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Buoni Fruttiferi Postali, tutto quello da sapere

I Buoni Fruttiferi Postali sono prodotti garantiti dallo Stato quanto a restituzione del capitale investito e pagamento degli interessi maturati.

di Mauro Introzzi 19 set 2016 - ore 11:30

I Buoni Fruttiferi Postali sono dei titoli di credito collocati da Poste Italiane ed emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti. Quest’ultima, che spesso trovate chiamata con l’acronimo CDP, è una società per azioni a controllo pubblico che ha tra i suoi azionisti il ministero dell’Economia e delle Finanze (con una quota dell’80,1%) e un gruppo di fondazioni di origine bancaria (con una quota del 18,4%). La restante quota dell’1,5% dell’azionariato è di proprietà della stessa Cassa Depositi e Prestiti sottoforma di azioni proprie.

 

BUONI FRUTTIFERI POSTALI, COSA SONO

I Buoni Fruttiferi Postali, conosciuti anche con l’acronimo BFP, sono strumenti di investimento del risparmio, garantiti dallo Stato e collocati da Poste Italiane. Sono strumenti nominativi, cioè intestati a uno o più titolari, e non cedibili. Oltre ad essere sottoscrivibili presso le filiali Poste Italiane possono essere sottoscritte anche online.

Sono esenti da commissioni e spese (di sottoscrizione, rimborso e gestione), sono sottoscrivibili per importi minimi ed offrono rendimenti crescenti nel tempo. I rendimenti sono corrisposti al momento del rimborso secondo le condizioni della singola tipologia di BFP, insieme al capitale sottoscritto ed eventuali altri proventi.

Ai sottoscrittori di Buoni Fruttiferi Postali è assicurata, in qualsiasi momento, la restituzione del capitale investito, incre mentato degli eventuali interessi di spettanza maturati e al netto degli eventuali oneri fiscali. Sono strumenti rimborsabili a vista.

 

BUONI FRUTTIFERI POSTALI, UN PO' DI STORIA

Buoni Fruttiferi Postali 1925I Buoni Fruttiferi Postali sono prodotti finanziari collocati da Poste sin dal 1925. Nacquero a dicembre dell’anno precedente con il Regio Decreto Legge numero 2106. Lo scopo del legislatore era quello di convogliare nelle casse di risparmio postali i capitali il cui investimento non si prestava alle caratteristiche del libretto di risparmio. I primi tagli furono da 100, 500 e 1.000 lire, ma presto si aggiunse quello da 5.000 lire. Il successo fu tale che a fine 1925 circolavano già 563.000 unità di Buoni Fruttiferi Postali, per un controvalore totale di 467 milioni di lire.

 

BUONI FRUTTIFERI POSTALI: DEMATERIALIZZATI O CARTACEI

I Buoni Fruttiferi Postali possono essere rappresentati da un certificato cartaceo o meno. In questo secondo caso si parla di Buoni Fruttiferi Postali dematerializzati, visto che il buono è individuato da una registrazione contabile.

I buoni cartacei sono rimborsati per intero, presentando il titolo allo sportello, mentre i buoni dematerializzati possono essere rimborsati anche frazionalmente, in tranche di 250 euro o multipli rispetto al valore iniziale sottoscritto.

 

BUONI FRUTTIFERI POSTALI COINTESTATI

I Buoni Fruttiferi Postali possono essere intestati a uno o più titolari. Al numero di cointestatari è stato però messo un limite di 4 soggetti. I cointestatari hanno la facoltà di compiere operazioni anche separatamente, compresa l’operazione di richiesta di rimborso pieno “a vista”.

I buoni cointestati sono infatti emessi con la cosiddetta clausola P.F.R., ovvero con “pari facoltà di rimborso”.

 

BUONI FRUTTIFERI POSTALI, ENTRANO NELLA SUCCESSIONE?

I Buoni Fruttiferi Postali sono esenti da imposta di successione. In altre parole possono essere lasciati in eredità senza che chi subentra nell’investimento debba versare alcunché al fisco.

Se sono cointestati a membri di una stessa famiglia e uno di essi muore i Buono Fruttiferi Postali cointestatari non devono inseriti nella dichiarazione di successione. Lo afferma il Testo Unico sulle successioni quando indica che i titoli garantiti dallo Stato, come i buoni fruttiferi postali che hanno la garanzia della Cassa depositi e prestiti, non sono compresi nell'attivo ereditario.

