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Imposta di bollo su risparmi e investimenti: cos’è e come funziona

L'imposta di bollo va pagata sui conti correnti, sui libretti di risparmio, sui conti deposito, sul deposito titoli, sui fondi di investimento e le polizza vita.

di Marco Delugan 22 ott 2018 ore 12:25

L'imposta di bollo sui risparmi e sugli investimenti è una "piccola" tassa patrimoniale. Colpisce infatti il patrimonio mobiliare e non il reddito prodotto da quel patrimonio. Che viene colpito comunque in altro modo, con la tassa sulle rendite finanziarie.

Si applica sui conti correnti, sui conti deposito e sui libretti di risparmio. E anche sul deposito titoli, sui conti deposito, sulle polizze vita e sui fondi investimento.

L'imposta è a carico del contribuente ma viene pagata dall'istituto di credito che si occupa anche di tutti gli adempimenti burocratici. Il singolo contribuente non deve fare nulla.

 

CHI DEVE PAGARE L'IMPOSTA DI BOLLO

Devono pagare l'imposta di bollo tutti i contribuenti che abbiano depositato o investito i loro soldi in uno degli strumenti finanziari appena elencati. Ma ne sono esenti i conti e i libretti postali intestati a Onlus o federazioni sportive riconosciute dal Coni. E i conti conti correnti base intestati a persone con Isee inferiore a 8 mila euro. Sono escluse dal pagamento della imposta di bollo anche le polizze vita ramo 1 e i fondi pensione.

 

QUANTO SI DEVE PAGARE DI IMPOSTA DI BOLLO

Per i conti correnti e i libretti di risparmio, l'imposta di bollo è di 34,2 euro l'anno per le persone fisiche, e di 100 euro l'anno per le aziende. Ma le persone fisiche non pagano nessuna imposta se la giacenza media del conto o del libretto è inferiore ai 5mila euro. Per quanto riguarda gli investimenti - i conti deposito, tutto cioè che entra nel deposito titoli, i fondi di investimento e le polizza vita - l'imposta di bollo è pari allo 0,2% l'anno.

 

IMPOSTA DI BOLLO SU CONTO CORRENTE E LIBRETTO POSTALE

imposta-di-bolloL'imposta di bollo è, in questi due casi, di 34,3 euro l'anno per le persona fisiche, e di 100 euro per le aziende e per le altre persone giuridiche. Le persone fisiche non devono alcuna imposta se la giacenza media sul loro conto o libretto è inferiore a 5mila euro.

L'imposta di bollo è dovuta per ogni conto corrente, o libretto di risparmio, anche se intestati alla stessa persona. Nel caso che una stessa persona ne abbia aperto più di uno presso lo stesso istituto di credito, la giacenza media va calcolata considerando tutti i saldi comulati, complessivamente.

Le giacenze non vengono cumulate nel caso dei libretti e dei conti correnti postali. Nel primo caso, infatti, il rapporto del risparmiatore è con la Cassa Depositi e Prestiti, nel secondo è con Poste Italiane.

L'imposta di bollo dipende anche dal periodo di vita del conto e del libretto. Se hanno avuto una vita inferiore all'anno civile, l'imposta va calcolata in base a tale durata.

Il calcolo va fatto in questo modo. Si parte dal valore dell'imposta di bollo, che è 34,20 euro nel caso di persone fisiche e di 100 euro per le persone giuridiche. Si divide l'importo dell'imposta per 365 (366 nel caso di anni bisestili). E poi la si moltiplica per i giorni di vita del conto o del libretto, compresi festivi e feriali.

Se una persona ha tenuto aperto il conto dal 2 giugno al 27 luglio, ad esempio, il conto ha "vissuto" 55 giorni: 28 in giugno e 27 in luglio.

La formula è la seguente (34,20 : 365) X 55= 5,15.

Sia le banche che Poste Italiane hanno però la possibilità di stabilire quote forfettarie fisse per periodi prestabiliti dell'anno, come ad esempio trimestri e semestri.

