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Imprenditori vittime di vessazioni bancarie

I privilegi che consentono agli istituti di credito di imporre le loro risoluzioni. Tanti e illegittimi

di Redazione Soldionline 5 mar 2010 - ore 12:03
Riceviamo e pubblichiamo. Se avete anche voi storie da raccontare sui vostri rapporti con banche, assicurazioni, agenzie delle entrate… speditele a contributi@soldionline.it. Grandi o piccole, tristi, arrabbiate o a lieto fine, vanno bene tutte.

Siamo imprenditori vittime delle vessazioni bancarie. Dalla personale esperienza che stiamo conducendo da anni contro gli Istituti di Credito, abbiamo imparato che il sistema bancario è avvantaggiato da numerosi ed illegittimi privilegi che consentono loro di imporre le proprie risoluzioni.

Tra di essi, emergono con tutta la loro negativa pervasività, quelli inerenti l’art. 50 del d.lgs. n. 385/93 (che per immediata lettura allego) che rende estremamente semplice e celere il rilascio di Decreti Ingiuntivi e quelli connessi alla segnalazione alla Centrale Rischi.

Difatti, in base alla riferita norma del T.U.B. è sufficiente la mera attestazione di veridicità e liquidità del credito effettuata da un funzionario bancario, affinché il Giudice adito conceda Decreti Ingiuntivi provvisoriamente esecutivi.

Perciò, qualora i presunti crediti vantati dalle banche, fossero effettivamente non esatti, ad esempio per la mancata scrematura degli interessi anatocistici o fossero addirittura il frutto di interessi d’usura, oppure se fossero fatti lievitare dai prodotti cd. “derivati” o ancora, da investimenti spazzatura, il presunto debitore sarebbe costretto ad incardinare un lunghissimo ordinario processo di cognizione, al fine di far valere le proprie ragioni. Nelle more del procedimento le Banche possono agevolmente aggredire e mettere all’asta l’intero patrimonio della vittima.

E’ necessario ricordare, sul punto, che la provvisoria esecuzione ai Decreti Ingiuntivi, exart. 648cpc, è di fatto ed in diritto inamovibile fino a sentenza di merito, mentre le trascrizioni pregiudizievoli poste sui beni delle Aziende e dei fideiussori, non sono suscettibili di essere cancellate fino a sentenza di merito passata in giudicato. (Per i Giudici dei Tribunali Civili gli estratti conto bancari [molto spesso i soli salda-conto], anche se illegittimi già solo per la presenza degli interessi anatocistici, sono ritenuti titoli validi e credibili, liquidi ed esigibili, quindi, le provvisorie esecuzioni vengono sempre puntualmente assentite).

Ulteriore discrezionale mezzo di supremazia e di abuso concesso alle Banche è rappresentato dalla segnalazione alla Centrale Rischi, che adoperano come formidabile “ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA”. L’istituto della “Centrale Rischi” è stato invero creato dalla Banca d’Italia per il raggiungimento di un interesse pubblico volto a consentire agli Istituti bancari di valutare la solvibilità dei richiedenti il credito, quindi per abbattere i propri rischi nel prestare denaro.

Di fatto, la segnalazione viene utilizzata dalle Banche in maniera distorta, come strumento di pressione/estorsione per costringere la vittima/cliente al pagamento di somme non dovute. Dette segnalazioni ed anche la mera minaccia di esse, costituiscono efficace mezzo di pressione/estorsione, mediante il quale le Banche ed i Banchieri assoggettano i propri clienti ai loro dictat soverchianti.

Codesto Istituto, unilaterale e discrezionale che non trae origine da norme di legge, utilizzato in maniera strumentale, provoca l’esclusione del soggetto o dell’Azienda segnalata dal mondo del credito legale.

Quanto esposto, consente di comprendere la posizione di ingiustificato vantaggio che si concede alle Banche, rispetto all’interlocutore più debole e, già solo per tale ragione, più meritevole di tutele. [Oltretutto, la richiamata norma dell’art. 50 T.U.B. potrebbe generare dubbi sulla legittimità costituzionale. Infatti, è vero che la normativa in questione si ha per salvaguardare le esigenze di stabilità del sistema bancario, ma, come afferma il Minervini, «non appare sufficiente giustificazione della specialità della norma l’asserita maggiore garanzia di una corretta amministrazione contabile, che offrirebbero le banche; questo assunto, se collegato alla soggezione a vigilanza, giustificherebbe se mai la previsione dell’agevolazione a pro di tutte le imprese soggette a pubblico controllo. Allo stato, è una norma di favore» (G. Minervini, Dal decreto 481/92 al testo unico in materia bancaria e creditizia, in Giur. Comm., 1993, I, 838), dunque, si potrebbe configurare una violazione dell’art. 3 Cost. in relazione alla disparità tra le banche e le imprese soggette a pubblico controllo].

