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Conti dormienti: cosa sono e come recuperarli

I conti dormienti, spesso dei veri e propri tesori messi da parte e dimenticati. Si possono recuperare? Sì, l’intestatario può sempre tornare in possesso della propria somma e la procedura di compilazione della domanda è online. Ma attenzione alle scadenze

di Francesca Secci 10 ago 2018 - ore 11:56

Forse non tutti sanno che un conto corrente non movimentato per numerosi anni e per certe giacenze diventa un conto dormiente. Spesso si tratta di un conto di un parente defunto del quale l’erede avente diritto non ne è a conoscenza e che non ha mai reclamato. In questa guida spieghiamo cosa sono i conti dormienti, come capire se siamo titolari di un rapporto di questo genere e come recuperare i soldi.

 

COSA SONO I CONTI DORMIENTI

Cosa significa conti dormienti? I conti dormienti non sono nient’altro che depositi di denaro superiori a 100 euro sui quali per 10 anni non è stata eseguita nessuna operazione da parte del titolare o dai suoi delegati e eredi. Occorre prestare attenzione al fatto che non sempre la comunicazione che la banca è tenuta a rilasciare in questi casi arrivi a destinazione. A pochi mesi dall'ingresso dello status di conto dormiente, l’istituto bancario presso il quale il conto è stato aperto, è tenuto a rendere nota l’esistenza di un rapporto che sta per diventare dormiente. Le banche così inviano una raccomandata con ricevuta di ritorno all'ultimo indirizzo conosciuto, che spesso non è valido perché si è modificato nel tempo o l'intestatario è deceduto. 

Quindi, sempre meglio verificare personalmente la situazione di un rapporto bancario e non, proprio o di un parente deceduto.

Ma perché sono nati i conti dormienti? L'idea originaria del legislatore era quella di creare un fondo ministeriale per risarcire i risparmiatori rimasti vittime di frodi finanziarie. Per questo motivo è stato istituito il Fondo Rapporti Dormienti.

conti-dormientiIn sostanza, dopo 10 anni di inutilizzo, il conto viene estinto e i fondi, che una volta andavano alle banche o alle Poste, passano ora in gestione alla CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici). Si tratta di una società per azioni pubblica, che si trova alle dipendenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La CONSAP si occupa di svolgere attività e funzioni di interesse pubblico, come riportato dal sito.

Tuttavia, prima che il fondo venga trasferito alla CONSAP, le banche normalmente avvertono i titolari dei rapporti dormienti, i quali avranno 180 giorni di tempo per svegliarli, salvo in caso di decesso del titolare o di cambio di residenza.

Trascorsi ulteriori 10 anni nel Fondo CONSAP, le somme di denaro mai movimentate (quindi per 20 anni consecutivi) non potranno più essere riscosse e verranno utilizzate per risarcire le vittime di frodi finanziarie.

 

DORMIENTI? NON SONO SOLO I CONTI

Nonostante ci si riferisca unitariamente con l’accezione di “conti dormienti”, sul proprio sito la CONSAP non parla in realtà (solo) di conti dormienti, ma di “rapporti dormienti”.

Si fa riferimento infatti a somme di natura bancaria e finanziaria. In particolare, fanno parte di questa categoria:

  • Depositi di denaro
  • Libretti di risparmio (bancari e postali)
  • Conti correnti bancari e postali
  • Azioni
  • Obbligazioni
  • Certificati di deposito
  • Fondi d’investimento
  • Assegni circolari


CONTI DORMIENTI: LA NORMATIVA

La giurisprudenza in merito ai rapporti dormienti fa riferimento a due norme. La prima è stabilita dal Decreto Presidenziale 116 del 22 giugno 2007, che all'articolo 1 definisce come "dormienti" i risparmi e i certificati di deposito per i quali non sono state effettuate transazioni o movimenti da parte del titolare per un periodo di 10 anni dalla data dell'ultima transazione. Lo stesso decreto, in aggiunta, prevede che le somme non recuperate dai legittimi proprietari siano automaticamente trasferite al Fondo apposito istituito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Il precedente decreto ha dato esecuzione alla seconda norma da prendere in considerazione, che è quella che qualche mese prima ha istituito il Fondo. La legge 266 del 26 dicembre 2005, caldeggiata dall'allora ministro Giulio Tremonti, permette allo Stato di estinguere il fondo che è rimasto dormiente per vent’anni, e la somma raccolta viene utilizzata per risarcire tutti coloro che sono rimasti vittime di frodi finanziarie, che hanno sofferto un danno ingiusto e non risarcibile.

