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Flat tax: cos'è e come funziona il sistema ad aliquota unica

Con flat tax si intende un sistema fiscale ad aliquota unica. Lo si indica anche come sistema proporzionale. Inserirla nel sistema italiano, attualmente è progressivo, potrebbe richiedere una riforma costituzionale.

di Marco Delugan 26 gen 2018 - ore 09:59

Da un po’ di anni, nel dibattito politico italiano fa capolino la Flat Tax, il sistema di tassazione proporzionale ad aliquota unica. E da come è partita la campagna elettorale per le elezioni politiche 2018, sembra addirittura poterla fare da protagonista, questa volta. Vediamo di cosa si tratta.

Il sistema fiscale è l'insieme di norme che regolano la riscossione da parte dello Stato di imposte, tasse e contributi. E cioè delle risorse finanziarie che servono a far funzionare gli apparati pubblici. La sua struttura fiscale può essere improntata al criterio di progressività o a quello di proporzionalità (flat tax o aliquota unica). O risultare dall’applicazione di entrambi.

In Italia, ad esempio, le imposte sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) vengono prelevate in base a un sistema di aliquote crescenti improntato al principio di progressività. E questo vuol dire che le aliquote sono diverse per ogni scaglione di reddito, e aumentano al salire di questi.

La Flat Tax è invece un sistema proporzionale, e cioè ad aliquota fissa. Quando si parla di Flat Tax ci si riferisce di solito alle imposte dirette sul reddito, meno di frequente ai profitti di impresa. La proposta della coalizione di centrodestra per le elezioni 2018 riguarda invece sia le persone fisiche sia le aziende.

La Flat Tax ha una storia molto lunga, che parte dal XVIII secolo. In quello successivo verrà poi progressivamente sostituita da sistemi fiscali di tipo progressivo. L’idea di fondo di questa trasformazione era che la tassazione sarebbe diventata più equa facendo pagare di più chi guadagnava e aveva di più.

Nell'era moderna, la Flat Tax è stata proposta per la prima volta negli Stati Uniti dal Milton Friedman nel 1956 durante una conferenza tenuta presso il Claremont Collage in California. E fu poi sviluppata da Robert E. Hall, Alvin Rabushka e Kurt Lube dell'università di Stanford. Il loro contributo è stato rissunto nel libro Flat tax. In Italia è stata proposta per la prima volta da Forza Italia nel 1994.

Nelle sue applicazioni più tipiche, la Flat Tax non prevede una no tax area – face di reddito esentati dal pagamento – e nemmeno deduzioni e detrazioni. Ma vi sono sistemi proporzionali che prevedono entrambe le cose. E viene spesso compresa nei progetti di Reddito di cittadinanza (quello vero, che trovate a questo link).

 

PAESI IN CUI VIGE LA FLAT TAX

Quello che trovate qui sotto è un elenco, ovviamente provvisorio, di paesi che hanno adottato la Flat Tax. Ed è provvisorio perché alcuni paesi l’hanno adottata e poi abbandonata, e altri potrebbero adottarla. La lista è stata tratta di Wikipedia, a fianco del Paese trovate l’aliquota unica applicata.

 

  • Estonia: 24%
  • Hong Kong: 16%
  • Lettonia: 25%
  • Lituania: 33%
  • Russia: 13%
  • Ucraina: 15%
  • Slovacchia: 19% (per poi essere abolita)
  • Romania: 16%
  • Macedonia: 10%
  • Albania: 10%
  • Bulgaria: 10%

 

Un elenco più ampio, che considera anche paesi al di fuori del contesto europeo, lo trovate a questa pagina.

Ma forse una delle osservazioni più importanti è che in nessun paese occidentale avanzato è al momento in vigore la Flat Tax. Solo negli Stati Uniti d’America in cinque stati dell’unione le tasse sono ad aliquota unica, mentre a livello federale il sistema è comunque progressivo. Esiste invece a Hong Kong, comunque uno dei paesi con Pil pro capite tra più alti al mondo.

 

I PREGI DELLA ALIQUOTA UNICA

Secondo i sostenitori della Flat tax, i pregi dell'aliquota unica sono la semplificazione del sistema fiscale, lo stimolo dell'attività economica e della crescita, e la riduzione dell'evasione. Con un effetto complessivo di aumento del gettito fiscale.