 

DORMIENZA E DECADENZA DEI BUONI FRUTTIFERI POSTALI

Buoni Fruttiferi Postali 1974Dal giorno successivo alla scadenza i buoni emessi in forma cartacea diventano infruttiferi. Le condizioni di dormienza si applicano ai Buoni Fruttiferi Postali emessi, in forma cartacea e dopo il 14 aprile 2001, per i quali sia decorso il termine di prescrizione. Ai sensi della normativa sulla prescrizione ordinaria, regolata dall’articolo 2946 del codice civile, i Buoni Fruttiferi Postali cartacei si prescrivono trascorsi dieci anni dalla scadenza del titolo. La prescrizione vale sia per il capitale investito che per gli interessi maturati.

I buoni dematerializzati, invece, non possono prescriversi visto che alla loro scadenza vengono rimborsati automaticamente, con l’accredito del montante che viene effettuato sul conto dell’intestatario.

 

CALCOLO BUONI FRUTTIFERI POSTALI E RENDIMENTI

Sulle pagine dei siti di Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti dedicate alle varie tipologie di buono è possibile visualizzare i fogli informativi e i tassi d’interesse di tutti i BFP.

Sul sito di Poste Italiane, inoltre, è disponibile un tool di calcolo che permette di verificare il valore e il rendimento dei Buoni. Con l’avvertenza che si tratta di tool d’informazione al pubblico e che, quindi, a fare fede restano provvedimenti d’emissione e fogli informativi. Nel tool vanno inseriti il tipo di BFP per il quale si vuole calcolare il rendimento, la data di emissione e quella di rimborso del buono e l’importo del capitale sottoscritto, in euro o in lire per le emissioni più vecchie.

 

LE VARIE TIPOLOGIE: I BUONI FRUTTIFERI POSTALI ORDINARI

I Buoni Fruttiferi Postali ordinari sono la più longeva tipologia di BFP a disposizione essendo emessi dal 1° marzo 1925. Attualmente (settembre 2016) sono gli unici collocati insieme ai buoni dedicati ai minori.

Il sito delle Poste li definisce come prodotti “dedicati a chi vuole investire i propri risparmi a lungo termine, ma con la tranquillità di poter ritirare in qualsiasi momento il capitale investito e gli interessi maturati”.

Dalla serie “A1” del 28 dicembre 2000 la durata massima del titolo è stata fissata a 20 anni dalla data di sottoscrizione e sono stati istituiti i buoni in forma dematerializzata.

I Buoni Fruttiferi Postali ordinari offrono rendimenti fissi crescenti nel tempo, sono sottoscrivibili sia in forma cartacea, per un importo minimo di 50 euro, che in forma dematerializzata, per un importo minimo di 250 euro. Se rimborsati prima che siano trascorsi 12 mesi dalla sottoscrizione non corrispondono interessi e il valore di rimborso, in questo caso, sarà pari al valore nominale sottoscritto al netto di eventuali oneri fiscali.

 

BUONI FRUTTIFERI POSTALI PER MINORI

Cassa Depositi e Prestiti e Poste hanno anche pensato a un prodotto che fosse tagliato appositamente per i minori di 18 anni. Questa tipologia di buono è emesso a partire dal luglio del 2006.

I Buoni Fruttiferi Postali per minori sono sottoscrivibili solo in forma cartacea e per un importo minimo di 50 euro e scadono al compimento del 18esimo anno di età del titolare. In altre parole hanno quindi una durata variabile in base all’età del minore alla sottoscrizione.

Lo strumento, intestabile solo a minori con un’età compresa tra 0 e 16 anni e mezzo, è premiato sotto il profilo del rendimento, maggiore rispetto a quello dei buoni ordinari emessi nel medesimo periodo ma non corrispondono interessi se rimborsati prima che siano trascorsi almeno 18 mesi dalla sottoscrizione.

Il rimborso di capitale e degli interessi fin lì maturati prima che il minore abbia compiuto 18 anni è possibile, ma solo previa autorizzazione del Giudice Tutelare.

 

IL PIANO DI RISPARMIO PER I MINORI COLLEGATO AI BFP

Buoni Fruttiferi Postali 1995L’emittente e il collocatore hanno costruito, per chi voglia dedicarsi ad accumulare un capitale per un minore, uno speciale programma collegato ai buoni postali denominato “Piccoli e Buoni”. Il Piano di Risparmio, dedicato ai giovani tra 0 e 16 anni, prevede una sottoscrizione periodica di Buoni Fruttiferi Postali, tutti scadenti al raggiungimento della maggiore età del minore.

