Inflazione Italia (preliminare), +2,0% a marzo 2025
Su base mensile i prezzi al consumo hanno registrato un aumento dello 0,4%. I dati sono stati superiori al consensus degli analisti
di Redazione Soldionline 31 mar 2025 ore 11:17In questa pagina le letture, mese per mese, dell'inflazione italiana (l'indice dei prezzi al consumo) nel 2025. Con la specifica se la lettura è provvisoria o definitiva.
INFLAZIONE ITALIA, IL DATO PRELIMINARE DI MARZO 2025
L'Istat ha comunicato che nel mese di marzo 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,4% su base mensile e un incremento del 2% su base annua (da +1,6% del mese precedente); il consensus degli analisti indicava una variazione nulla su base mensile e un aumento dell'1,6% su base annuale.
Secondo quanto indicato dall'ISTAT, la dinamica dell’indice generale riflette principalmente la risalita del tasso di variazione tendenziale dei prezzi degli Energetici non regolamentati, tornato positivo (da -1,9% a +1,3%) e, in misura minore, l’accelerazione dei prezzi dei Tabacchi (da +4,1% a +4,6%) e degli Alimentari non lavorati (da +2,9% a +3,3%). All’opposto, decelerano i prezzi degli Energetici regolamentati (da +31,4% a+27,3%) e quelli dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,9% a +1,6%)
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è rimasta stabile all'1,7%, mentre quella dei soli beni energetici (è salita da +1,7% a +1,8%).
L’inflazione acquisita per il 2025 è salita a +1,4% per l’indice generale e a +0,9% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un aumento dell'1,6% su base mensile e una crescita del 2,1% su base annua (da +1,7% di febbraio 2025).
INFLAZIONE ITALIA, IL GRAFICO
Nel grafico (fonte comunicato ISTAT - elaborazione SoldiOnline) l'evoluzione dell'inflazione italiana dal 2022 ad oggi:
INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI FEBBRAIO 2025
L'Istat ha comunicato che nel mese di febbraio 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e un incremento dell'1,6% su base annua (da +1,5% del mese precedente); la stima preliminare era di +1,7%.
Secondo quanto indicato dall'ISTAT, la dinamica su base tendenziale dell’inflazione è dovuta all’aumento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +27,5% a +31,4%) e al marcato ridimensionamento della flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati (da -3,0% a -1,9%) . Questi effetti sono stati solo in parte compensati dalla decelerazione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a +1,9%).
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è scesa dall'1,8% all'1,7%, così come quella dei soli beni energetici (da +1,8% a +1,7%).
L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +1,1% per l’indice generale e a +0,6% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un aumento dello 0,1% su base mensile e una crescita dell'1,7% su base annua (come nel mese di gennaio 2025), confermando la stima preliminare.
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) - il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia - ha registrato un aumento dello 0,2% su base mensile e un incremento dell'1,5% rispetto a febbraio 2024.
INFLAZIONE ITALIA, IL DATO FINALE DI GENNAIO 2025
L'Istat ha comunicato che nel mese di gennaio 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) ha registrato un aumento dello 0,6% su base mensile e un incremento dell'1,5% su base annua (da +1,3% del mese precedente); i dati hanno confermato le indicazioni preliminari.
Secondo quanto indicato dall'ISTAT, l’accelerazione su base tendenziale dell’inflazione è dovuta all’aumento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +12,7% a +27,5%), all’attenuarsi della flessione di quelli dei Beni energetici non regolamentati (da -4,2% a -3%). Questi effetti sono stati solo in parte compensati dalla decelerazione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +2,5%).
L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è rimasta stabile all'1,8%, mentre quella al netto dei soli beni energetici è passata da +1,7% a +1,8%.
L’inflazione acquisita per il 2025 è pari a +0,9% per l’indice generale e a +0,5% per la componente di fondo.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una diminuzione dello 0,8% su base mensile (a causa dell’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature) e una crescita dell'1,7% su base annua (da +1,4% di dicembre).
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati (con esclusione dei tabacchi) - il saggio su cui si basa la rivalutazione delle cedole e del capitale dei Btp Italia - ha registrato un aumento dello 0,6% su base mensile e un incremento dell'1,3% rispetto a gennaio 2024.
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COS'E' L'INFLAZIONE
Il tasso di inflazione misura l'aumento continuo e generalizzato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi. Tale incremento genera una diminuzione del potere d'acquisto della moneta. In altre parole, in presenza di inflazione, con una determinata quantità di moneta si potranno acquistare, nel tempo, una quantità sempre minore di beni e servizi.
Ma come si misura l'inflazione? Si calcola mensilmente il valore di un insieme prefissato di beni e servizi, il cosiddetto “paniere”, e se ne misura la variazione.
L'ISTAT, che nel nostro paese si occupa di diffondere i dati sull'inflazione, pubblica diverse versioni del dato:
- NIC (indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività), che misura l’inflazione nazionale,
- IPCA (indice armonizzato dei prezzi al consumo), usato per comparare i dati con gli altri paesi dell'UE,
- FOI (indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati), utilizzato nella versione senza tabacchi per le rivalutazioni monetarie.