Da ultimo, i procedimenti civili, procrastinati per anni ed anni non sono assolutamente suscettibili di fornire una tutela adeguata contro fatti che, comunque li si voglia intendere, sono di USURA e, comunque, richieste di somme non dovute. Le Banche forti di tale consapevolezza, potendo contare su risorse economiche illimitate hanno tutto l’agio di attendere la resa delle proprie vittime o al più, pagare l’indebito dopo decine di anni (a babbo morto, ripeteva Alberto Sordi), senza avvertirne il benché minimo contraccolpo.

Ciò precisato, come risulta indispensabile che il Governo intervenga, come ha fatto, al fine di tutelare il sistema bancario nazionale, così sarebbe necessario che agisca in difesa delle piccole e medie imprese, delle famiglie e dei singoli consumatori.

La Costituzione non riconosce un diritto di immunità ed impunità ai soggetti al vertice della finanza Italiana, eppure, i Dirigenti degli istituti bancari colpevoli di innumerevoli crack e di altrettanti innumerevoli reati di estorsione/usura/truffe, che stanno emergendo sempre più numerosi sul nostro territorio, godono di una sorta di impunità, che li pone al di sopra della legge e delle istituzioni.

Per i motivi esposti riteniamo auspicabile che il Ministero del Tesoro e delle Finanze intervenisse con urgenza al fine di rimuovere le seguenti criticità:
  1. ristudiare il sistema della segnalazione alle Centrali rischi;
  2. modificare e/o integrare l’art. 50 del testo unico bancario (D.Leg.vo 385/93), quindi rimuovere la possibilità per le Banche di chiedere il decreto ingiuntivo mediante la semplice dichiarazione di un proprio funzionario;
  3. approntare modalità d’urgenza, attraverso le quali le Banche vengano obbligate ad un pronto rimborso delle somme indebitamente sottratte ed a riconoscere adeguati risarcimenti, senza attendere i tempi lunghi della giustizia (vogliano chiamarli tavoli di conciliazione, di mediazione o altro, purché diventino obbligatori ed abbiano tempi certi).
Nella speranza di essere stati chiari ed esaustivi, ci rendiamo disponibili per ulteriori approfondimenti.

Silvestro Dell’Arte
Imprenditore
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Commenti dal 1 al 5
(5)

Marco Pallini domenica, 7 marzo 2010

E via agli insulti...

Come sempre chi fa di tutta l'erba un fascio insulta sia la sua intelligenza che quegli impiegati bancari che, invece, cercano di dare ogni giorno gli strumenti necessari agli imprenditori per fare impresa, nonostante le lacune procedurali e le burocrazie che sovente si incontrano.
E' inutile porsi come vittime: gli imprenditori italiani non sono dei santi come non lo sono le banche. La centrale rischi è strumento necessario per monitorare la malafede di alcuni soggetti e per avere un'indicazione più precisa della situazione debitoria di chi richiede affidamenti. Chiederne la cancellazione è a mio avviso sbagliato, ed è una forma di populismo molto comodo ma altrettanto sterile.
Tra l'altro, quando leggo frasi come "la segnalazione viene utilizzata dalle Banche in maniera distorta, come strumento di pressione/estorsione per costringere la vittima/cliente al pagamento di somme non dovute." mi sento offeso, come deve sentirsi offeso chiunque, come me, svolge il suo lavoro con disponibilità, correttezza ed onestà, ogni giorno.
Chi scrive in questo modo merita di trovare sempre un interlocutore pavido, inetto, millantatore e disonesto, come lui descrive tutti senza distinzione alcuna.
E' un problema comune, nel nostro povero Paese: quasi tutti sanno vedere solo i difetti degli altri, e puntare il dito contro gli altri, senza mai mettersi in discussione e farsi un esame di coscienza. Atteggiamento che li porterebbe quantomeno a porsi in maniera meno presuntuosa e più costruttiva e rispettosa degli altri.

n° 5
fabbbius lunedì, 8 marzo 2010

R: E via agli insulti...