Il programma è privo di spese e commissioni e per accedervi occorre essere titolare di un Libretto postale o di un conto corrente BancoPosta, sul quale verranno addebitate le somme per l’acquisto periodico dei Buoni dedicati ai Minori. Anche il minore beneficiario del programma deve essere a sua volta intestatario di un Libretto speciale per i minori, su cui alla fine verranno accreditate le somme.

Il piano si può attivare partendo da una sottoscrizione minima di buoni da 50 euro, che rappresentano la soglia minima anche delle “rate” periodiche successive. La periodicità della “rata” può essere mensile, trimestrale, semestrale, annuale. Al compimento del 18° anno del beneficiario, l'importo dei Buoni via via sottoscritti, maggiorato degli interessi maturati nel tempo, verrà automaticamente accreditato sul Libretto del beneficiario.

 

LA TASSAZIONE DEI BUONI FRUTTIFERI POSTALI

I BFP sono soggetti ad un’imposta sostitutiva del 12,5% e sono assoggettati ad imposta di bollo. Dall’imposta di bollo sono comunque esenti i buoni di valore di rimborso complessivamente non superiore ai 5mila euro.

Queste invece i trattamenti fiscali per le emissioni del passato:

  • i buoni emessi fino al 20 settembre 1986 sono esenti da ritenuta fiscale,
  • i buoni emessi dal 21 settembre 1986 al 31 agosto 1987 hanno una ritenuta fiscale del 6,25%,
  • i buoni emessi dall'1 settembre 1987 al 23 giugno 1997 hanno una ritenuta fiscale del 12,50%.

 

BFP: COLLOCAMENTI MOMENTANEAMENTE SOSPESI

Sono numerosissime le tipologie di Buoni Fruttiferi Postali il cui collocamento è sospeso. Ma molte di queste sono ancora nel portafogli di alcuni investitori. Tra i BPF momentaneamente non emessi ci sono:

BFPRenditalia, un buono a tasso variabile indicizzato al Bot semestrale non più sottoscrivibile dal 10 giugno 2014. A partire dal 20 maggio 2013 hanno assunto una durata massima di 3 anni mentre in precedenza la durata massima era prevista in 5 anni.

BFP a 18 mesi, un buono a tasso fisso della durata di un anno e mezzo non più sottoscrivibile dal 10 agosto 2015 e che poteva essere rimborsato anticipatamente con diritto alla restituzione del capitale sottoscritto e alla corresponsione degli interessi fino a quel momento maturati (a patto fossero passati almeno 6 mesi dalla sottoscrizione).

BFP a 18 mesi Plus, un buono a tasso fisso della durata di un anno e mezzo non più sottoscrivibile dal 10 luglio 2013, che a differenza del precedente corrispondeva interessi solo se portato fino alla scadenza.

Buoni Fruttiferi Postali Logo CDPBFP a 2 anni Plus, un buono a tasso fisso della durata massima di 2 anni non più sottoscrivibile dal 10 luglio 2013, che non corrispondeva interessi se rimborsato prima della scadenza.

BFP a 3 anni, un buono a tasso fisso della durata di 3 anni non più sottoscrivibile dal 18 gennaio 2016 e che poteva essere rimborsato anticipatamente con diritto alla restituzione del capitale sottoscritto e alla corresponsione degli interessi maturati negli anni conclusi precedenti.

BFP a 3 anni Plus, un buono a tasso fisso della durata massima di 3 anni non più sottoscrivibile dal 1° febbraio 2013, che non corrispondeva interessi se rimborsato prima della scadenza.

BFP a 3 anni Fedeltà, un buono a tasso fisso della durata massima di 3 anni non più sottoscrivibile dal 10 marzo 2014 che riconosceva un rendimento maggiore nel caso in cui il sottoscrittore avesse rimborsato buoni fruttiferi postali scaduti.

BFPImpresa, un buono della durata massima di 20 mesi non più sottoscrivibile dal 20 aprile 2015 che riconosceva, ogni 2 mesi, un rendimento crescente nel tempo premiando chi sceglieva di restare nell’investimento fino alla scadenza.

