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Effetto IMU, cala il valore degli immobili

Secondo il Censis, la tassa sugli immobili reintrodotta dal Governo costringerà numerose famiglie a vendere le seconde case di loro proprietà. La nuova tassa contribuirà anche a ridurre la possibilità di aprire mutui.

di Francesco Tempesta 23 apr 2012 - ore 14:57
A causa dell’Imu, la nuova imposta sugli immobili che sostituisce la vecchia Ici, il prezzo delle case potrebbe diminuire del 20%, in alcuni casi con punte di oltre il 50%. A denunciarlo è il Censis, secondo cui “redditi fermi e risparmio in flessione potrebbero costringere le famiglie a mettere in vendita le seconde case”, che rappresentano solo il 5% dell’intero mercato immobiliare italiano. Secondo quanto prevede la manovra Salva Italia, l’aliquota base applicata alle seconde case sarà dello 0,76%.

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In occasione dell’Outlook sui consumi Censis Confcommercio, Giuseppe Roma, presidente Censis, ha affermato che oggigiorno le famiglie hanno maggiori difficoltà a risparmiare rispetto anche solo all’anno scorso. Molte di queste potrebbero, dunque, decidere di vendere le abitazioni e gli immobili non residenziali di loro proprietà “per far fronte a una pressione patrimoniale che in passato non c’è mai stata”.

Come illustrato da Roma, “la percentuale delle famiglie che segnala una flessione in atto nel prezzo degli immobili è salita dal 25,2% al 41,1%”. Le previsioni non sono certamente più rosee e indicano come principale conseguenza dell’Imu una diminuzione del valore degli immobili pari al 20%. Si tratterebbe di un’inversione di tendenza, considerando che, nonostante la crisi, il mercato immobiliare ha tenuto abbastanza bene, con una flessione dei prezzi intorno al 3%.

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Su questo punto la pensa diversamente Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari, secondo cui “i prezzi delle case sono piuttosto stabili” e non si aspettano i “vistosi cali nelle quotazioni” paventati da Roma. Le variazioni più significative dovrebbero verificarsi piuttosto nei centri storici e nelle zone marginali (come periferie, piccoli centri urbani o zone turistiche poco frequentate): nel primo caso, come conferma anche la Borsa immobiliare, si prevedono mercati in ripresa, mentre, invece, nel secondo caso “i prezzi sono molto bassi, ma non c’è domanda”.

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Breglia ha, inoltre, ribadito che l’Imu contribuirà a ridurre “la propensione all’investimento immobiliare, soprattutto dei ceti più deboli, già colpiti dalla pressione fiscale e dagli aumenti dei prezzi, a cominciare da quello dei carburanti”. Secondo l’analisi di Breglia, più che far aumentare la vendita di seconde case, l’Imu rappresenta “un freno all’acquisto da parte del mercato povero”: gli unici a comprare gli immobili saranno solamente quelli che hanno i soldi e non hanno bisogno di accendere un mutuo. Breglia ritiene infine che la tassa sugli immobili reintrodotta dal Governo Monti “ammazza la propensione a comprare per affittare, perché la legge non fa differenza tra zone turistiche e città”.

Francesco Tempesta
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