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Risparmiare per l'università dei figli

Le spese per mandare un figlio all'università sono rilevanti: rette annuali, libri, vitto e alloggio eventuali per i fuori sede, e altre spese. Meglio risparmiare (e investire) per tempo

di Marco Delugan 20 giu 2019 ore 14:20

Mandare i propri figli all'università è una delle maggiori aspirazioni di un genitore: una grande opportunità di formazione, ma anche un costo rilevante. Il costo di un percorso accademico non è però risibile. A meno di redditi importanti è quindi meglio che la famiglia stessa si prepari per tempo all'università dei figli, risparmiando quello che serve. I costi dell'università comprendono rette annuali, acquisto dei libri, vitto e alloggio eventuali per i fuori sede, e altre spese di questo genere.

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Ma quanto costa mandare un figlio all'università? Difficile fare una stima precisa, anche se secondo alcuni studi si parla, per corsi di laurea di tre anni in università pubbliche italiane, di spese complessive comprese a cavallo dei 40mila euro.

 

COME RISPARMIARE PER L’UNIVERSITA’ DEI FIGLI

Per risparmiare – e vale in generale – la cosa importante è darsi un ritmo e delle regole. Non è una cosa complicata, e se la memoria non vi sostiene potete sempre ordinare alla vostra banca di trasferire periodicamente una cifra prestabilita su un conto da dedicare ai risparmi per l'università.

 

LA MAGIA DELL'INTERESSE COMPOSTO

Adesso ipotizziamo che riusciate a risparmiare con costanza, e a investire con un rendimento annuo del 5%. Se riuscite a farlo da soli, allora siete davvero bravi. Se lo fate con l'aiuto di qualcuno, allora siete stati bravi lo stesso, perché lo avete scelto bene. Ma l'interesse composto mostra la sua forza nel tempo: più se ne ha davanti, meglio è.

Mandare un figlio all'università è una speranza che di solito nasce con lui, ma spesso anche prima. E' un progetto che non arriva all'improvviso o fuori tempo massimo. E quindi, di solito, di tempo ce n'è.

Se invece siete arrivati in ritardo, allora le cose cambiano: cambiano gli obiettivi perseguibili e cambiano gli strumenti da utilizzare. Ma questo lo vedremo meglio in seguito.

Torniamo all'interesse composto e alla sua magia.

Si parla di interesse composto quando l'interesse maturato non viene riscosso ma reinvestito nello stesso prodotto che lo ha fatto maturare. In ogni periodo, l'interesse viene calcolato sull'investimento iniziale più gli interessi maturati nei periodi precedenti. Se periodicamente investiamo altre cifre, la crescita del capitale nel tempo può farsi davvero interessante.

Vediamo un esempio.

Ipotizziamo di iniziare con un investimento di 50 euro, seguitando con il versare 50 euro ogni mese. Con un tasso di interesse annuale del 5%, reinvestendo gli interessi e andando avanti per 15 anni, il risultato sarà 13.698,44 euro.

Di questi, 4.648,44 sono gli interessi accumulati contro un deposito complessivo di 9.050. Abbiamo guadagnato più del 50% di quello che abbiamo investito.

Se raddoppiate la cifra, e cioè investire 100 euro all'inizio e altri 100 euro per ogni mese per 15 anni, alla fine avrete 27.396,88 euro, di cui 9.296,88 di interessi e 18.100 euro investiti. Ancora più del 50%, ovviamente.

Ma facciamo il gioco al contrario. Mettiamo che l'obiettivo sia quello di avere 35.000 euro per l'inizio del percorso universitario di vostro figlio. Fatti un po' di conti scopriamo che per avere 35.000 euro bisogna che l'investimento diventi di 130 euro iniziali più altri 130 ogni mese per 15 anni. E sempre al 5% di rendimento annuo. E per essere ancora più precisi, con lo stanziamento appena descritto, dopo 15 anni vi ritroverete con 35.615,95 euro, di cui 12,085,95 di interessi composti maturati su 23.530 euro di investimento.

 

L'IMPORTANZA DEL FATTORE TEMPO NELL'INVESTIMENTO

Come abbiamo visto, nelle cose della finanza il tempo è dalla parte di chi ne ha. Ma che cosa vuol dire?

Per capirlo servono due premesse, poi avremo la conclusione:

  • prima premessa: i mercati più profittevoli sono anche quelli più rischiosi, almeno nel breve periodo;
  • seconda premessa: i mercati più rischiosi sono quelli che nel lungo periodo (dai 5 anni in su) rendono di più;
  • conclusione: se avete davanti molto tempo i mercati azionari possono rendervi un ottimo servizio.

E una importante avvertenza: navigare nei mari pericolosi delle borse internazionali richiede competenza, esperienza e un carattere di ferro. Se avete competenza, esperienza e carattere, bene, altrimenti vi serve un bravo skipper, ovvero un bravo consulente, dipendente o indipendente che sia.

Se avete meno tempo, meno di 5 anni, allora gli obiettivi e gli strumenti cambiano. Potete sempre pensare di mettere via qualche cosa, ma difficilmente potrete puntare alla crescita del capitale. Gli strumenti più adatti saranno i certificati di deposito e i buoni del tesoro indicizzati all'inflazione. Se avete ancora meno tempo, meno di 3 anni, vi restano i buoni fruttiferi postali e i conti deposito.

 

E POI, IL PRESTITO D'ONORE

Altra possibilità di finanziare gli studi universitari è il prestito d'onore. E' una forma di finanziamento agevolato per gli studenti particolarmente meritevoli ma che non hanno i mezzi finanziari per frequentare l'università. Viene erogato da banche convenzionate con le singole università, e le condizioni variano secondo quanto pattuito dalle parti.

Può arrivare a 5 o 6 mila euro l'anno. E può coprire le spese per l'università, master e corsi di specializzazione post universitaria. Di solito gli interessi sul prestito sono molto bassi o addirittura nulli. E il periodo di rimborso può arrivare anche a 15 anni.

I requisiti per ottenerlo sono tipicamente essere residenti in Italia e avere un'età compresa tra i 18 e i 35 anni. Avere ottenuto il diploma di maturità con ottimi voti, una media alta negli esami universitari e una dimostrata mancanza di mezzi economici.

 

Photo by China Photos/Getty Images

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