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Energia, i punti chiave della strategia del Governo Monti

Durante il convegno di Italiadecide, il ministro Passera ha spiegato le priorità del Governo, che è al lavoro per definire la strategia energetica del Paese. Per non limitarsi agli incentivi.

di Francesco Tempesta 14 mar 2012 - ore 16:30
Venerdì scorso, in occasione della presentazione del rapporto “Il Governo dell’energia per lo sviluppo del Paese” realizzato da Italiadecide (Associazione per la qualità delle politiche pubbliche), il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha illustrato i punti chiave della strategia energetica nazionale, attualmente allo studio del Governo. Nel suo intervento, il ministro ha parlato di efficienza energetica, sviluppo delle energie rinnovabili, rilancio della produzione degli idrocarburi e hub del gas europeo.

Il ministro Passera ha evidenziato la necessità di definire un “programma nazionale ampio e articolato”, che non si limiti ai soli incentivi, come la detrazione d’imposta del 55%, ma che vada oltre, sviluppando una vera e propria leadership industriale nel mercato dell’energia.

Altro punto toccato dal ministro è la produzione di energia da fonti rinnovabili. I costi per gli eco-bonus previsti per chi investe nella cosiddetta green economy crescono ogni mese di circa 200 milioni all’anno. Secondo Passera, gli incentivi alle energie alternative sono piuttosto generosi e per questo è necessario introdurre “adeguati meccanismi di contenimento dei volumi”, che possano ridurre i costi supportati dal Paese. Attualmente il sistema d’incentivazione pesa sulla bolletta di luce e gas di imprese e famiglie italiane per nove miliardi all’anno. Passera ha, quindi, annunciato l’intenzione del Governo di procedere con “tre decreti per ridefinire il modello di sviluppo” nel campo delle rinnovabili.       

Nel settore energetico, un’altra priorità emersa a margine dell’intervento di Passera riguarda il rilancio della produzione nazionale di idrocarburi. Il ministro ha spiegato che il nostro Paese ha a disposizione ingenti riserve di gas e petrolio, che non vengono sufficientemente sfruttate: “Una parte di queste – ha detto Passera – è attivabile in tempi relativamente rapidi, consentendo di soddisfare potenzialmente circa il 20% dei consumi”. Il ministro si è detto convinto che il rilancio della produzione nazionale di idrocarburi possa “attivare 15 miliardi di euro di investimenti e 25.000 posti di lavoro stabili e addizionali”, riducendo le importazioni di oltre sei miliardi annui e aumentando il Pil di quasi mezzo punto percentuale. “Per fare tutto questo – ha spiegato Passera – dobbiamo adeguare agli standard internazionali la nostra normativa di autorizzazione e concessione, che oggi richiede passaggi autorizzativi lunghissimi ed è per molti aspetti molto più restrittiva di quanto previsto dalle normative europee”.

Infine, si è parlato di rigassificatori, gasdotti d’importazione e stoccaggi, che avranno un ruolo centrale nella strategia energetica nazionale. Per quanto riguarda i rigassificatori, “uno è quasi ultimato a Livorno, uno in fase di avvio lavoro a Porto Empedocle, mentre due sono stati appena autorizzati a Falconara e Gioia Tauro”. Secondo Passera, una grande opportunità risiede, inoltre, nello sviluppo di un hub del gas per il Sud Europa: ciò di cui il Paese ha bisogno non sono solo i rigassificatori, ma anche i gasdotti. Il ministro ha, infine, concluso, ricordando che gli stoccaggi in fase di costruzione sono tre, mentre quelli in corso di autorizzazione sono due”.

Dopo l’intervento del ministro Passera, è stato il turno di Italiadecide, l’Associazione per la qualità delle politiche pubbliche presieduta da Luciano Violante, che ha fornito alcuni suggerimenti al Governo. Secondo l’Associazione, la strategia energetica del Paese deve essere prerogativa di un unico ministero, che consenta di superare la parcellizzazione delle competenze e d’instaurare una maggiore sintonia tra la politica nazionale e quella regionale. Inoltre, andrebbe concentrata in capo all’Aeeg la disciplina e semplificazione del sistema regolatorio e autorizzativo, che è più che mai necessaria viste le carenze del settore. Fra le altre tante proposte provenienti da Italiadecide, c’è anche quella di distribuire meglio gli incentivi alla ricerca, indirizzandoli ai settori dell’industria più competitivi e definendo un piano a lungo termine per il sostegno all’innovazione tecnologica. 

Francesco Tempesta
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