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Cellulari smartphone e tablet mandano in pensione i “vecchi” media

Se smartphone e tablet registrano un aumento del +7%, non va altrettanto bene per i media tradizionali come tv, stampa e radio, che diminuiscono gli introiti pubblicitari del 5%.

di Francesco Tempesta 23 mar 2012 - ore 15:28
Pochi giorni fa è stata presenta a Milano l’ultima ricerca realizzata dall’Osservatorio New media & new internet della School of Management del Politecnico di Milano. Il dato più interessante riguarda lo strepitoso successo dei cosiddetti cellulari intelligenti e dei tablet, che sono diventati per antonomasia gli strumenti di comunicazione e informazione del nuovo millennio. Se, però, gli smartphone trionfano, non se la passano altrettanto bene i media tradizionali, che nel 2011 hanno registrato un calo di ben cinque punti percentuali.

Come conferma il report della School of Management del Politecnico di Milano, a trainare il mercato dell’informazione e della comunicazione ci sono smartphone, app, social network e connected tv. Il boom dei new media, che l’anno scorso hanno registrato un +7% (da 5 miliardi di euro a 5,3 miliardi) non è, però, risultato sufficiente per compensare il crollo dei media tradizionali (-5%, da 11,9 miliardi di euro a 11,4 miliardi). Complessivamente, la flessione del mercato generale dei media (considerando pubblicità e ricavi pay) fa perdere oltre 1,7 miliardi rispetto al picco del 2008.

Se si considerano i ricavi derivanti dalla vendita degli spazi pubblicitari, si scopre che cresce il peso delle connected Tv (+23%), le tv del futuro in grado di collegarsi a internet, rispetto alle tv tradizionali (-8%). Sono in discesa di oltre cinque punti percentuali anche la radio e la stampa cartacea (oltre -5%). Sul fronte dei ricavi pay, invece, crescono leggermente quelli delle televisioni (+2% per le new tv e +1% per gli introiti del canone Rai), mentre si riducono quelli della stampa (-4%).

È, però, sul web che si registrano le migliori performance: raddoppia, infatti, la pubblicità sui social network (sempre più popolari, visto che in Italia contano quasi 24 milioni di utenti) e crescono del 130% i ricavi generati dalle applicazioni mobili per tablet e smartphone. Non è da meno Youtube, il canale online dove chiunque può caricare i proprio video amatoriali, che nell’ultimo periodo è diventato sempre più popolare fra i navigatori italiani (vi accede il 73% per un totale di 20 milioni con una media di un’ora e 12 minuti al mese): qui, l’anno scorso, i ricavi legati alla vendita di box pubblicitari e banner sono saliti dell’80%. 

Anche se il computer continua ad essere la principale fonte di guadagno con oltre il 40%, la ricerca evidenzia che “in poco tempo le offerte di contenuti a pagamento su smartphone e tablet hanno raggiunto valori comparabili e sono destinate al sorpasso”. Questi nuovi device mobili possono rivoluzionare l’esperienza on line e stimolare un’ulteriore crescita del comparto. Come spiega Giovanni Toletti, responsabile dello studio, il successo degli smartphone e dei tablet deve far riflettere gli editori e diventare uno stimolo affinché le cosiddette media company introducano dei cambiamenti organizzativi, culturali e tecnologici, che siano in grado di soddisfare le nuove esigenze dell’utenza. 

Chi vuole essere al passo con in tempi può trovare molte informazioni utili sul mondo delle tariffe cellulari e internet sul portale di SuperMoney, l’unico in Italia accreditato da Agcom per la correttezza e la trasparenza dei servizi di confronto nel settore telefonia.

Francesco Tempesta
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