Gli assegni bancari e le rendite vitalizie delle polizze costituiscono un caso a parte, perché hanno termini diversi di prescrizione (diventano conti dormienti, rispettivamente, dopo 3 e 2 anni dalla data d’emissione).

 

COME SAPERE SE SONO TITOLARE O EREDE DI UN CONTO DORMIENTE?

Per sapere se si è titolari di un conto dormiente basta collegarsi alla pagina dedicata del sito CONSAP. I dati relativi al fondo sono pubblici e sono facilmente reperibili tramite un tool di ricerca.

Dopo essere entrati nella pagina dedicata, si aprirà un menù dove è sufficiente inserire anche solo cognome e anno per avere l’esito. La dicitura “Anno Conto” in basso a sinistra risulta essere una discriminante fondamentale per capire se effettivamente si è possessori di un conto o rapporto dormiente.

 

tool-ricerca-conto-dormiente-consap

 

CONTI DORMIENTI: COME RECUPERARE I SOLDI

Ma una volta che abbiamo appurato di essere titolari di un rapporto dormiente come otteniamo il rimborso? Anche in questo caso il sito CONSAP ci viene in aiuto, suggerendoci tre possibili strade da percorrere per ottenere il rimborso:

  • consap-conti-dormientiSu internet, è sufficiente registrarsi al sito CONSAP, cliccando qui. Si può accedere quindi all’area personale e compilare tutta la modulistica necessaria. Questa procedura consente la trasmissione telematica immediata della richiesta
  • Tramite raccomandata con avviso di ricezione seguendo apposite istruzioni e compilando dei moduli scaricabili dal sito CONSAP
  • Raccomandata a mano presso la sede della società, con gli stessi moduli scaricati sul punto precedente

Una volta inviata tutta la documentazione necessaria, non è escluso che la CONSAP, ai fini di verificare i presupposti per la restituzione, possa richiedere un’ulteriore certificazione.

Dopo le verifiche operate da CONSAP e successivamente al pagamento delle somme necessarie da parte del Ministero dell'Economia, la società procederà al rimborso del soggetto autorizzato tramite bonifico bancario/postale o assegno bancario. È previsto che i tempi di decorrenza siano misurabili entro tre mesi dall’accettazione della domanda.

Qualora la richiesta non dovesse essere accettata, CONSAP fornirà una risposta indicando i motivi del rifiuto.

È possibile contattare CONSAP per qualsiasi informazione inviando una mail a rapportidormienti@consap.it, oppure telefonando allo 06.85796866.

 

COME EVITARE CHE UN CONTO SI ADDORMENTI

Come un antico adagio recita “prevenire è meglio che curare”, ci sono delle modalità attraverso le quali è possibile mantenere “sveglio” un conto corrente o rapporto. A tal proposito, di seguito potete trovare un elenco di misure che si possono adottare per evitare che i conti diventino dormienti:

  • Informare la banca per confermare la disponibilità a continuare la relazione
  • Comunicazione di cambio di residenza
  • Richiedere un libretto degli assegni
  • Effettuare un saldo del conto corrente
  • Richiedere un aggiornamento contabile o una copia dei dati bancari
  • Effettuare pagamenti con carta


Attenzione però a non cadere in errore. Non è infatti considerato "svegliato":

  • Un conto su cui è stato accreditato un trasferimento automatico, come ad esempio lo stipendio
  • Un conto su cui c’è stato un addebito automatico come un’utenza (es. luce e gas)

 

CONTI DORMIENTI: LA PRIMA SCADENZA DEL NOVEMBRE 2018

Nell’agosto del 2018 il MEF ha voluto allertare i correntisti, ricordando la prima scadenza importante per i titolari di un conto dormiente.

Il comunicato stampa 127 del 07 agosto 2018 pubblicato sul sito del Mef, ricorda che dal mese di novembre scatterà la prescrizione per cui non sarà più possibile richiedere “l’esigibilità delle somme relative ai primi “conti dormienti” affluiti al Fondo Rapporto Dormienti nel novembre 2008”. Ciò significa che il periodo di prescrizione si applica agli importi che non sono stati precedentemente trattati per altri 10 anni e che per questo motivo sono stati trasferiti al Fondo. Si tratta di somme che, complessivamente, non hanno subito nessun movimento per 20 anni consecutivi.

Attraverso il comunicato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha proposto di condurre un controllo circa l’esistenza di "conti dormienti" a proprio nome o per conto di familiari di cui si possa risultare erede, al fine di presentare la domanda di rimborso della somma prima della scadenza. Una volta prescritte, le somme non saranno più esigibili.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.