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Assegno bancario: cos’è, come si compila e come si riscuote

L'assegno bancario è uno strumento di pagamento con cui un soggetto ordina a un istituto bancario il pagamento di una somma di denaro. Ecco come si compila, a cosa deve fare attenzione il beneficiario, come girarlo, che differenza c'è tra assegno su piazza e fuori piazza, come si riscuote e tutto quello da sapere sull'assegno

 

COME COMPILARE UN ASSEGNO BANCARIO

Perché un assegno bancario possa essere riscosso, e cioè pagato dalla banca dove ha il conto chi lo emette, deve essere compilato correttamente nei campi data, luogo di emissione, importo e beneficiario. E deve essere firmato da chi emette l’assegno. Se anche sono una delle voci non viene compilata, la banca si può rifiutare di pagare l’assegno.

 

Ma ci sono altri vincoli da rispettare. La legge ha infatti imposto dei limiti agli importi pagabili tramite assegno. Limiti che, nelle intenzioni del legislatore, servono a combattere il riciclaggio del denaro sporco.

 

Per gli importi superiori a 1.000 (mille) euro è obbligatoria la dicitura “non trasferibile”. E così gli assegni al portatore – e cioè trasferibili – possono essere emessi solo per importi inferiori ai 1.000 (mille) euro.

 

COMPILARE UN ASSEGNO PUNTO PER PUNTO

Di seguito i componenti essenziali per la compilazione di un assegno bancario:

  • DATA - La data deve essere quella del giorno in cui si riceve l’assegno, e comprendere giorno, mese e anno. E’ importante che sia così perché dalla data di emissione comincia a decorrere il termine utile per l’incasso dell’assegno, e la data di emissione sarà quella utilizzata dalla banca per registrare l’operazione sui due conti correnti.
    ATTENZIONE: assegni post datati possono indicare che l’emittente non ha sul conto i soldi per pagare l’assegno. La post datazione non consentita dalla legge.

  • IMPORTO - L’importo va indicato due volte, una volta in cifre e una volta in lettere. Qualora ci fossero dubbi legati alla scrittura poco leggibile o alla presenza di importi diversi, vale quanto riportato in lettere. Vanno indicate anche due cifre decimali: dopo la virgola, per l’importo in cifre; dopo una barra (/), quando scritto in lettere, ma in forma numerica. E’ inoltre consigliabile far seguire all’importo, che sia in cifre o in lettere, il simbolo # in modo da non rendere possibile la modifica della cifra indicata. Per importi superiori ai 1.000 (mille) euro l’assegno deve essere non trasferibile, solo per importi inferiori a questa soglia può essere al portatore. Se questa regola non viene rispettata, sono previste sanzioni amministrative pecuniarie proporzionali all’importo dell’assegno, per chi lo ha emesso.
    ATTENZIONE: E’ sempre meglio scrivere i decimali, anche fossero 00, e mettere il cancelletto: in questo modo non si rischia che l’importo possa essere alterato.

  • BENEFICIARIO - L’indicazione precisa del beneficiario dice alla banca a chi deve pagare l’assegno. La clausola non trasferibile vincola il pagamento alla persona indicata nell’assegno. Nel caso dell’assegno trasferibile è invece possibile girare l’assegno ad altri, firmando sul retro dell’assegno.

  • FIRMA - La firma ha la funzione di ordine alla banca di effettuare il pagamento della cifra indicata sull’assegno al beneficiario. Perché il pagamento venga effettuata, la firma deve essere la stessa depositata presso la banca.

 

Di seguito un fac simile di assegno. Posiziona il mouse sulla i per ottenere maggiori informazioni sul campo:

 

Assegno bancario: cos’è, come si compila e come si riscuote
  • Luogo di emissione dell'assegno
  • Data di emissione
  • Importo in cifre
  • E’ consigliabile far seguire all’importo, che sia in cifre o in lettere, il simbolo # in modo da non rendere possibile la modifica della cifra indicata
  • Beneficiario
  • L’indicazione precisa del beneficiario dice alla banca a chi deve pagare l’assegno
  • Non trasferibile
  • La clausola non trasferibile vincola il pagamento alla persona indicata nell’assegno. Per importi superiori ai 1.000 (mille) euro l’assegno deve essere non trasferibile
  • L’importo in lettere
  • E’ consigliabile far seguire all’importo, che sia in cifre o in lettere, il simbolo # in modo da non rendere possibile la modifica della cifra indicata
  • Firma
  • Perché il pagamento venga effettuato, la firma deve essere la stessa depositata presso la banca
Assegno bancario: cos’è, come si compila e come si riscuote

 

A COSA DEVE FARE ATTENZIONE IL BENEFICIARIO

Da quanto abbiamo visto sopra, il beneficiario dell’assegno deve fare attenzione ad alcune cose importanti per non rischiare di vedersi rifiutare il pagamento dell’assegno da parte della banca.

 

L’assegno deve riportare la data di emissione – attenzione a che non sia anticipata o posticipata rispetto al giorno effettivo – il luogo di emissione, l’importo, il nome del beneficiario, la clausola non trasferibile se l’importo è superiore ai 1.000 (mille) euro, e la firma dell’emittente.

 

Chi riceve l’assegno – beneficiario o persona a cui viene girato – deve inoltre fare attenzione a che l’assegno non mostri abrasioni, che potrebbero testimoniare di tentativi di alterare i dati segnati dall’emittente. L’assegno non deve mancare di un angolo: una volta che l’assegno viene incassato la banca taglia un angolo per evitare che venga riutilizzato.

