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Bitcoin sotto gli 86mila dollari. Cosa sta succedendo davvero

Analisi delle cause del calo del prezzo del Bitcoin, andamento criptovalute e perché il prezzo scende. Conviene ancora investire?

di Redazione Soldionline 2 dic 2025 ore 10:15

bitcoin-criptovalutaUn risveglio amaro per il mercato delle criptovalute. Nelle prime ore di oggi, 2 dicembre 2025, il prezzo del Bitcoin (BTC) ha subito un brusco crollo, scendendo con violenza sotto la soglia psicologica degli 86.000 dollari. Un'ondata di vendite ha travolto non solo la principale criptovaluta, ma l'intero settore, bruciando miliardi di capitalizzazione e innescando un'ondata di panico tra gli investitori. Ma cosa sta succedendo esattamente? Le cause di questo crollo sono molteplici e interconnesse: si va dalle crescenti tensioni macroeconomiche, come il possibile rialzo dei tassi in Giappone, a shock specifici del settore, come una crisi di liquidità nel mondo della finanza decentralizzata (DeFi).

In dettaglio i fattori scatenanti di questa discesa, l'andamento delle altre principali criptovalute, le previsioni degli analisti e, soprattutto, come un investitore dovrebbe orientarsi in una fase di mercato così complessa e volatile.

 

Bitcoin: cronaca di un crollo improvviso

Dicembre è iniziato nel peggiore dei modi per il Bitcoin. Dopo un novembre già difficile, che aveva visto il prezzo perdere oltre il 17%, le prime ore del mese hanno accelerato il trend ribassista. La criptovaluta regina ha rotto con decisione il supporto in area 90.000 dollari, precipitando fino a toccare un minimo di circa 85.600 dollari, un livello che non si vedeva da mesi. Questo movimento ha innescato una reazione a catena, portando alla liquidazione forzata di centinaia di milioni di dollari in posizioni long con leva finanziaria, un fenomeno che ha gettato ulteriore benzina sul fuoco delle vendite. Il risultato è un mercato dominato dalla paura, come testimonia l'indice Fear & Greed, sprofondato in zona "estrema paura", e un sentiment generale di incertezza che non si respirava da tempo.

 

Le cause del crollo di Bitcoin: un mix esplosivo di fattori

Dietro questo violento sell-off non c'è un unico colpevole, ma una "tempesta perfetta" di elementi macroeconomici e interni al mondo crypto che, sommandosi, hanno creato le condizioni per il crollo.

L'ombra delle banche centrali: tassi in rialzo in Giappone e la Fed

Uno dei principali catalizzatori della discesa è arrivato dall'Asia. Le dichiarazioni del governatore della Banca del Giappone (BoJ), Kazuo Ueda, hanno rafforzato le aspettative per un imminente rialzo dei tassi di interesse, forse già nella riunione del 19 dicembre. Questa mossa porrebbe fine a un'era di denaro ultra-economico, riducendo la liquidità globale e spingendo gli investitori a fuggire da asset considerati più rischiosi, come appunto il Bitcoin. La notizia ha immediatamente rafforzato lo Yen e messo sotto pressione i mercati asiatici, con il Bitcoin che ha mostrato ancora una volta la sua sensibilità ai flussi di capitale globali. A questo si aggiunge la persistente incertezza sulle future mosse della Federal Reserve statunitense, che contribuisce a un clima generale di "risk-off".

Crisi nel mondo DeFi: il "liquidity shock" che spaventa il mercato

Un altro colpo durissimo è arrivato direttamente dal cuore dell'ecosistema crypto. Un grave incidente tecnico sulla piattaforma di finanza decentralizzata Yearn Finance ha scatenato il panico. Un malintenzionato è riuscito a creare un'enorme quantità di token yETH senza alcuna garanzia reale, "inondando" il pool di liquidità con un'offerta invalida e minando la fiducia degli operatori. La scoperta di questa vulnerabilità ha provocato una corsa al ritiro dei fondi, generando un'ondata di vendite che si è rapidamente propagata a tutto il mercato, colpendo Bitcoin ed Ethereum in primis. Questo episodio ha riacceso i timori sulla reale solidità e sicurezza di alcuni protocolli DeFi.