BFP RisparmiNuovi, un buono a tasso fisso della durata massima di 3 anni non più sottoscrivibile dal 10 marzo 2014 dedicato a chi sottoscriveva utilizzando somme di nuova liquidità.

BFP7insieme, un buono a tasso fisso della durata di 7 anni, non più sottoscrivibile dal 10 giugno 2014. Con questa tipologia di buono veniva restituita ogni anno una quota fissa del capitale sottoscritto, a cui si aggiungono, se mantenuto fino alla scadenza del settimo anno, gli interessi maturati nel corso della vita del Buono, unitamente al capitale residuo.

BFP3x4, un buono a tasso fisso della durata massima di 12 anni, non più sottoscrivibile dall’11 gennaio 2016. Questo buono riconosceva ogni tre anni gli interessi nel frattempo maturati, dando quindi l’opportunità all’investitore di rivedere ogni triennio il proprio orizzonte temporale e di ridefinire la durata del proprio investimento.

BFP3x4Fedeltà, un buono a tasso fisso, non più sottoscrivibile dal 29 marzo 2016. A differenza della sua versione base riconoscevano un rendimento premiale per chi portava al rimborso obbligazioni (collocate in esclusiva da Poste Italiane) o buoni fruttiferi postali scaduti e non prescritti. Questi strumenti avevano una durata massima di 12 anni.

BFP3x4RisparmiNuovi, un buono a tasso fisso, non più sottoscrivibile dal 28 febbraio 2015. A differenza della sua versione base riconoscevano un rendimento premiale per chi portava nuova liquidità. Questi strumenti avevano una durata massima di 12 anni.

BFP4x4, un buono a tasso fisso, non più sottoscrivibile dall’11 gennaio 2016. Questa tipologia di strumento riconosceva ogni quattro anni gli interessi nel frattempo maturati.

BFP4x4Fedeltà, un buono a tasso fisso, non più sottoscrivibile dall’11 gennaio 2016. A differenza della sua versione base riconoscevano un rendimento premiale per chi portava al rimborso obbligazioni (collocate in esclusiva da Poste Italiane) o buoni fruttiferi postali scaduti e non prescritti. Questi strumenti avevano una durata massima di 16 anni.

BFP4x4RisparmiNuovi, un buono a tasso fisso, non più sottoscrivibile dall’11 gennaio 2016. A differenza della sua versione base riconoscevano un rendimento premiale per chi portava nuova liquidità. Questi strumenti avevano una durata massima di 16 anni.

BFP indicizzati all’inflazione italiana, buoni a tasso fisso più una componente indicizzata all’incremento del tasso dei prezzi al consumo. L’indicizzazione si applicava sia sul capitale che sulla parte di rendimento. Avevano una durata massima pari a 10 anni e dal 18 febbraio 2016 non sono più sottoscrivibili. Non corrispondevano interessi se ritirati prima che fossero trascorsi almeno 18 mesi dalla sottoscrizione.

BFP indicizzati a scadenza, buoni della durata massima pari a 5 anni non più sottoscrivibili dal 1° giugno 2012 che offrivano un rendimento fisso più una quota variabile - alla scadenza - indicizzata alle performance dell’EuroStoxx50, il paniere dei primi 50 titoli azionari europei. Non corrispondevano interessi se ritirati prima che fossero trascorsi almeno 18 mesi dalla sottoscrizione.

BFPPremia, un buono con durata massima di 7 anni non più sottoscrivibile dal 1° giugno 2012, che offriva un rendimento fisso garantito e la possibilità di conseguire premi annuali al compimento di anni di investimento, a partire dal secondo per arrivare al settimo. I premi maturavano se, nei periodi di riferimento, l’indice EuroStoxx50 (il paniere dei primi 50 titoli azionari europei) si apprezza in misura pari o superiore a percentuali definite. Non corrispondevano interessi se ritirati prima che fossero trascorsi almeno 24 mesi dalla sottoscrizione.

BFPEuropa, una tipologia di buoni (in emissione dal 10 giugno 2013 al 29 marzo 2016) della durata massima di 4 anni che offrivano rendimenti fissi costanti ed un premio variabile (alla scadenza) parametrato alla performance dell‘indice EuroStoxx50 (il paniere dei primi 50 titoli azionari europei). Questi buoni non corrispondevano interessi se rimborsati prima che siano trascorsi 12 mesi dalla sottoscrizione.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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