Marco buongiorno.
Dirò delle cose che esulano un po' dal contenuto del presente scritto ma che secondo me valgono sempre nei rapporti banca-cliente.
Ti ho letto un po', in questi mesi, ed ho avuto modo di apprezzare cosa scrivi e come lo scrivi. Sei preparato e devo dire che i clienti della tua banca sono di sicuro dei risparmiatori/investitori fortunati: li saprai consigliare sempre al meglio, nell'ottica del loro interesse in primis.
Però non puoi nascondere che, come in tutte le categorie, avrai dei colleghi (non inteso come colleghi di filiale o di banca, ma a livello settoriale) che non si fanno molti scrupoli a fare il loro, di interesse. Del resto i sistemi di incentivazione delle grandi banche sono ben noti a tutti.
Quindi, purtroppo, è inevitabile che la gente (specie quella che ha avuto esperienze negative) finisca con il generalizzare e fare di tutta l'erba un fascio.
E te lo dice uno che odia profondamente il popolismo tipico di noi italiani. Odio quell'essere bravi solo a lamentarci e dare sempre la colpa agli altri, ai nostri politici, ai nostri amministratori, al nostro capo, alla nostra banca e al nostro vicino di casa..
ciao!

Marco Pallini lunedì, 8 marzo 2010

R: R: E via agli insulti...

Ciao Fabbbius, sei molto gentile e ti ringrazio per i complimenti.
Sono d'accordo con te: come in tutte le categorie, anche nella categoria dei bancari ci sono persone poco professionali, che fanno il loro lavoro pensando più al 27 del mese che all'importanza del loro servizio per le persone e per il sistema delle imprese.
Posso quindi capire lo stato d'animo, ma siccome solitamente chi si impegna oltre l'ordinario per dare le informazioni più complete e più trasparenti ai clienti, viene ripagato esclusivamente dalla fiducia delle persone, quando leggo affermazioni come quelle del Sig. Dell'Arte sento che tanti colleghi bravi e corretti sono defraudati di un riconoscimento di professionalità che è anche la loro unica fonte di motivazione, soddisfazione ed autostima.
Grazie ancora, alla prossima! :o)
Marco

roberto barberis lunedì, 27 febbraio 2012

R: R: R: E via agli insulti...

sono umiliato e distrutto vivo una situazione di vero ricatto dal sistema bancario e giudiziario, il paradosso che tale ricatto e' in essere per un debito che non c'e' anzi dovrei essere addirittura creditore nei confronti della banca, denunciata circa 12 anni orsono la gravita' che anche il sistema giudiziario fa acqua e tutela le banche lasciando le persone in balia della burocrazia ;come difendersi ? purtoppo se si e' una piccola attivita' non e' possibile e si deve cedere al ricatto o soccombere, che a me sembra quasi MAFIOSO PER NON MORIRE cosi e'.
12anni di causa, blocco del credito ,difficile da credere i calcoli del dare o avere depositati in tribunale dal 2007 vanno da un debito di 139.00 ad un credito di circa 1400.00 relazione tecnica elaborata dal ctu nominato da uno dei numerosi giudici che si sono alternati negli anni sono stanco di lottare per niente e poi sembra che nessuno avvocati giudici conoscano basilea 2 etc etc non riconosco piu' lautorita'
forse devo rivolgermi all'antistato ?
dimenticavo nel frattempo visti i calcoli del dare o avere la banca ricattandomi lasci in essere alla centrale rischi della banca d'italia una segnalazione di debito di oltre 62.000 euri cosi anche se falso il resto del sitema bancario mi chide le porte in faccia ! o mi vessa ricattandomi .
In piu' in una delle ultime udienze dopo l'ennesimo ricatto da parte dell'avvocato della banca che ,dopo 12 anni mi suggeriva di togliere la denuncia, cosi gentilmente miavrebbero cancellato la segnalazione in cr di un debito che non c'e'bene
il giudice in udienza per rincarare la dose alla mia richiesta educata e rispettosa nonstante la rabbia non sol alla mia richiesta di intervento e credo legittimo come per legge ( ma quale legge ) mi faceva arrestare
con le manette giuro di non aver assolutamente oltraggito il giudice
volevo solo chiedere se la legge e' uguale per tutti
sono un lavoratore che credeva nel sacrificio e che daoltre 30 anni si sacrifica nella sua piccolissima attivita cercando di creare e di essere piu' ligio possibile alla legalita' ma con queste regole non e' possibile grazie!

