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Come trasferire il conto corrente

Quando si scopre che il nostro conto corrente non è il migliore sul mercato per le nostre esigenze, allora è meglio cambiare. Ecco la procedura da seguire per non complicarsi la vita

di Marco Delugan 5 mag 2015 ore 17:42

Cambiano le esigenze, si scopre una nuova proposta interessante, o semplicemente ci si guarda intorno e si capisce che il conto corrente che abbiamo sottoscritto non è il migliore tra quelli sul mercato, non è quello che più si adatta alle nostre esigenze. A questo punto, meglio cambiare.

Una volta individuato il nuovo conto, la procedura per il trasferimento è abbastanza semplice, o comunque più semplice che in passato - e anche gratuita, mentre un tempo la si pagava - grazie al decreto Bersani del 2006.

TRASFERIRE IL CONTO CORRENTE: ECCO I PASSI DA SEGUIRE
Come primo passo è opportuno verificare con la banca presso cui si vuole trasferire il conto le modalità e i tempi di rilascio degli assegni, della carta di credito e del bancomat, per evitare di restarne sprovvisti nella fase di passaggio; e così per il servizio di banca a distanza (internet banking o banca telefonica). Sarà anche opportuno versare subito una somma adeguata al pagamento dei primi addebiti relativi ai servizi che verranno trasferiti sul nuovo conto.

Poi si dovranno individuare i servizi da trasferire. Lo si deve fare con un operatore della banca di partenza. Alcuni servizi possono essere mantenuti lì quando è possibile regolarli in modi diversi da quelli di addebito sul conto corrente. Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata ai seguenti punti:

1) possibile estinzione o mantenimento di un finanziamento
2) possibile mantenimento del servizio di carta di credito
3) nel caso in cui si possiedano dei titoli e li si voglia trasferire, è bene attivare preventivamente un nuovo conto titoli presso la nuova banca

Trasferire i pagamenti periodici. Tre le più importanti linee di azione: sospendere gli addebiti periodici, come i pagamenti rateail, ad esempio, e ripristinarli sul nuovo conto; richiedere il trasferimento automatico delle domiciliazioni RID; comunicare i riferimenti del nuovo conto ai soggetti terzi dai quali si ricevono pagamenti periodici (stipendio o pensione…).

Per quanto riguarda le domiciliazioni Rid (rapporto interbancario diretto), bisogna tenere presente che il trasferimento automatico funziona solo per gli enti convenzionati, per cui potrebbero restare escluse dal passaggio alcune piccole aziende di servizi locali, o comunque le aziende non iscritte al servizio Rid. Per attivare il trasferimento automatico si deve comunicare alla nuova banca coordinate bancarie del vecchio conto corrente compilando l’apposito modulo di richiesta.

Bisogna poi individuare gli assegni emessi e non ancora addebitati sul conto che si vuole chiudere al fine di assicurarne il pagamento lasciandovi una somma che consenta di pagarli.

L’ultimo passo è la chiusura vera e propria del conto corrente. Si deve presentare la richiesta in forma scritta, riconsegnare gli assegni non utilizzati e le carte di pagamento (bancomat, carta di credito…). Ma prima di fare tutto questo è bene verificare il saldo del conto e, nel caso sia negativo o insufficiente a coprire gli addebiti e gli oneri non ancora contabilizzati, integrare il saldo con appositi versamenti. Meglio però lasciare sul conto che si vuole chiudere solo il minimo indispensabile. Infatti, succede spesso che dal momento della richiesta di chiusura, momento dal quale diventano indisponibili le somme lasciate sul conto, a quello dell'effettiva chiusura e del trasferimento del contante trascorra parecchio tempo e, conseguentemente, rimanga bloccato per tutto il periodo il denaro depositato.

Articolo redatto in collaborazione con il Consorzio Patti Chiari
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