NAVIGA IL SITO
Home » guide » Fisco & Tasse » Bonus bebè 2018 confermato a 960 euro

Bonus bebè 2018 confermato a 960 euro

La nuova legge di bilancio dimezza a 480 euro, ma a partire dal 2019, il bonus bebè. L'aiuto per i neo nati, per tutto l’anno 2018, rimarrà pari a 960 euro

di Mauro Introzzi 30 nov 2017 - ore 10:42

Anche per il 2018 sarà confermato per le neo mamme e per i neo papà il cosiddetto bonus bebè. E cioè l’assegno di natalità (come è propriamente definito) spettante per ogni figlio istituito dalla legge di stabilità del 2015 varata dal Governo Renzi. Il bonus è corrisposto, anche per i figli adottati.

Ci sono però delle novità rispetto a come veniva erogato in precedenza, quando copriva 3 anni per una somma di 960 euro l'anno.

Il bonus bebè può essere richiesto dai cittadini italiani o di uno stato dell’Unione Europea, che risiedono in Italia, convivono con il figlio e hanno un ISEE familiare inferiore a 25mila euro. L’importo dipenderà poi dal valore dell’ISEE. Verrà incassato mensilmente. La modalità di riscossione può essere scelta dal beneficiario in sede di richiesta del bonus.

In questa guida vedremo in dettaglio tutti i passi necessari per chiedere il bonus bebè. Sul tema degli aiuti alla natalità e alla famiglia, in questa guida troverete anche informazioni sul bonus mamme domani, e sul bonus asili nido.

 

BONUS BEBÈ, LE NOVITÀ DAL 2018 E DAL 2019

La nuova legge di bilancio dimezza a 480 euro, a partire dal 2019, il bonus bebè che per tutto l’anno 2018 rimarrà pari a 960 euro. Un'altra importante novità è che il contributo per la nascita di un nuovo bimbo sarà della durata di un anno e non fino ai 3 anni come avveniva in precedenza.

La buona notizia, per le coppie in attesa di un bimbo, è che il cosiddetto bonus bebè è stato reso strutturale. Quella cattiva, anzi quelle cattive, sono che la somma (a partire dal 2019) è dimezzata a 480 euro l’anno rispetto ai precedenti 960 euro mentre la durata coprirà solo il primo anno di vita del bambino anziché 3 come nel bonus bebè in vigore fino a fine 2017.

Le famiglie dei nuovi arrivati, in una nazione che vanta primati negativi per la natalità, percepiranno quindi 80 euro ogni mese nel 2018 e 40 euro - sempre mensili - a partire dal 2019.

 

BONUS BEBÈ, COME E QUANDO SI RISCUOTE

bonus-bebe2_1Il bonus bebè è riscosso mensilmente dai nuclei familiari il cui genitore richiedente è in una situazione economica corrispondente ad un valore dell’ISEE (in corso di validità) non superiore a 25.000 euro annui. Il valore dell’ISEE è calcolato in riferimento al nucleo familiare del genitore richiedente. Se il figlio è adottato il bonus si riceve fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia (e anche in caso di affidamento temporaneo o preadottivo).

 

LEGGI ANCHE: Come compilare il modulo di maternità INPS


REQUISITI PER IL BONUS BEBÈ

Il bonus bebè può essere richiesto da chi è un cittadino italiano o di uno stato dell’Unione Europea, è residente in Italia, convive con il figlio e soddisfa i requisiti economici in termini di ISEE. Ai fini dell’assegno, ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria. Se il genitore che ha i requisiti per avere il bonus bebè è minorenne o incapace, la domanda dev’essere presentata dal suo legale rappresentante.

 

DOMANDA BONUS BEBÈ: A CHI VA FATTA E COME

La domanda per ottenere il bonus bebè va inoltrata all’INPS. La richiesta, da completare una sola volta per ciascun figlio, va formulata in via telematica ricorrendo al sito web dell’INPS (con il suo PIN). L’invio della richiesta si trova nel percorso “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito” > “Assegno di natalità”. Se si preferisce il contatto telefonico bisogna invece chiamare il contact center integrato INPS – INAIL (al 803.164 – gratuito - da rete fissa o allo 06 164.164 da rete mobile). Possono essere utilizzati infine i servizi telematici offerti dagli enti di patronato. In caso di fratelli gemelli va presentata una singola domanda per ciascun minore. La domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita del nuovo arrivato. Lo stesso termine di 90 giorni si applica nei casi di adozione e affidamento. In questo caso i 90 giorni vanno contati dal giorno di ingresso del bambino nel nucleo familiare. In caso di decesso del genitore richiedente l’assegno può essere incassato dall’altro genitore. Se per qualsiasi motivo decade la podestà genitoriale del richiedente l’altro genitore può subentrare nel diritto presentando una nuova domanda entro 90 giorni.

 

BONUS BEBÈ, COME SI INCASSA

Il bonus bebè può essere incassato a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda, in rate mensili per l’importo di propria competenza. E in una delle modalità scelte in sede di richiesta:

  • bonifico domiciliato,
  • accredito su conto corrente bancario o postale,
  • libretto postale,
  • carta prepagata con IBAN.

Il conto/libretto/prepagata mediante il quale si incassa la somma deve essere intestato al richiedente.

 

BONUS BEBÈ, PER QUANTO TEMPO SI PRENDE

L’assegno di natalità copriva (fino al 2017) 3 anni: dalla nascita al compimento del terzo anno di età. Oppure fino al terzo anno dall’ingresso nel nucleo familiare del bambino adottato o affidato. Dal 2018 coprirà invece un solo anno di vita del bebè.