 

SEMPLIFICAZIONE DEL SISTEMA FISCALE

Riguardo alla semplificazione del sistema fiscale, la cosa non sembra poter essere messa in dubbio. Una sola aliquota andrebbe a sostituire il sistema a scaglioni e la stessa aliquota verrebbe applicata a tutte le forme di reddito. Per un sistema fiscale come quello italiano, quasi sempre accusato di essere complicato, pesante, inefficiente e scarsamente redistributivo, sarebbe sicuramente un cambiamento importante. E se associato a forme di reddito minimo garantito, definito come un unico trasferimento di reddito che vada a sostituire tutte le misure assistenziali oggi vigenti, la riduzione di caos e difficoltà sarebbe probabilmente enorme.

E, altra cose rilevante, secondo i sostenitori della Flat tax la semplificazione sarebbe tale da rendere possibile a molte più persone di quanto accada oggi la compilazione autonoma della denuncia dei redditi.

 

FLAT TAX E ATTIVITA' ECONOMICA

Una flat tax posta a un livello adeguatamente basso stimolerebbe poi la crescita economica. Nel discorso dei sostenitori dell'aliquota unica, lo stimolo seguirebbe fondamentalmente due strade. La prima è incrementare l'offerta di lavoro, nel senso della disponibilità delle persone a lavorare. Certo, in una situazione come quella attuale, dove moltissimi lavoratori faticano a trovare lavoro e sono probabilmente pochissimi quelli che decidono di non lavorare perché altrimenti pagherebbero più tasse, questa modalità di effetto sull'economia è probabilmente di scarsa importanza.

Più importante quello sulle scelte di investimento e sulle attività imprenditoriali. Ponendo una sola aliquota per tutte le forme di reddito, nessun tipo di investimento viene penalizzato dal lato fiscale e, di contro, nemmeno avvantaggiato. Questo porta a una allocazione delle risorse più "razionale". E mettendo in conto che il sistema fiscale italiano pesa maggiormente sui redditi da lavoro e su quelli di impresa, è allora possibile che una flat tax sufficientemente bassa possa stimolare l'iniziativa imprenitoriale e la formazione di capitale produttivo.

 

ALIQUOTA UNICA E GETTITO FISCALE

L’introduzione di un sistema ad aliquota unica viene di solito associato alla riduzione della pressione fiscale e a un allargamento della base imponibile. Se la pressione fiscale viene ridotta partendo da livelli alti, secondo i sostenitori di questo sistema il gettito per lo stato potrebbe addirittura aumentare. E aumenterebbe perché diverrebbe sconveniente non pagare le tasse, qualora venisse associato a un sistema sanzionatorio adeguato allo scopo. Questo andamento viene di solito spiegato con la così detta curva di Leffer che vedremo meglio in seguito.

 

I DIFETTI DELLA ALIQUOTA UNICA

La prima obiezione che viene fatta ai sostenitori della Flat Tax è che il secondo e il terzo pregio elencati appena sopra sono per molti versi ipotetici. Non è infatti detto che con l’aliquota unica gli evasori corrano a dichiarare i loro redditi. E nemmeno che faccia nascere nuove imprese, crescere l'economia e generare in questo modo maggior reddito e maggior imponibile fiscale. Non ci sono studi che dimostrino che proprio questo possa accadere. O meglio, ci sono studi che dimostrano una cosa e studi che dimostrano l'opposto.

I modelli di Flat Tax non sono inoltre sempre identici, tutt’altro, ed è quindi ancora più difficile capire i risultati di quel tipo di tassazione sui destini economici di un paese. E poi, cosa ancora più importante, ogni Paese e ogni economia è diversa dall’altra, sotto tantissimi aspetti, e capire i rapporti di causa-effetto all’interno di tale complessità può essere davvero difficile. Senza contare le differenze del sistema fiscale di partenza.

 

FLAT TAX: CHI CI PERDE E CHI CI GUADAGNA

In linea di massima, per avere una primissima impressione su chi ci guadagna e chi ci perde dall'inserimento di una Flat tax bisogna innanzi tutto sapere a che livello verrebbe posta. Se venisse posta a un livello intermedio tra le aliquote dei diversi scaglioni di un sistema progressivo, chi rientra in scaglioni di reddito più bassi ci perderà e chi rientra in scaglioni di reddito più alti ci guadagnerà. Fatte salve le eventuali detrazioni, esenzioni e la definizione di una no tax area.

Nel caso della proposta della coalizione di centrodestra per le elezioni politiche del 2018, l'aliquota unica verrebbe posta al 23%.