giorgio sabato, 6 marzo 2010

imprenditori vittime

il fatto è che da un lato ci sono imprenditori seri e capaci, dall' altro impiegatucoli bancari (incapaci di gestire in proprio un banco i gelati a ferragosto)saliti di grado per meriti non di solito imprenditoriali, che si possono nascondere dietro ad un anonimato (i comitati) che garantisce impunità quando creano guai. In genere sanno solo aspettare il giorno di paga degli stipendi, che è l' unica preoccupazione concreta; d' altra parte sin da sempre il "posto fisso in banca" è sempre stato la massima ambizione per chi da solo non sapeva immaginarsi meglio; e intanto, finchè il controllato controlla il controllore, non ci si può aspettare di meglio!

n° 4
alessandro di napoli sabato, 6 marzo 2010

R: imprenditori vittime

sottoscrivo in pieno!!!!!!!!

daniele venerdì, 5 marzo 2010

l'etica

lascia perdere, non commento. secondo te quanto durano le fatture false?
allora errestiamo tutti i banchieri(chissa quanti titoli tossici ci sono nascosti nei loro bilanci)o non li conosci bene o sei talmente plagiato da loro o sei uno di loro.l'etica non c'è più.

n° 3
gianni venerdì, 5 marzo 2010

R: l'etica

assolutamente d'accordo.......

Alfredo Nocera venerdì, 5 marzo 2010

Un sistema bancario estremamente forte

Egr. Sig. Dell'Arte,
conosco bene l'argomento essendo un consulente tecnico di parte.
Il sistema bancario è estremamente forte in Italia dia un'occhiata ad esempio al recente DL del 28 ottobre 2009 che obbliga soltanto l'utente alla mediazione prima di iniziare una azione legale.
Le segnalazione alle centrali rischi sono dannosissime per gli imprenditori, ma spesso sono dei boomerang difatti a seguito dei dovuti ricalcoli se la "provvista" era sufficente per pagare gli assegni protestati la banca verrà certamente condannata per tutti i danni causati dall'illeggittima segnalazione.
In merito ai decreti ingiuntivi è vero che vengono emessi con il solo "saldaconto" ma eppure vero che vengono sempre annullati quando giustamente opposti.
I tempi di rimborso delle somme "indebitamente sottratte" sono purtroppo quelli della giustizia Italiana.
Cordiali saluti

n° 2
avator venerdì, 5 marzo 2010

un po' di esame di coscienza

Trovo inconcepibile in un contesto caratterizzato da una corruzione dilagante, da disonestà diffusa con bilanci e fatture false e altri contesti attaccare un sistema come quello bancario che è quello piu' soggetto a regole e controlli.
Non parliamo poi di titoli spazzatura, nella maggior parte dei casi è il cliente che non si accontenta spesso dei bassi rendimenti di mercato e non vuole percepire il rischio di acquistare certi strumenti. Molti indossano un vestito da leone mentre in realtà sono dei conigli. Quindi se non si vuole correre rischi basta segnalarlo alla propria banca di fiducia e vedrete che potrete stare tranquilli...se invece si cerca la luna..a volte si decolla!!
E' importante aumentare le tutele per le banche perche significa dare stabilità al sistema e nel contempo a chi si comporta bene.
Ci vorrebbe invece la gattabuia per chi falsifica bilanci e fatture false per scontare portafogli...

n° 1
ottoni daniele venerdì, 5 marzo 2010

R: un po' di esame di coscienza

forse per i bilanci sono le prime le banche (ma quante pieghe ci sono), e per l'esame di coscienza quando si moltiplicanoi i casi di tassi usurai, quando l'antitrust ti sanziona perchè le nuove comissioni sono 15 volte superiori alle cms, e quando AD hanno già almeno quattro condanne per svariati reati estanno li in piazzetta Cuccia ( Il Sig. Cuccia non aveva nessuna condanna)

Francesco sabato, 8 gennaio 2011

R: R: un po' di esame di coscienza

Buongiorno,

Vorrei sottolineare i casi di TASSI USURAI.

Mio padre e' stato costretto a chiudere l'impresa edile nel 1996 a causa di tassi usurai negli anni 1994-1995. Ha sempre avuto molto lavoro ma non riusciva ad incassare i soldi. I primi a non pagare erano i "Comuni e Province" e poi qualche privato. Quando le banche hanno visto che era in difficolta' la prima cosa che hanno fatto e' stata quella di aumentare i tassi d'interesse dal 9% al 17% e in piu' hanno appliccato gl'interessi sugl'interessi gia maturati. 500.000.000 l'anno d'interesse non erano "sufficienti" per le banche. Hanno voluto applicare pure il 17% sui 500mil d'interessi gia pagati.Questa e' USURA ripeto USURA!!!

Le banche cercano di aiutare la gente a cadare non a stare in piedi!

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