irrogare delle sanzioni oltre le ulteriori tasse evase.

Per tali ragioni, bisogna stare attenti a verificare la corrispondenza tra quanto indicato nel modello 730, la documentazione di supporto, e i limiti previsti dalla legge. Gli errori potrebbero costare caro.

Da ultimo, si ricorda che nel caso di invio autonomo della dichiarazione si sarà unici responsabili di eventuali errori o frodi; invece qualora si invia la dichiarazione tramite un terzo vi sarà anche la responsabilità solidale del professionista.

ATTENZIONE ALLA CONSERVAZIONE

La legge impone ai dipendenti e ai pensionati di conservare tutti i documenti per il 730 utilizzati per la redazione del proprio modello per 5 anni. Una copia è conservata dal professionista o dal CAAF che ha predisposto la dichiarazione per il contribuente.

È utile ricordare che gli scontrini sono soggetti al deterioramento in breve tempo. Pertanto, per non rischiare di perdere il diritto alla detrazione, si consiglia di farne una fotocopia o scansione.

DOCUMENTI DA CONSERVARE PER IL 730 PRECOMPILATO

L’unico caso in cui non è richiesta la conservazione della documentazione è quello in cui il contribuente accetta senza modifiche il proprio modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate.

In questo caso il contribuente sarà esonerato dalla conservazione di qualsiasi documento relativo agli oneri deducibili e detraibili inseriti nella propria dichiarazione. Ma ciò non esclude eventuali controlli su voci diverse dalle spese indicate nel Quadro E. Come ad esempio quando è stata omessa l’indicazione di una tipologia di reddito nel Quadro C.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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