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Nazionalizzazione banche

di Marco Delugan
Nazionalizzare una banca vuol dire che lo Stato ne acquista la maggioranza delle azioni. In Italia le banche erano in gran parte pubbliche prima dell’ondata di privatizzazioni che ha caratterizzato gli ultimi decenni. Un ritorno a questo tipo di gestione non rappresenterebbe quindi una novità assoluta.

La nazionalizzazione potrebbe consentire allo Stato di indirizzarne l’attività verso obbiettivi più complessi e socialmente ed economicamente più ricchi del solo perseguimento del massimo profitto possibile. L’attività bancaria potrebbe perdere del tutto la sua dimensione speculativa e orientarsi verso il servizio dell’economia reale garantendo, in condizioni di sostenibilità per la banca stessa, l’accesso al credito, il finanziamento delle attività produttive, il sostegno a settori strategicamente importanti.

Una banca in forma di società per azioni in mano statale potrebbe anche accedere ai prestiti della Bce, a differenza dello Stato, e utilizzare quei soldi per acquistare i titoli del debito pubblico italiano nei momenti di difficoltà e contrastare così la crescita dello spread dei tassi di interesse sulle nuove emissioni.
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