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Euro? Meglio fuori che dentro!

Avremmo la sovranità sulla nostra moneta e potremmo svalutarla, controllarla e portarla ad un livello adeguato alla nostra economia. Intervista a Mario Giordano autore di Non vale una lira.

di Massimo De Muro 7 apr 2014 - ore 09:44
Potremmo uscirne per nostra volontà, ma anche perché non più in grado di far fronte agli impegni con l’Europa. Potremmo uscirne per referendum popolare, ma anche per decisione governativa. Ma, comunque fosse, sarebbe meglio uscirne. Certo, non è l’euro la causa di tutti i nostri mali, ma riprendere la sovranità monetaria, la possibilità cioè di svalutare la moneta secondo le necessità della nostra economia, permetterebbe risposte più adeguate alla crisi economica. Intervista a Mario Giordano, autore del libro “Non vale una lira”.

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Sta crescendo il sentimento antieuro. Non crede di nobilitare la propaganda di chi cavalca l'insoddisfazione per le difficoltà di questo periodo?

No. Non credo di nobilitare nessuno e di non dover rilasciare patenti a nessuno. Mi sono interessato a questo argomento ancora prima dell'entrata in vigore della moneta comunitaria. Già allora ero titubante sulla necessità che l'Italia corresse per entrare nella moneta unica a qualunque condizione. Mi esprimevo così: "L'Unione fa la truffa". I problemi strutturali di questo paese in ogni caso non si risolvono uscendo dall'euro, ma il problema è che l'euro non ce li ha risolti. L'euro è una scialuppa su cui siamo saliti per salvare il paese, ma questa scialuppa ha una falla, e noi non abbiamo la forza economica necessaria per contenerla.

Proviamo ad immaginare che da domani si torni alla lira con un cambio iniziale di  una lira un euro. Dopo pochi giorni mentre tutti si aspettano una forte svalutazione, la nuova moneta viene sostenuta sui mercati da chi vuole il nostro default per acquistare le poche aziende italiane rimaste per quattro soldi. Allora si che ci troveremmo veramente nei guai.

Ma avremmo la sovranità sulla nostra moneta e potremmo svalutarla, controllarla e portarla ad un livello adeguato alla nostra economia, e non cucito sul modello tedesco. I tedeschi sono  gli unici beneficiari di questa difficoltà della moneta continentale. Molti confondono l'uscita dall'euro con l'uscita dall'Europa forse è meglio  chiarire. Questa cosa dell'euro è partita male, ci hanno spiegato che se non fossimo entrati nella moneta unica per noi sarebbe stata la morte sociale. Poverini coloro che ne sarebbero rimasti fuori. In realtà dal 2002 il reddito italiano ha perso il 7% in termini di potere d'acquisto, mentre gli inglesi che sono fuori dall'euro il loro potere è cresciuto del 7%, il reddito di ogni svedese è aumentato del 16%. Non nego che la crisi ci sia stata anche per loro, ma il vantaggio che hanno le loro economie è quella di avere il controllo della moneta. Sta diventando un pensiero comune, e la Francia di queste settimane lo ha dimostrato, per salvare l'Europa bisogna distruggere l'euro.

Quali sono i passi necessari per uscire dall'euro?

Sono diverse le ipotesi, per alcuni si dovrebbe passare attraverso un referendum, per altri dovrebbe essere una decisione presa dal governo senza passare dal referendum, visto che non è stato fatto quando siamo entrati nella moneta unica. Il problema dell'uscita si pone principalmente per via burocratica, visto che nel trattato che sancisce l'unione non vi è inserita una clausola che ne preveda l'uscita. Questo è un sistema antidemocratico, plausibile solo nella vecchia Unione Sovietica. Il meccanismo per il cambio vero e proprio è quasi banale, i cittadini non tengono grandi somme in tasca, quindi il lavoro è quasi tutto assegnato alle banche. E poi, cosa più importante è che l'euro non sarà per gli italiani una moneta che andrà a morire, sarà solo una moneta straniera, con un suo cambio, come il dollaro lo yen ecc...

Lei come cittadino, al di là di auspicarlo, crede che l'uscita dell'Italia dall'euro avverrà in un prossimo futuro?

Sono convinto che ci siamo andati vicini diverse volte. La possibilità che accada è reale, il nostro paese non regge più questo regime di austerità, quindi è possibile che accada indipendentemente dal nostro volere, se arriviamo ad un punto in cui non siamo più in grado di far fronte agli impegni presi con l'Europa. Aggiungo che anche in quel caso non dovremmo drammatizzare, perché potrebbe essere la nostra rinascita non il disastro.

Prima di congedarla mi deve togliere una curiosità. Visto quanto ci costa rimanere agganciati all'Europa, siamo riusciti a metterci d'accordo con gli altri paesi comunitari per stabilire quando l'acqua è calda e quanto devono essere lunghe le banane?

Per l'acqua calda abbiamo impiegato 22 pagine e 90 mila euro per commissionare uno studio che stabilisse che il serbatoio dell'acqua calda è quello che contiene l'acqua calda, e compilare la formula esatta dello sciacquone. Purtroppo, e questa è l'amara conclusione, il fallimento dell'euro trascinerà alla fine anche l'Europa così come l'avevano sognata i nostri padri e i nostri nonni, e soccomberà sotto il peso della burocrazia.

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Massimo De Muro
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