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Euro: meglio dentro o fuori dalla moneta unica?

Le posizioni degli euro scettici e di chi invece all’euro ci crede ancora. I rischi e le opportunità dell’uscita dalla moneta unica, e le necessarie riforme per restarci ma viverci meglio.

di Marco Delugan 27 mar 2014 - ore 10:28
Prevedere il futuro è difficile, ma anche interpretare il passato e il presente a volte lo è. Come, ad esempio, rispondere a questa domanda: davvero la crisi attuale è colpa della moneta unica?

CRISI: PERCHE' SAREBBE COLPA DELL'EURO - Secondo i così detti euro scettici, sì: la colpa è dei vincoli che l’Europa mette alle spese degli Stati membri, e della perdita di sovranità monetaria che impedisce di stampare moneta e usare così la politica monetaria come strumento di crescita economica.

Tutto vero, ma tra le cause non dovremmo considerare anche alcuni vizi antichi degli italiani, come l’evasione fiscale e la corruzione, oppure le difficoltà strutturali della nostra economia, come la dimensione e la specializzazione produttiva di molte imprese, o ancora l’efficacia e l’efficienza della spesa pubblica, solo per citarne alcune?

E poi, ancora, siamo davvero sicuri che senza l’euro staremmo meglio visto che negli anni ‘90 i tassi sui titoli di stato decennali erano superiori al 10% e adesso sono al 3%, e che quando c’era la lira è anche capitato che l’inflazione galoppasse a due cifre?

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Le questioni sono tante, alcune molto tecniche, e in un mondo complesso come il nostro è difficile mettere in fila con certezza cause ed effetti anche in campo economico e finanziario.

Ma, per tentare di chiarirci le idee, proviamo a sintetizzare le due diverse posizioni.

PERCHE' L'EURO E' UN PROBLEMA - Per entrambe le posizioni le politiche di austerità rendono più difficile il rilancio dell’economia dei paesi in difficoltà e la loro uscita della crisi.

PERCHE' USCIRE DALL'EURO - Per gli euro scettici uscire dall’euro permetterebbe all’Italia di liberarsi dai vincoli del Fiscal Compact sulla spesa e riottenere la piena sovranità monetaria. Permetterebbe quindi di:

1) riprendere il controllo sulla spesa pubblica
2) riprendere il controllo sulla stampa di moneta
3) attuare politiche di svalutazione della moneta che potrebbero stimolare le esportazioni
4) grazie ai tre punti precedenti realizzare politiche espansive che potrebbero spingere la nostra economia sulla via della ripresa.

PERCHE' NON USCIRE DALL'EURO - Per chi sostiene la permanenza dell’Italia nella moneta unica, tornare alla lira porterebbe ad un impoverimento generalizzato sia per via finanziaria che per via strettamente economica, in questo modo:

1) la lira sarebbe una moneta molto più debole dell’euro sui mercati finanziari
2) per questo l’Italia si ritroverebbe dover pagare interessi sul debito pubblico molto più alti degli attuali.
3) una lira svalutata potrebbe far aumentare i prezzi delle importazioni (molte materie prime tra cui gas e petrolio) generando inflazione.

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soldiLa posizione di chi non vuole uscire dall’euro è però più complessa del semplice desiderio di lasciare le cose come sono. Per come funziona adesso, infatti, l’eurozona non piace nemmeno a molti europeisti nostrani che prospettano una profonda riforma del sistema che preveda:

1) una vera unione bancaria;
2) l’introduzione degli eurobond come base per una forma di assicurazione dei debiti pubblici degli stati membri;
3) la revisione del Fiscal Compact per rendere possibili politiche industriali espansive,
4) una banca centrale che non solo controlli l’inflazione ma che agisca per stimolare l’economia
5) la fine delle politiche di austerità e l’avvio di politiche di investimento sulle persone, la tecnologia e le infrastrutture.

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COME USCIRE DELL'EURO: LE IPOTESI DEGLI EUROSCETTICI - Altro punto importante è come uscire dall’euro. Secondo gli euro scettici le strade sono due.

La prima ipotesi è il referendum. Il vantaggio di un referendum sarebbe la legittimazione popolare diretta di qualunque delle due scelte verrebbe fatta. E una legittimazione di questo tipo renderebbe più forte l’azione politica del governo su temi di politica economica e finanziaria. Ma la legislazione italiana non permette l’uso del referendum per cambiare i trattati internazionali. E, oltre a questo, nel tempo necessario a proporlo e a realizzarlo, il referendum, è del tutto possibile che vengano preparate e messe in atto cospicue fughe di capitali in tutti i modi possibili e immaginabili vista la possibilità di ritrovarsi, dopo l’uscita dall’euro, con una moneta più debole dell’euro stesso.

Altra ipotesi è la scelta di governo e parlamento. Una scelta da prendere di nascosto e all’improvviso, per evitare le fughe di capitali appena ricordate e di concerto con il blocco dei conti correnti e il velocissimo il cambio delle banconote, un euro contro una lira; il blocco delle fughe di capitali con: blocco acquisto titoli in valuta estera, blocco bonifici conti stranieri; divieto aziende straniere con sede in Italia di trasferire all’estero i profitti. Ma forse l’idea di un governo e di un parlamento che tramano di nascosto e di nascosto fanno ripartire la stampa di lire da immettere all’improvviso nel sistema per sostituire gli euro fa un po’ sorridere al solo immaginarla. Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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