La fuga degli investitori istituzionali e il "panic selling"

Negli ultimi mesi, l'ingresso degli investitori istituzionali era stato visto come un fattore di maturità per il mercato. Tuttavia, in fasi di alta incertezza come questa, sono spesso i primi a ridurre l'esposizione al rischio. Dati recenti mostrano deflussi significativi dai prodotti di investimento in criptovalute, come gli ETF, segnalando un cambio di sentiment. A peggiorare la situazione, secondo alcune fonti, sarebbero stati i commenti di un importante CEO del settore che avrebbero paventato la vendita di token, scatenando il cosiddetto "panic selling" tra gli investitori meno esperti. Anche aziende esposte pesantemente al Bitcoin, come Strategy, hanno dovuto tagliare le proprie previsioni di utile a causa del crollo, alimentando ulteriormente il nervosismo.

 

Andamento criptovalute: non solo Bitcoin, tutto il mercato è in rosso

È importante sottolineare che il crollo non ha riguardato solo il Bitcoin. L'ondata di vendite ha travolto l'intero comparto delle altcoin, che storicamente soffrono in misura maggiore durante le fasi ribassiste. Ethereum (ETH) ha registrato perdite nell'ordine dell'8%, mentre altre criptovalute a elevata capitalizzazione come Solana (SOL), XRP, Cardano (ADA) e Polygon (MATIC) hanno subito cali tra il 9% e il 12%. Anche progetti specifici, come quelli legati al settore della privacy (ad esempio Zcash), hanno sofferto in modo particolare, evidenziando una debolezza strutturale in contesti di mercato avversi. Questo dimostra come l'attuale crisi sia sistemica e legata a una generale fuga dal rischio che penalizza l'intera asset class.

 

Cosa ci aspetta adesso? Le previsioni degli analisti

Con il mercato in subbuglio, la domanda che tutti si pongono è: e adesso? Le opinioni degli analisti, come spesso accade, sono discordanti e delineano scenari opposti.

Lo spettro del "Crypto-Inverno": siamo all'inizio di una lunga discesa?

La visione più pessimistica è che questo crollo possa essere l'inizio di un nuovo e prolungato "Crypto-Inverno", un periodo di prezzi stagnanti o in ulteriore calo simile a quello visto in passato. I ribassisti puntano sulla rottura di importanti supporti tecnici e sul deterioramento del quadro macroeconomico globale. Alcuni analisti tecnici vedono possibili ulteriori estensioni del ribasso verso l'area degli 80.000 dollari o addirittura più in basso, verso i 77.000 dollari, dove potrebbero scattare nuove liquidazioni a cascata.

Un'opportunità di acquisto? La visione ottimista

D'altro canto, non mancano le voci ottimiste. Secondo i sostenitori del Bitcoin, questi crolli sono correzioni fisiologiche e necessarie per "ripulire" il mercato dagli eccessi di leva finanziaria e dagli speculatori a breve termine. Per chi ha una visione a lungo termine, una discesa così rapida del prezzo potrebbe rappresentare un'interessante opportunità di acquisto (il cosiddetto "buy the dip"). Analisti come Tom Lee di Fundstrat mantengono una visione positiva per la fine del 2025, ritenendo che il prezzo possa tornare sopra i 100.000 dollari. Anche altri esperti del settore sottolineano che, nonostante la volatilità, i fondamentali del Bitcoin rimangono solidi.

 

Investire in Bitcoin adesso: conviene ancora? Come muoversi

In un contesto di tale incertezza, è fondamentale agire con estrema prudenza e strategia. La volatilità è una caratteristica intrinseca del mercato delle criptovalute e decisioni prese sull'onda dell'emotività, come vendere in preda al panico o comprare per paura di perdere un'opportunità (FOMO), sono quasi sempre controproducenti. Per chi considera di investire in Bitcoin, è cruciale non esporsi eccessivamente e inserire un eventuale investimento all'interno di un portafoglio ben diversificato. Strategie come il Dollar-Cost Averaging (DCA), che consiste nell'investire una somma fissa a intervalli regolari, possono aiutare a mitigare il rischio legato alla volatilità del prezzo, mediando il costo di acquisto nel tempo. La regola d'oro rimane sempre la stessa: investire solo ciò che si è disposti a perdere e basare le proprie decisioni su un'attenta analisi e una chiara strategia a lungo termine.

 

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