 

COME CALCOLARE LA GIACENZA MEDIA

I correntisti persone fisiche non devono pagare l'imposta di bollo se la giacenza media del loro conto è inferiore ai 5mila euro. Per calcolare la giacenza media si devono sommare i saldi giornalieri del conto e dividere il totale per il numero di giorni di vita del conto.

 

IMPOSTA DI BOLLO SUI CONTI DEPOSITO

L'imposta di bollo sui conti deposito non è fissa, ma corrisponde allo 0,20% di quanto presente alla data di rendicontazione, che corrisponde a quella di emissione dell'estratto conto. Per le persone fisiche non è prevista alcuna soglia massima. Mentre per le persone giuridiche c'è una soglia massima di 14mila euro. Ci sono poi una serie di altre specifiche rilevanti: il periodo di rendicontazione e la durata del vincolo nell'anno.

Alcune banche hanno una rendicontazione annuale, altre una rendicontazione trimestrale. Vediamo prima il caso di una rendicontazione annuale, al 31 dicembre di ogni anno.

Se al 31 dicembre il conto è attivo va applicata una quota dello 0,2% per il periodo di vita del conto nello stesso anno. Ad esempio: se il conto ha vissuto per sei mesi, l'imposta va dimezzata.

Se al 31 dicembre il conto non è attivo - non ha dentro nulla - ma è stato attivo durante l'anno, l'imposta è di 1 euro.

Se la rendicontazione è trimestrale al momento di ogni rendicontazione viene applicato lo 0,2% sulla somma presente sul conto e divisa poi per quattro. Per i trimestri in cui il conto è a zero non ci sono tasse da pagare. Le frazioni di trimestre vengono trattate come le frazioni di anno viste nel caso della rendicontazione annuale.

 

IMPOSTA DI BOLLO E OFFERTA SUPERSMART

L'offerta Supersmart di Poste Italiane viene trattata come un conto deposito. Come abbiamo visto in questo articolo, chi aderisce all'offerta Supersmart vincola i sodi per un periodo di tempo in cambio di un interesse più alto rispetto a quello garantito dal Libretto.

Se l'offerta è attiva al 31 dicembre, l'imposta di bollo è pari allo 0,2% di quanto accantonato per la frazione di anno in cui la somma è stata appunto accantonata.

Se al 31 dicembre l'offerta non è attiva ma nel corso dell'anno lo è stata, allora la tassa da pagare è di 1 euro.

 

IMPOSTA DI BOLLO SUL DEPOSITO TITOLI

Il deposito titoli è un conto di appoggio, collegato al conto corrente bancario, dove vengono "depositati" i titoli finanziari acquistati dal correntista. Possono essere azioni, obbligazioni, quote di fondi di investimento, derivati e altri prodotti finanziari.

In realtà la banca non fa solo da custode dei titoli, ma si occupa anche dell'incasso di interessi e dividendi, e del rinnovo e dell'incasso delle cedole. Esegue inoltre gli ordini del cliente su acquisto e vendita dei titoli. Ed esercita, sempre su ordine del cliente, l'esercizio del diritto di opzione e altre cose ancora.

Sul deposito titoli va pagata l'imposta di bollo, che corrisponde allo 0,20% l'anno di quanto presente al 31 dicembre di ogni anno.

 

IMPOSTA DI BOLLO SU POLIZZA VITA E FONDI PENSIONE

L'imposta di bollo va pagata anche sulle polizze vita e sui fondi pensione. Come per le altre forme di investimento, è pari allo 0,2% annuo. Viene pagata al momento della rendicontazione, che di solito è annuale. Sono esenti dall'imposta di bollo le polizze cita ramo 3 e i fondi pensione.

 

QUANDO SI PAGA L'IMPOSTA DI BOLLO

L'imposta di bollo viene pagata al momento della rendicontazione periodica, e cioè dell'emissione dell'estratto conto. La periodicità varia secondo le politiche dell'istituto di credito con cui il contribuente ha sottoscritto il rapporto.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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