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Mediazione obbligatoria per Rc auto. Ecco come funziona

Prima d’intentare una causa contro una compagnia assicurativa, bisogna obbligatoriamente rivolgersi a un organismo di mediazione civile, cui spetta un primo tentativo di conciliazione fra le parti.

di Francesco Tempesta 26 mar 2012 - ore 15:20
Dal 21 marzo con il decreto legislativo n. 28 del 2010, in materia di mediazione civile e commerciale, la mediazione civile è diventata obbligatoria anche per le controversie in materia di assicurazione auto: questo vuol dire che d’ora in avanti, prima di ricorrere al giudice, ci si dovrà rivolgere al mediatore civile per un primo tentativo di conciliazione. Il decreto ha incontrato soprattutto l’opposizione degli avvocati, che ne hanno dichiarato l’anticostituzionalità, sostenendo che la mediazione debba configurarsi come un’alternativa a disposizione dei consumatori anziché come una disposizione obbligatoria “imposta dall’alto”. Al di là del dibattito che c’è e c’è stato nei giorni scorsi, cerchiamo di capire nel dettaglio come funziona la mediazione civile e come comportarsi per risolvere eventuali conflitti relativi all’assicurazione auto.

Prima del 19 marzo, in caso d’incidente, il guidatore chiedeva di essere risarcito direttamente alla compagnia assicurativa: se la somma non era ritenuta sufficiente a coprire i danni, si poteva far ricorso al giudice. Ora, però, a seguito dell’approvazione del decreto legislativo n. 28 del 2010, s’inserisce un ulteriore passaggio: prima d’intentare una causa di fronte a un giudice, bisogna rivolgersi obbligatoriamente a un organismo di mediazione riconosciuto dal ministero della Giustizia. Una volta accolta la domanda, che deve essere presentata accompagnata dalle ragioni per le quali si chiede l’arbitrato, la controversia viene affidata a un mediatore, ossia un arbitro (non un giudice o avvocato) iscritto ad un ordine professionale stabilito dal ministero.

Il mediatore invita i litiganti (automobilista e assicurazione) a incontrarsi entro 15 giorni dalla presentazione dell’istanza. Il rifiuto deve essere motivato e, nel caso in cui si rivelasse infondato, sarebbe punito con sanzioni certe. A questo punto, il mediatore deve convincere le parti a trovare un accordo ed eventualmente far loro una proposta di conciliazione (non vincolante) per chiudere la questione.

Le trattative fra le parti possono durare al massimo quattro mesi. In caso di accordo, l’intesa viene omologata da un giudice e diventa esecutiva. Se, invece, la mediazione si rivela fallimentare e le parti non riescono a raggiungere un’intesa, è possibile rivolgersi alla giustizia ordinaria. In questo caso, la sentenza corrisponde alla proposta e le spese del processo sono a carico di chi ha rifiutato di presentarsi di fronte al mediatore civile.

Per quanto riguarda i costi, le spese di avvio del procedimento sono pari a 40 euro. È poi previsto per ciascuna delle parti un esborso d’importo crescente, che va da un minimo di 65 euro per le controversie di valore fino 1.000 euro ad un massimo di 9.200 euro per quelle di valore superiore a cinque milioni di euro. 

Le discussioni sull’obbligo della mediazione civile non sembrano, però, essere finite qui
. Gli avvocati ritengono che il decreto legge violi i principi della Costituzione italiana, ma anche l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Nell’attesa di sapere come la Corte costituzionale si pronuncerà in merito alla vicenda oggetto di tanto dibattito, tutti gli automobilisti che desiderano risparmiare, oltre che sulle controversie, anche sulla polizza Rc auto, possono far riferimento al servizio di confronto Rca di SoldiOnline e SuperMoney. Grazie al suo servizio di comparazione, è, infatti possibile confrontare le migliori offerte di assicurazioni internet, come Direct Line, Genertel, Quixa e tante altre.

Francesco Tempesta
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