Qui sotto gli scaglioni Irpef per il 2018:

 

  • 23% reddito tra 0 e 15mila euro (per la parte eccedente la cosiddetta "no tax area", ossia un reddito imponibile non tassato );
  • 27% reddito tra i 15mila e i 28mila euro;
  • 38% reddito tra i 28mila e i 55mila euro;
  • 41% reddito tra i 55mila e i 75mila euro;
  • 43% reddito che eccede i 75mila euro.

 

In Italia esistono poi diverse no tax area per il 2018:

 

  • 8.000 euro per i lavoratori dipendenti;
  • 8.124 euro per i pensionati;
  • 4.800 euro per i lavoratori autonomi.

 

Dal 2007 queste soglie si applicano sul tributo già calcolato e non sull'imponibile. La proposta del centrodestra prevede anche una no tax area sotto i 12mila euro di reddito l'anno. Alla fine, anche senza voler entrare in calcoli precisi - bisognerebbe anche conoscere il sistema di deduzioni e detrazioni che verrebbe attuato - alla fine ci guadagnerebbero davvero quasi tutti. Ma soprattutto i redditi più alti.

 

LEGGI ANCHE: Reddito di dignità: la proposta di Silvio Berlusconi contro la povertà

 

FLAT TAX E CURVA DI LEFFER

L’aliquota unica si accompagna solitamente alla riduzione della pressione fiscale. E gli effetti della riduzione della pressione fiscale vengono solitamente spiegati dai sostenitori della Flat Tax con la così detta Curva di Leffer.

Nel 1980, durante un incontro tra membri di alto livello del partito repubblicano, Artur Leffer presentò a Ronald Regan, allora candidato alla presidenza degli Stati Uniti d’America, la curva che da allora prese il suo nome. La “leggenda” vuole che durante quell’incontro, Leffer abbia disegnato su un tovagliolo di carta una cosa fatta più o meno così.

 

curva_di_laffer

 

COSA DICE LA CURVA DI LEFFER

Sull’asse orizzontale Leffer mise il livello della pressione fiscale, su quello verticale il gettito che lo Stato avrebbe incamerato per ogni livello.

Il principio generale su cui si fonda l’idea di Leffer è che sopra un certo livello di pressione fiscale non conviene più fare attività economica. Da quel punto in poi il gettito fiscale diminuisce. Un po’ perché le aziende chiudono e un po’ perché la gente (aziende comprese) comincia a evadere, e in alcuni casi anche proprio per sopravvivere. Ma, più in generale, con tasse alte ingegnarsi per evadere le tasse diventa una attività lucrativa.

L’insieme di comportamenti che portano a questa riduzione del gettito fiscale sono: evasione, elusione, sottrazione.

 

  • Evadere le tasse vuol dire sottrarsi illegalmente al loro pagamento, come quando si dichiara un imponibile minore rispetto a quello reale.
  • Eludere le tasse vuol dire invece far apparire una certa componente di reddito di natura diversa da quella che realmente è, in modo da pagare minori imposte.
  • La sottrazione è invece un comportamento più legato al lato produttivo dell'economia. Per sottrarre un reddito alla tassazione, ad esempio nel caso di un’impresa, il bene/servizio che lo genera non deve essere più prodotto, oppure prodotto altrove. Ed è anche per questo meccanismo, se e dove si realizza, che l'aumento dell'imposizione fiscale può portare alla riduzione dell'attività economica. Oltre che per via di una riduzione dei consumi.

 

Semplificando molto, secondo i sostenitori della curva di Leffer ridurre le tasse sotto la soglia critica porterebbe quindi alla crescita dell'attività economica e all'aumento delle entrate fiscali.

Ma anche riguardo alla curva di Leffer non ci sono prove empiriche sufficienti a sostenerla. Gli studi vanno in diverse direzioni, a volte riscontrando effetti positivi su economia e gettito fiscale, e a volte riscontrando il contrario.

 

FLAT TAX E COSTITUZIONE ITALIANA

Per applicare la Flat Tax in Italia bisognerebbe probabilmente superare anche un ostacolo costituzionale. L’articolo 53, infatti, dice che “tutti i cittadini sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”, e aggiunge che “il sistema tributario è informato ai criteri di progressività”. Questo sembra proprio impedire la realizzazione di un sistema fiscale ad aliquota unica, a meno di un cambiamento della Costituzione.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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