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Oro, investire con obiettivi di copertura, non a caccia di rendimenti

di Redazione Lapenna del Web 14 ott 2025 ore 08:44 Le news sul tuo Smartphone

gold-barsGiacomo Calef - country head Italy di NS Partners - ha analizzato il recente andamento dell'oro, dopo che il metallo giallo ha superato per la prima volta la soglia dei 4.000 dollari l’oncia, con un rally di oltre il 50% dall’inizio del 2025.

 

A suo avviso, a sostenere l’ascesa dell'oro sono state le tensioni geopolitiche — dalla guerra in Ucraina al conflitto in Medio Oriente (oggi in fase di tregua tra Israele e Hamas) — insieme a politiche monetarie più espansive e a un dollaro indebolito, che hanno spinto gli investitori verso beni rifugio come il metallo giallo.

Secondo Giacomo Calef a trainare la domanda sono stati banche centrali e investitori privati. Paesi emergenti come Cina e India continuano ad accumulare oro, riducendo la dipendenza dal dollaro e dai Treasury statunitensi. Parallelamente, spiega l'esperto, nel 2025 gli ETF auriferi hanno raccolto oltre 64 miliardi di dollari, segnale di un forte interesse anche da parte dei retail.

Secondo l'esperto, alcuni fattori strutturali rafforzano questa tendenza: tassi Fed in discesa, dollaro debole e debito USA elevato rendono meno attraenti i bond tradizionali. "La Fed ha già ridotto i tassi di 25 punti base e prevede ulteriori tagli entro l’anno. In tale contesto, l’oro si conferma una copertura contro l’inflazione e l’instabilità, pur restando un asset privo di rendimento (nessuna cedola o dividendo)," precisa Giacomo Calef.

 

La natura "neutrale" dell'oro, precisa l'esperto, emerge soprattutto in un contesto di frammentazione geopolitica.

Diversamente dalle riserve valutarie, che possono essere congelate o svalutate da decisioni politiche, il metallo fisico resta un’attività senza controparte: non dipende da alcun emittente sovrano né da sistemi di pagamento controllabili. "È questo che spinge molte banche centrali, in particolare nei Paesi emergenti, ad aumentare la quota di oro nelle riserve ufficiali, riducendo l’esposizione a dollaro e Treasury. L’oro, insomma, non solo protegge dall’inflazione, ma preserva la sovranità finanziaria in uno scenario globale sempre più polarizzato," spiega l'esperto.

 

Per concludere, Giacomo Calef ritiene che l'oro oggi rappresenti una forma di assicurazione più che un investimento redditizio. Secondo il suo parere, le condizioni attuali — dollaro debole, Fed accomodante, debito pubblico elevato — ne sostengono la domanda, confermandone il ruolo difensivo e “neutrale” nelle fasi di incertezza. "Tuttavia, l’esposizione dovrebbe restare contenuta e coerente con la funzione di copertura, non di ricerca di rendimento," precisa l'esperto.

 

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