Tasse sulle criptoattività: stop all'aumento nella manovra 2026. Ecco cosa cambia
Stop all'aumento delle tasse sulle criptoattività con la Manovra 2026. La tassazione sul capital gain resta al 26%. Scopri cosa cambia per i tuoi investimenti
di Redazione Soldionline 18 nov 2025 ore 15:49
Una notizia a lungo attesa dagli investitori italiani è finalmente arrivata: la Manovra 2026 mette un freno all'aumento delle tasse sulle criptoattività. Dopo mesi di incertezze e dibattiti su un possibile incremento dell'aliquota, la maggioranza di governo ha deciso di fare un passo indietro, confermando l'attuale tassazione sul capital gain al 26%. Questo stop rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle previsioni che vedevano un'imposta salire fino al 33% a partire dal 1° gennaio 2026.
Ma cosa significa concretamente questa decisione per chi possiede Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute? In questo articolo completo ed esaustivo, analizzeremo nel dettaglio cosa cambia adesso per gli investitori, come funziona la tassazione in Italia, quali sono gli obblighi dichiarativi e come affrontare la prossima dichiarazione dei redditi con maggiore serenità e consapevolezza.
Tasse Cripto: Stop all'Aumento, l'Alilquota Resta al 26%
La novità più importante emersa durante la discussione della Legge di Bilancio 2026 è la decisione politica di non procedere con l'aumento dell'aliquota fiscale sulle plusvalenze derivanti da criptoattività. Diversi emendamenti presentati dalle forze di maggioranza hanno spinto per bloccare l'incremento, previsto in precedenza, che avrebbe portato la tassazione dal 26% al 33%. Questa scelta mira a dare stabilità al settore e a non penalizzare i risparmiatori italiani rispetto a investitori di altri Paesi, mantenendo l'imposta in linea con quella applicata ad altre rendite finanziarie, come azioni e obbligazioni. La conferma dell'aliquota al 26% è un segnale di distensione per un mercato in forte crescita e fornisce un quadro normativo più certo per chi decide di allocare parte dei propri risparmi in asset digitali.
La Normativa Fiscale Attuale: il Capital Gain sulle Criptoattività
Per comprendere appieno la portata di questa novità, è fondamentale avere chiaro il quadro normativo attuale. In Italia, le plusvalenze realizzate dalla vendita o permuta di criptoattività sono considerate "redditi diversi" e, come tali, soggette a un'imposta sostitutiva del 26%. Questo regime fiscale è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2023, che per la prima volta ha definito in modo organico il trattamento fiscale di Bitcoin e altcoin. La tassazione scatta nel momento in cui si genera una plusvalenza, ovvero quando si vende o si scambia una criptovaluta a un prezzo superiore a quello di acquisto. Le minusvalenze, ovvero le perdite, possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze dello stesso periodo d'imposta e, se non completamente utilizzate, possono essere riportate a nuovo nei quattro anni successivi.
Guida alla Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
Essere in regola con il Fisco non significa solo pagare le imposte dovute sulle plusvalenze, ma anche adempiere correttamente agli obblighi di monitoraggio fiscale. Ogni investitore che detiene criptoattività è tenuto a dichiararle, indipendentemente dal fatto che abbia realizzato o meno dei guadagni. Gli adempimenti si concentrano su due quadri specifici della dichiarazione dei redditi: il Quadro RW (o W per il modello 730) e il Quadro RT.
Monitoraggio Fiscale: la Compilazione del Quadro RW
Il Quadro RW serve per il cosiddetto "monitoraggio fiscale", ovvero per comunicare all'Agenzia delle Entrate il possesso di attività finanziarie detenute all'estero, categoria in cui rientrano le criptovalute. Questo obbligo sussiste sempre, anche se si possiede una frazione di Bitcoin di valore modesto e non si è mai effettuata alcuna operazione di vendita. Nel Quadro RW bisogna indicare il valore delle criptoattività detenute al 31 dicembre dell'anno fiscale di riferimento. Oltre al monitoraggio, su queste attività è dovuta l'IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività), un'imposta patrimoniale pari al 2 per mille del valore degli asset.
Dichiarare le Plusvalenze: il Quadro RT
Quando si realizza una plusvalenza dalla vendita o dallo scambio di criptoattività, questa deve essere dichiarata nel Quadro RT del Modello Redditi Persone Fisiche. In questa sezione andranno indicati i corrispettivi, i costi di acquisto e la plusvalenza (o minusvalenza) realizzata. L'imposta sostitutiva del 26% calcolata sul guadagno netto andrà poi versata tramite modello F24 secondo le scadenze fiscali previste. È fondamentale conservare tutta la documentazione relativa alle operazioni (ordini di acquisto e vendita, wallet address, ecc.) per poter ricostruire correttamente i valori in caso di controlli da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
Cosa Cambia in Pratica per l'Investitore?
La decisione di mantenere l'aliquota al 26% offre agli investitori un orizzonte di maggiore stabilità e prevedibilità. Vediamo quali sono le implicazioni pratiche:
- Nessun Aumento delle Tasse: Il timore di un aggravio fiscale è scongiurato. Chi realizzerà plusvalenze nel 2026 continuerà a pagare un'imposta del 26%, la stessa applicata ad altri prodotti finanziari.
- Maggiore Competitività: L'Italia si allinea a molti altri Paesi europei, evitando di creare una disparità fiscale che avrebbe potuto penalizzare gli investitori residenti.
- Pianificazione Semplificata: Con un'aliquota stabile, diventa più semplice pianificare i propri investimenti e calcolare il potenziale rendimento netto delle operazioni in criptovalute.
È importante sottolineare che, nonostante lo stop all'aumento, l'attenzione del Fisco sul mondo delle criptoattività resta alta. Pertanto, è essenziale continuare a seguire le regole, dichiarare correttamente i propri asset e versare le imposte dovute per evitare di incorrere in sanzioni.
- Devo dichiarare le criptovalute anche se non le ho vendute?Sì, l'obbligo di monitoraggio fiscale tramite il Quadro RW sussiste sempre per il solo possesso di criptoattività, anche in assenza di vendite o plusvalenze. Su tale possesso è dovuta anche l'imposta patrimoniale IVCA.
- Cosa succede se non dichiaro le mie criptoattività?L'omessa compilazione del Quadro RW comporta sanzioni che vanno dal 3% al 15% dell'ammontare non dichiarato. In caso di omesso versamento delle imposte sulle plusvalenze, si applicano le sanzioni ordinarie per infedele dichiarazione.
- Le stablecoin sono tassate allo stesso modo?La normativa tratta le criptoattività in modo unitario. Tuttavia, la Manovra 2026 ha introdotto un'aliquota agevolata al 26% specificamente per i token di moneta elettronica (EMT) ancorati all'euro. Le plusvalenze derivanti da altre stablecoin, come quelle ancorate al dollaro, restano soggette all'aliquota ordinaria.
- Come si calcola il costo di acquisto se ho comprato cripto in momenti diversi?Per il calcolo del costo di acquisto si applica il metodo "LIFO" (Last-In, First-Out). Si considerano cioè vendute per prime le criptovalute acquistate più recentemente.
