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Vivere di rendita: calcola come farlo

Vivere di rendita e potersi dedicare alle cose che più ci piacciono è probabilmente il mestiere più desiderato del mondo. E non è solo questione di godersi la vita, ma di significato, di senso che vogliamo dare alle nostre azioni, anche quelle economiche e finanziarie. Insomma, perché faticare così tanto nel frullatore della vita lavorativa quando si potrebbe starne fuori e stare meglio?

Ma vivere di rendita è anche uno dei modi di stare al mondo più condannati degli ultimi secoli. La critica più dura è probabilmente quella emersa a fine 700. Veniva soprattutto dalla borghesia capitalista che voleva in questo modo giustificare l’impiego produttivo del capitale e condannare quello improduttivo. Ma le cose cambiano, e la furia produttivista non sembra più giustificabile sul piano del progresso sociale. E della qualità della vita individuale.

Molti movimenti culturali degli ultimi decenni ruotano intorno a questioni di questo tipo, e cioè di quanto sia utile e sensato continuare a puntare quasi tutte le nostre carte sul lavoro e sulla crescita economica: movimenti come quello della decrescita felice, del downshifting e della semplicità volontaria, e le critiche alle misure più diffuse della ricchezza e del benessere come il prodotto interno lordo.

Pensieri non certo di questi ultimi anni, perché gli umani si interrogano da sempre sull’importanza della ricchezza materiale in rapporto alle altre ricchezze che possono rendere degna la vita umana di essere vissuta. Ma, per non andare troppo indietro, una delle ultime onde di questi tipo arriva dagli anni ’60, come testimonia questo discorso di Robert Kennedy del 1968.

Ok, roba d’altri tempi, va bene.

Ma qualsiasi siano le motivazioni e i punti di partenza per tentare una via di questo tipo, il risultato dipenderà anche da una buona programmazione finanziaria. Ed è per questo aspetto che ne trattiamo su questo sito.

Nota importante: il vivere di rendita di cui parliamo in questo articolo e in quelli ad esso collegati non è solo quello che si possono permettere i super ricchi, ma anche quello raggiungibile, certamente non da tutti, anche da chi ne ha da parte non tantissimi, ma comunque molti.

E’ POSSIBILE VIVERE DI RENDITA?

Certamente sì, per chi ha molti soldi. Ma non è necessario essere Paperon de Paperoni per poterlo fare. Ritirarsi dal lavoro, o anche solo lavorare di meno, è probabilmente una cosa accessibile a molte più persone di quanto si possa pensare. Bisogna averne, senza dubbio, e non pochi. Ma quello che davvero conta, superata una cera soglia di capitale, è saper modulare lo stile di vita, l’investimento dei propri risparmi e trovare, nel caso, qualche forma di integrazione del reddito. Come un lavoro part time o una pensione anticipata.

QUANTO PATRIMONIO CI VUOLE?

E’ la prima domanda, di solito. E di solito la prima risposta è: con un certo rendimento del capitale, con questo livello di reddito desiderato, allora ci vuole questo. Ma un approccio così molto spesso restringe la platea dei possibili candidati al vivere di rendita a chi ne ha davvero tanti, e preclude la strada a molti altri che potrebbero invece arrivarci con un approccio più complesso.

Ad esempio, ampliando la questione e facendosi più domande come queste:

  • che stile di vita desidero?
  • quanto del mio patrimonio voglio lasciare in eredità?
  • per quanto tempo penso di poter vivere di rendita?
  • che rendimento mi aspetto dal mio portafoglio?
  • posso integrare la rendita con altri redditi, e quanto?

Perché si potrebbe decidere di vivere di rendita ma integrando la rendita in senso stretto con altre entrate che non richiedano un lavoro a tempo pieno, decidere di consumare parte del proprio capitale, di vivere senza troppi lussi e risparmiando dove possibile. Insomma, a prenderla un po’ più complessa la cosa può diventare più fattibile. Strano vero? Ma una buona programmazione finanziaria può fare anche questo.

Ci sono due tipi principali di rendita: quella finanziaria e quella immobiliare. E poi, la pensione.

VIVERE DI RENDITA FINANZIARIA

La rendita finanziaria deriva dall’investimento in strumenti finanziari, in primo luogo azioni e obbligazioni. In questo ambito l’obiettivo principale per chi vuol vivere di rendita è avere un’entrata costante in termini reali. Per questo vanno bene i titoli obbligazionari indicizzati all’inflazione. Se ne trovano di italiane, ma anche in altri importanti paesi europei come Francia, Germania e Gran Bretagna. Diversificare in base all’emittente ma sempre su titoli denominati in euro può essere una buona soluzione. Ma si possono anche usare altri strumenti finanziari, componendoli in maniera strategica come potete leggere nell’articolo linkato qui sotto.

VIVERE DI RENDITA IMMOBILIARE

Altra importante fonte di reddito è l’investimento immobiliare. Un altro mondo di possibilità e rischi, dove si possono seguire approcci diversi e utilizzare diversi strumenti. Già la scelta se investire direttamente in un immobile o acquistare quote di fondi immobiliari apre a strade completamente diverse.

CALCOLA COME VIVERE DI RENDITA

Alla fine, la cosa migliore da fare è raccogliere tutte le risposte che avete dato alle domande di cui sopra, e fare i vostri calcoli. Per aiutarvi in questa impresa – che non è affatto piccola, anche solo nella definizione del piano di azione – abbiamo preparato un foglio di calcolo.

Il FOGLIO EXCEL CHE POTETE SCARICARE A QUESTO LINK permette di calcolare due cose importanti: quanto capitale si riesce a mettere da parte accantonando una cifra costante ogni anno, per un certo numero di anni, dati il tasso di interesse che si pensa di poter ottenere e l’inflazione; poi, per quanti anni si potrà vivere di rendita dato quel capitale, dato l’ammontare che si vuole prelevare ogni anno, dato il tasso di interesse ottenibile dal capitale che rimane investito e il tasso di inflazione.

ATTENZIONE: capitale accumulato e rendita annuale prelevabile sono espressi in termini di potere d’acquisto reale al momento in cui si termina l’accumulazione e si inizia a vivere di rendita. Che, per semplicità, consideriamo contemporanei.

Per ottenere queste cose è sufficiente riempire le caselle in colonna B, quelle gialle.

Dovrete inserire:

  • il tasso di interesse annuo previsto per la forma di accantonamento/investimento che avete scelto;
  • il tasso di inflazione previsto;
  • l’età in cui iniziate ad accantonare;
  • l’età in cui terminerete di accantonare.

I risultati li trovate in colonna F:

il potere d’acquisto (capitale depurato dell’inflazione) accumulato alla fine del periodo di accantonamento quanto durerà il capitale dati tassi di interesse sul capitale investito, tasso di inflazione, e rendita “reale” prelevata dal capitale accumulato.

>> COME VIVERE DI RENDITA SCARICANDO IL FILE IN EXCEL <<

Si ringrazia per la collaborazione Lucio Sgarabotto (www.lsadvisor.it)

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