IntesaSanpaolo, i target al 2029 e la politica dei dividendi
Il management prevede la distribuzione per il 2025-2029 di circa 50 miliardi di euro, con payout ratio al 95% per ciascun anno (75% da dividendi cash)
di Redazione Soldionline 2 feb 2026 ore 08:31
Dopo aver esaminato i dati finanziari dell'esercizio 2025, il consiglio di amministrazione di IntesaSanpaolo ha approvato il piano di impresa per il periodo 2026-2029.
Nel dettaglio, la strategia di IntesaSanpaolo nel periodo in esame si focalizzerà su cinque direttrici:
- Riduzione strutturale dei costi, avvalendosi dei forti investimenti in tecnologia già effettuati.
- Crescita dei ricavi, alimentata dalla posizione nel Wealth Management, Protection & Advisory.
- Basso costo del rischio, grazie allo status di banca a “zero NPL” e a una origination di elevata qualità.
- Significativi investimenti nelle persone del gruppo.
- Supporto alla clientela nella transizione sostenibile e confermando gli impegni alla decarbonizzazione.
Nelle intenzioni di IntesaSanpaolo questa strategia dovrebbe concretizzarsi nella creazione di valore pari a circa 500 miliardi di euro per tutti gli stakeholder nel 2026-2029.
Più nel dettaglio, l'istituto punta ad arrivare al 2029 con un utile netto di oltre 11,5 miliardi di euro, dai 9,3 miliardi contabilizzati nel 2025. Di conseguenza, il ROE è stimato in crescita al 22% nel 2029 dal 18% nel 2025.
Il cost/income ratio è previsto in miglioramento al 36,8% nel 2029 dal 42,2% nel 2025 (-5,4 punti percentuali), sulla base di una riduzione strutturale dei costi, a fronte di forti investimenti per tecnologia.
Il risultato della gestione operativa è previsto in aumento a 19,4 miliardi di euro nel 2029 da 15,8 miliardi nel 2025 (+5,3% il tasso di crescita medio annuo).
I proventi operativi netti sono stimati in aumento a 30,7 miliardi di euro nel 2029 dai 27,3 miliardi ottenuto nel 2025 (+3% il tasso di crescita medio annuo), ipotizzando una crescita delle commissioni nette a 11,6 miliardi di euro a fine piano.
Il Common Equity Tier 1 ratio è previsto superiore al 12,5% come obiettivo in ciascun anno del 2026-2029, con capacità di generazione organica di capitale che permette un’elevata flessibilità per la distribuzione, e atteso pari al 13,2% nel 2029, in linea con il 13,2% del 2025 post buyback da avviare a luglio 2026.
A fine 2029 i crediti deteriorati sono stimati pari a 10,2 miliardi di euro al lordo delle rettifiche (da 10,5 miliardi nel 2025) e a 5,1 miliardi al netto (da 5 miliardi nel 2025).
IntesaSanpaolo prevede investimenti pari a 5,1 miliardi di euro nel 2026-2029 (che si aggiungono ai 6,6 miliardi effettuati nel 2022-2025), di cui 4,6 miliardi per tecnologia e crescita (che si aggiungono ai 5,6 miliardi effettuati nel 2022-2025).
IntesaSanpaolo ha fornito anche alcune indicazioni sulla politica dei dividendi che sarà adottata nell'arco del piano.
Subordinatamente alle approvazioni dell’assemblea degli azionisti e della BCE e sulla base del conseguimento degli obiettivi di utile netto contabile del piano di impresa 2026-2029, il management prevede la distribuzione per il 2025-2029 di circa 50 miliardi di euro. La remunerazione agli azionisti è basata su dividendi cash con payout ratio al 75% in ciascun anno del piano, oltre a un buyback del 20%, per un pau-out ration totale del 95%.
IntesaSanpaolo ha precisato che ogni eventuale ulteriore distribuzione sarà valutata anno per anno a partire dal 2027.
