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Obbligazioni strutturate collocate da Poste Italiane

Una valida alternativa ai Bot per investire sul medio periodo. Le caratteristiche principali

di Andrea Di Turi 23 set 2009 - ore 09:54
Per chi intende investire in modo ragionevolmente tranquillo sul mercato obbligazionario, e sta maturando la decisione di allontanarsi dai Bot, visti i loro rendimenti ora sostanzialmente azzerati, potrebbe risultare interessante l’alternativa costituita dalle obbligazioni strutturate collocate da Poste Italiane.

Cosa sono le obbligazioni strutturate
Le obbligazioni strutturate sono un tipo particolare di obbligazioni. Sono più complesse in quanto incorporano una componente derivata, che va ad aggiungersi alla componente obbligazionaria tradizionale (la cedola o saggio d’interesse prestabilito), da cui il nome “strutturate”, e che rende il grado di rischio ad esse associato superiore.

La componente derivata collega il rendimento complessivo di questi titoli all’andamento di uno o più “sottostanti”, cioè di altri parametri o strumenti finanziari quali ad esempio indici azionari o panieri di indici (caso piuttosto frequente), tassi di mercato, azioni o panieri di azioni, fondi, valute. Il collegamento è solitamente il seguente: se il sottostante raggiunge o supera, in un periodo di tempo predeterminato, un dato livello di rendimento, allora anche l’obbligazione strutturata offrirà un rendimento aggiuntivo, anch’esso prefissato. Il fatto che il sottostante superi quel dato livello di rendimento è definito “evento”.

Della natura e delle caratteristiche delle obbligazioni strutturate si parla sui siti di Patti Chiari, Assogestioni e Mediobanca.

Caratteristiche delle obbligazioni strutturate collocate da Poste Italiane
Le obbligazioni strutturate che Poste Italiane colloca in esclusiva sono emesse da primari istituti finanziari italiani e stranieri. Fra le ultime obbligazioni collocate, ad esempio, figurano quelle emesse da Credit Suisse, Banca IMI, Mediobanca, Deutsche Bank.

Hanno un orizzonte temporale di medio periodo, dai 3 ai 5-6 anni. Alla scadenza prevedono il rimborso dell’intero capitale investito (valore nominale). Il rendimento complessivo, invece, è in parte collegato, come detto, all’andamento del sottostante. Riconoscono generalmente un rendimento minimo, pagato periodicamente o a scadenza.

Sono regolarmente quotate sul mercato Mot (Mercato telematico delle Obbligazioni e dei Titoli di Stato) e quindi negoziabili prima della scadenza. Il valore della loro quotazione è verificabile sul sito di Borsa Italiana (sezione Quotazioni>Obbligazioni , ricercabili in base al codice ISIN).

Il lotto minimo si aggira solitamente intorno ai 1.000 euro. L’aliquota fiscale applicata è del 12,5% sugli interessi e sulle plusvalenze conseguite. Prevedono una commissione di collocamento e, in caso di negoziazione sul mercato prima della scadenza, una commissione di raccolta ordini (0,35% sul controvalore di negoziazione).

Rischio…

Come si può verificare sulle schede prodotto di ogni obbligazione, i rischi collegati a questa tipologia d’investimento sono riconducibili a tre categorie:

1) Rischio Emittente: è comune a tutti i titoli obbligazionari e rappresenta il rischio che l’emittente, a scadenza, non possa rimborsare il prestito. Per valutare questo rischio, è opportuno verificare il rating assegnato all’emittente.

2) Rischio Prezzo: è il rischio di variazione del valore di mercato del titolo prima della sua scadenza naturale, determinato dalle oscillazioni dei mercati.

3) Rischio Liquidità: è il rischio connesso alla difficoltà di vendere le obbligazioni sul mercato, prima della scadenza, a un prezzo equo.

Per mitigare il rischio di liquidità e anche il rischio di prezzo, esistono accordi tra Poste Italiane, emittenti e “price maker” (i soggetti che sostengono la liquidità delle obbligazioni), fra cui la fissazione di prezzi predeterminati di riacquisto delle obbligazioni.

La rischiosità complessiva di ogni titolo, che riassume queste tre categorie di rischio, è espressa dall’Indicatore Sintetico di Rischio (ISR), su una scala da 1 (rischio minore) a 5 (maggiore).

Che il rischio connesso alle obbligazioni strutturate vada ben ponderato dall’investitore si desume dalla definizione del target di clientela riportata sulle loro schede prodotto: persone con buona conoscenza ed esperienza di prodotti finanziari e che ritengono di non dover disinvestire prima della scadenza del titolo. Alcune avvertenze sull’uso di questi titoli sono indicate sul sito di Aduc.

…e rendimento

Quanto rendono? La risposta è: dipende. Dalla cedola dell’obbligazione, naturalmente, dal suo sottostante e soprattutto dalla probabilità che l’evento si verifichi. In caso di compravendita sul mercato, anche dal prezzo di acquisto/vendita.

L’obbligazione strutturata prevede generalmente il pagamento di:

A)
Interessi annuali fissi (di solito espressi in termini di valore nominale complessivo lordo alla scadenza del titolo).

B)
Interessi aggiuntivi eventuali (cedola premio finale, oppure cedole annuali aggiuntive) il cui ammontare dipende dal verificarsi dell’evento.

Riguardo ai rendimenti, sulle schede prodotto è possibile verificare le “ipotesi di scenario”, con le relative probabilità di accadimento statisticamente determinate, che indicano a quanto può ammontare il rendimento nel caso di scenario favorevole (l’evento si verifica) o sfavorevole (l’evento non si verifica).

Andrea Di Turi
a.dituri@libero.it
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