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Piazza Affari chiude in forte calo. FTSEMib -2%

Hanno pesato le nuove tensioni geopolitiche dopo l’attacco all’Iran nel week-end. Sotto i riflettori i titoli petroliferi e Leonardo. Forti vendite sui bancari

di Edoardo Fagnani 2 mar 2026 ore 17:50

milano-negativa_1I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno registrato ribassi nell'ordine del 2-3% nella prima seduta della settimana, in scia alle nuove tensioni geopolitiche dopo l’attacco all’Iran nel week-end. Christian Schulz - Chief Economist di Allianz Global Investors - ha segnalato che i mercati si trovano ad affrontare uno shock significativo, ma non ancora destabilizzante. Secondo l'esperto l’effetto immediato è una rivalutazione dei rischi estremi, con possibili rialzi dei prezzi del petrolio, ribassi degli asset rischiosi e benefici per i beni rifugio. Christian Schulz ritiene che molto dipenderà tuttavia dal fatto che il conflitto si estenda o meno in una più ampia instabilità regionale o interna.

Il FTSEMib ha lasciato sul terreno l'1,97% a 46.280 punti, dopo aver oscillato tra un minimo di 45.970 punti e un massimo di 46.519 punti. Il FTSE Italia All Share ha chiuso in ribasso del 2,01%. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-2,34%) e per il FTSE Italia Star (-2,04%). Nella seduta del 2 marzo 2026 il controvalore degli scambi è sceso a 5,63 miliardi di euro, rispetto ai 7,29 miliardi di venerdì.

Alle ore 17.25 il bitcoin era balzato oltre i 69.500 dollari (circa 59.500 euro).

Lo spread Btp-Bund ha sfiorato i 65 punti, con il rendimento del Btp decennale che è aumentato al 3,35%.

L’euro è sceso sotto gli 1,17 dollari.

Alle ore 17.20 il prezzo dell’oro era sceso a 5.305 dollari, mentre l’argento era scivolato sotto gli 88 dollari.

 

Sotto i riflettori i titoli del settore petrolifero, dopo che il prezzo del greggio a New York (contratto con scadenza ad aprile 2026) si è riportato sotto i 71 dollari al barile, da un massimo intraday di 75 dollari. Paolo Zanghieri - senior economist presso Generali Investments - ha segnalato che l’OPEC+ ha deciso di aumentare l’offerta di 206.000 barili al giorno, e la capacità inutilizzata (poco meno di 3 milioni di barili al giorno) potrebbe teoricamente compensare la perdita delle esportazioni iraniane (1,6 milioni), mentre le riserve OCSE restano ben all’interno dei livelli normali. "Tuttavia, impedire che il prezzo del petrolio superi i 100 dollari al barile dipende dalla riapertura di Hormuz", ha avvertito l'esperto.

ENI ha registrato un rialzo del 3,63% a 20,37 euro. In progresso anche Tenaris (+0,52% a 23,24 euro).

 

In forte ribasso i titoli del settore bancario.

Seduta decisamente negativa per IntesaSanpaolo (-3,94% a 5,605 euro) e per UniCredit (-3,05% a 70,2 euro).

In forte calo anche BPER Banca (-4,12% a 11,515 euro).

 

L'attuale situazione geopolitica ha spinto al rialzo i titoli della difesa.

Spicca la performance positiva di Leonardo (+2,5% a 58,22 euro). Segno più anche per Fincantieri (+0,49% a 14,5 euro).

 

Al segmento STAR spicca lo scivolone di Sogefi (-23,9% a 2,33 euro); dopo la diffusione dei risultati finanziari dell'esercizio 2025.

 

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