Snam, il piano strategico per il 2026/2030
La crescita annuale del dividendo è stata confermata al 4% dal 2026 al 2030 (con un ulteriore anno di visibilità rispetto al piano precedente)
di Redazione Soldionline 5 mar 2026 ore 08:30
In occasione della diffusione dei risultati finanziari dell'esercizio 2025, Snam ha presentato il piano Strategico 2026-2030.
La società prevede investimenti complessivi per 13,7 miliardi di euro al netto dei contributi (14,4 miliardi lordi), focalizzati su tre leve strategiche: crescita industriale, gestione attiva del portafoglio di partecipazioni e programma di asset rotation.
In particolare, sono previsti 9,2 miliardi di euro per progetti legati al business del trasporto, 2,1 miliardi per il potenziamento dei siti di stoccaggio, un miliardo per l'espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e il consolidamento di OLT, 800 milioni per il progetto Ravenna CCS, 240 milioni per l'efficienza energetica, 140 milioni per lo sviluppo del biometano e 200 milioni per avviare lo sviluppo della dorsale dell’idrogeno. All'interno del Piano è inoltre destinato un miliardo di euro all'innovazione tecnologica digitale ed energetica, con l'obiettivo di aumentare l'efficienza operativa e rafforzare l'affidabilità e la flessibilità del sistema.
Con riferimento al 2030 la RAB tariffaria dovrebbe raggiungere i 34,5 miliardi di euro, con un tasso di crescita medio annuo del 5,7% nel periodo 2025/2030.
L'EBITDA adjusted dovrebbe raggiungere circa 3,8 miliardi di euro, mentre l'utile netto adjusted al 2030 è stimato a circa 1,7 miliardi di euro.
L’indebitamento netto dovrebbe crscere fino a circa 23,8 miliardi di euro, dovuto al pagamento di dividendi e alla variazione del perimetro di consolidamento a seguito dell'acquisizione del controllo esclusivo di OLT.
Con riferimento al 2026 la RAB tariffaria dovrebbe raggiungere i 28,81 miliardi di euro (in aumento del 10% rispetto al 2025), a seguito dei nuovi investimenti, dell’effetto dell’inflazione e del consolidamento di OLT.
L'EBITDA adjusted dovrebbe raggiungere circa 3,1 miliardi di euro (in aumento del 6% rispetto al valore 2025 normalizzato), trainato dalla crescita della RAB e dal consolidamento di OLT.
L'utile netto adjusted dovrebbe raggiungere un valore superiore a 1,45 miliardi di euro (+6% rispetto al 2025 normalizzato), grazie all’aumento dell'EBITDA, parzialmente compensato dall'aumento delle spese di ammortamento e degli oneri finanziari netti.
L’indebitamento netto dovrebbe raggiungere circa 19 miliardi di euro, trainato dal pagamento dei dividendi, dalla variazione del perimetro di consolidamento per l'acquisizione del controllo esclusivo di OLT e dall'impatto del rifinanziamento dell’obbligazione convertibile in azioni Italgas.
La politica dei dividendi è stata confermata ed estesa.
In particolare, la crescita annuale del dividendo è stata confermata al 4% dal 2026 al 2030 (con un ulteriore anno di visibilità rispetto al piano precedente) con un payout ratio massimo dell'80%.
Tra il 2031 e il 2035 sono state identificate opportunità di investimento per quasi 14 miliardi di euro, oltre ai 13,7 miliardi previsti nel periodo di piano 2026-30. La combinazione di questi due elementi porta a investimenti totali previsti di circa 28 miliardi di euro per l'orizzonte 2026-2035, sostenendo una RAB che dovrebbe crescere da circa 26,2 miliardi di euro nel 2025 a circa 41,3 miliardi di euro entro il 2035—con un aumento di 1,6 volte.