Il diritto all’incasso termina (oltre che alla trentaseiesima erogazione mensile) se:

  • il richiedente perde i requisiti (personali o economici),
  • il figlio adottato o affidato raggiunge il 18esimo anno di età,
  • il minore decede,
  • l’adozione è revocata,
  • decade la responsabilità genitoriale,
  • il minore viene affidato esclusivamente al genitore che non ha presentato domanda,
  • il minore viene affidato a terzi.

 

BONUS BEBÈ, LE PRECISAZIONI DELL'INPS


Con il messaggio 261 del 2017 l'INPS ha fornito nuove istruzioni, precisazioni ed implementazioni procedurali in tema di bonus bebè.

L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, in tema di attestazioni ISEE con omissioni o difformità sul patrimonio mobiliare, evidenzia come se l'Agenzia delle Entrate dovesse trovare mancanze o diversità tra i dati autodichiarati e le informazioni presenti nell’anagrafe dei rapporti, il richiedente ha due alternative possibili: (a) presentare domanda per la prestazione di suo interesse avvalendosi della stessa attestazione ISEE recante l’annotazione delle omissioni o difformità o (b) presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica, comprensiva delle informazioni in precedenza omesse o diversamente esposte.

Nel frattempo, però, viene sospesa in automatico l’istruttoria della domanda se si tratta di una domanda nuova, oppure il pagamento della prestazione, se in corso. La sospensione perdurerà fino a quando l’utente non si sarà attivato, secondo una delle due predette opzioni (nuova DSU o esibizione di idonea documentazione), per consentire alla struttura INPS competente di procedere al completamento dell’istruttoria.

Una volta che il richiedente avrà chiarito le sue posizioni: (a) qualora vi sia corrispondenza tra quanto dichiarato dall’utente e la documentazione prodotta, si porrà fine alla sospensione (b) qualora invece, non essendovi corrispondenza tra i rapporti finanziari dichiarati e la documentazione prodotta, risultasse confermata l’omissione o la difformità, la sede inserirà tale esito in procedura (documentazione non giustificativa/non idonea) e la domanda rimarrà sospesa fino alla produzione di idonea documentazione giustificativa alla struttura territorialmente competente comunque entro i dodici mesi dalla attestazione con omissioni/difformità.

 

L'INPS ha poi precisato che l'assegno di natalità spetta a condizione che il nucleo familiare del genitore richiedente, al momento di presentazione della domanda e per tutta la durata della prestazione, sia in possesso di un ISEE in corso di validità non superiore a 25.000 euro annui. Per verificare la sussistenza del diritto va considerato l’ISEE minorenni del minore per il quale si richiede l’assegno. Tale indicatore, in caso di genitori non coniugati e non conviventi tra di loro, ove il genitore non convivente sia “componente attratta” o “componente aggiuntiva” differisce dall’ISEE ordinario.

In caso di parto gemellare ed adozioni plurime, inoltre, c'è necessità di domanda di assegno per ciascun minore. A tal fine, al termine della compilazione e dopo l’invio della prima domanda l’utente può procedere all'inserimento delle successive mediante il pulsante NUOVA DOMANDA; in tal modo, il sistema predisporrà una successiva domanda precaricando alcune delle informazioni richieste.

L'INPS ha poi indicato che benché la domanda di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o di adozione del figlio, è necessario tuttavia che il richiedente l’assegno, per ciascun anno di spettanza del beneficio, rinnovi la DSU.

Infine l'INPS ha ribadito che manca il presupposto per la concessione dell'assegno nel caso di affidamento temporaneo di minori nati o adottati fuori dal triennio 2015-2017.

 

BONUS MAMME DOMANI

Sul tema degli aiuti alla natalità e alla famiglia, oltre al bonus bebè, la legge di bilancio 2017 ha introdotto il bonus mamme domani, un’elargizione da 800 euro che può essere richiesta a partire dal settimo mese di gravidanza e che è erogata in un’unica soluzione e senza limiti di reddito. L’aiuto, nell’idea del legislatore, serve a sostenere i costi delle visite mediche e più in generale delle prime spese legate al neonato. Per il bonus mamme domani la domanda si presenta in via telematica all’INPS.

 

LEGGI ANCHE - Bonus Mamma domani: 800 euro per tutte

 

BONUS ASILO NIDO

Tra gli altri aiuti quello sulle rette degli asili nido. Dal 2017 l’INPS pagherà, in 11 rate mensili, una somma di 1.000 euro per i bambini nati dal 1° gennaio 2016 per aiutare le famiglie a pagare le rette relative agli asili nido. Il bonus è fruibile anche dalle famiglie con bambini al di sotto dei tre anni affetti da gravi patologie croniche. Il buono, percepibile per un massimo di un triennio, sarà erogato previa presentazione di una documentazione idonea a dimostrare l’iscrizione in strutture pubbliche o private e il pagamento della retta. Questo aiuto sugli asili nido non è cumulabile con la detrazione dell’imposta delle spese sostenute per gli asili nido ai fini Irpef nella dichiarazione dei redditi (quindi nel 730 o nel modelli Unico).

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
TUTTI GLI ARTICOLI SU: bonus bebè
da

Soldi Online

FTSEMib: chiusura in lieve rosso (ma quasi sui minimi)

FTSEMib: chiusura in lieve rosso (ma quasi sui minimi)

Seduta in lieve ribasso per il principale indice di Piazza Affari e le borse del Vecchio Continente. A Milano occhi ancora puntati sulle banche. Tra i singoli titoli bene Saipem e Tenaris Continua

da

Soldi e Lavoro

DIS COLL: l'indennità di disoccupazione per i co.co.co.

DIS COLL: l'indennità di disoccupazione per i co.co.co.

La DIS COLL è l'indenità di disoccupazione per i lavoratori parasubordinati. E' stata introdotta nel 2015 e più volte prorogata fino a diventare strutturale nel 2017 Continua »