 

GLI ASSEGNI AL PORTATORE

I blocchetti di assegni al portatore – quelli senza la clausola “non trasferibile” – possono essere richiesti alla banca e costano 1,5 euro ad assegno come importa di bollo. Gli assegni al portatore possono essere utilizzati per importi inferiori ai 1.000 (mille) euro, e possono essere girati ad altri.

 

COME GIRARE UN ASSEGNO BANCARIO

Se l’assegno non riporta la dicitura “non trasferibile”, il beneficiario originale può “girare” l’assegno ad altri, apponendo la sua firma nello spazio apposito posto sul retro dell’assegno. Questa operazione consente il pagamento dell’assegno alla persona a cui è stato girato. Se l’assegno riporta la dicitura “non trasferibile” non può essere girato.

 

ASSEGNO SU PIAZZA E ASSEGNO FUORI PIAZZA

Si dice assegno su piazza quando il comune di emissione e quello di pagamento coincidono. Si dice assegno fuori piazza quando il comune di emissione e comune di pagamento non coincidono.

 

COME RISCUOTERE UN ASSEGNO

Per incassare l’assegno, bisogna presentarlo alla banca di cui l’emittente è cliente entro un limite di tempo dalla data di emissione. Il limite previsto per la riscossione degli assegni è di otto giorni per un assegno su piazza e di 15 giorni per un assegno fuori piazza.

 

Una volta in banca, sotto certe condizioni l’assegno è pagabile a vista: basta presentarlo alla banca per ricevere il denaro.

 

QUANDO UN ASSEGNO BANCARIO ARRIVA A SCADENZA

Una volta scaduto il termine entro il quale l’assegno può essere pagato – 8 giorni per l’assegno su piazza e 15 giorni per quello fuori piazza – chi lo ha emesso può ordinare alla banca di non pagarlo più. E’ possibile, ma non accade necessariamente. Ma è importante sapere che una volta scaduto il termine alcune misure poste a protezione del beneficiario non sono più possibili come, ad esempio, il protesto.

 

QUANDO UN ASSEGNO NON VIENE PAGATO

Oltre ai casi di compilazione errata o mancante, e a quelli in cui l’assegno può essere in qualche modo danneggiato, l’assegno certamente non viene pagato sono quando viene emesso senza autorizzazione o è privo di provvista.

 

Un assegno è senza autorizzazione quando non esiste più, o non è mai esistito, il rapporto con la banca che permette l’emissione dello stesso. E cioè, quando:

  • il conto è chiuso
  • il conto è aperto ma senza convenzione assegni
  • l’assegno è stato revocato prima dell’emissione
  • la banca ha revocato l’autorizzazione all’emissione
  • l’assegno è stato emesso su un conto intestato a una persona diversa dall’emittente

Nel caso di emissione di assegno senza autorizzazione l'illecito si realizza nel momento della sua emissione e non è in alcun modo sanabile.

 

L’assegno è senza provvista quando, se presentato in tempo utile, sul conto dell’emittente non ci sono i soldi sufficienti a pagarlo, e cioè sia “scoperto” in tutto o in parte. Emettere un assegno privo di provvista è illecito amministrativo punito con sanzioni in denaro e con la “revoca di sistema”. Sanzioni che possono essere evitate con il così detto pagamento tardivo. Se le sanzioni amministrative non vengono pagate, può arrivare anche la reclusione.

 

Altra conseguenza possibile all’emissione di un assegno scoperto, è il protesto. Il protesto è un atto pubblico che accerta il mancato pagamento e lo rende pubblico con conseguente danno alla reputazione finanziaria di chi ha emesso l’assegno.

 

In caso di particolare gravità – che sia per l’importo dell’assegno o per la ripetizione del fatto – il Prefetto può infliggere sanzioni ancora più pesanti, come il divieto di emettere assegni anche per più di due anni, o l’interdizione all’esercizio di attività professionale o imprenditoriale e altro ancora.

 

COS’E’ LA REVOCA DI SISTEMA

L’emissione di assegni senza autorizzazione e senza provvista permette alla banca di non pagare l’assegno una volta che le sia stato presentato, e la obbliga a segnalare l’emittente alla Centrale di Allarme Interbancaria (CAI).

 

L’iscrizione dell’emittente alla CAI provoca automaticamente la revoca di sistema, e cioè l’impossibilità di emettere assegni per sei mesi: divieto di richiederne di nuovi e obbligo a restituire quelli non ancora utilizzati.

 

COS’E’ IL PAGAMENTO TARDIVO

Nel caso di emissione di un assegno scoperto, il pagamento tardivo permette all’emittente di evitare le sanzioni amministrative e la revoca di sistema.

 

Il pagamento tardivo deve avvenire entro 60 giorni dalla scadenza del termine utile per la presentazione dell’assegno alla banca. Va pagato l’intero importo più il 10% dello stesso come penale, più gli interesse legali per il periodo dal giorno di presentazione dell’assegno alla banca alla data del pagamento tardivo.

 

COS’E’ IL PROTESTO

Il protesto è un atto pubblico con cui un notaio o un ufficiale giudiziario accerta il mancato pagamento di un assegno presentato alla banca entro il tempo utile (8 giorni dalla data di emissione per gli assegni su piazza e 15 per gli assegni fuori piazza).

 

E’ importante perché permette al beneficiario di agire per via giudiziaria per ottenere il pagamento di quanto gli è dovuto.

 

Il protesto verrà poi registrato nel Registro informatico dei protesti presso la Camera di Commercio competente.

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