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Possibili novità per i lavoratori precoci

Il cartello “Lavori in corso” per quel che riguarda il sistema previdenziale italiano non può ancora essere messo da parte, poiché (come d’altronde era largamente prevedibile) la riforma pensionistica attuata dal nuovo Esecutivo capeggiato da Mario Monti non è stata sufficiente per dissipare ogni dubbio e archiviare il capitolo pensioni dalla lista dei settori da sistemare.

Il provvedimento nato con il nome altisonante di “Decreto Salva-Italia”, e poi enumerato come Decreto n. 201 del 6 dicembre 2011, è stato convertito nella Legge del 22 dicembre 2011, n. 214, e ha rivoluzionato, per l’ennesima volta negli ultimi mesi, il volto della previdenza nel nostro Paese. Nonostante i massicci interventi correttivi, la manovra ha lasciato in sospeso diverse questioni ed ha sollevato aspre polemiche per alcuni aspetti definiti da diverse categorie come fortemente iniqui e restrittivi; la necessità di ritocchi al testo nel corso del 2012 appare quantomeno opportuna e di sicuro non mancheranno alcune importanti sorprese che, si spera, possano magari risultare meno penalizzanti per tanti lavoratori.

Lo strumento normativo più atteso era sicuramente il Decreto Milleproroghe e proprio ieri, 18 gennaio 2012, è arrivata una proposta che potrebbe essere molto positiva per chi ha iniziato a lavorare in giovanissima età, vale a dire per i cosiddetti lavoratori precoci: un emendamento della Commissione Lavoro della Camera ha infatti posto l’attenzione sull’opportunità di eliminare la penalizzazione prevista per questi soggetti che, avendo iniziato a lavorare prima di aver compiuto 18 anni, arriveranno a maturare 42 anni o più di contributi versati e rischiano di andare in pensione subendo riduzioni percentuali anche abbastanza consistenti sul proprio assegno pensionistico. La Legge 214/2011, infatti, prevede che il ricorso alla pensione anticipata (nel 2012 servono 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne) comporta una riduzione dell’importo se l’età anagrafica del lavoratore è inferiore ai 62 anni: l’emendamento in questione eliminerebbe questa riduzione percentuale, a patto che però l’anzianità contributiva derivi da prestazione effettiva di lavoro e includa solo i periodi di astensione obbligatoria, come militare e maternità, e non ad esempio gli anni di laurea riscattati.

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2 Commenti

2 risposte a “Possibili novità per i lavoratori precoci”

  1. alessia dice:

    09 mar 2012 alle 22:03

    dopo che il milleproroghe è diventato legge
    esodata poste
    ultimo giorno di lavoro 31/12/2010
    nata il 20/09/1952
    contributi 34 anni 9 mesi 4 giorni
    domanda pensione vecchiaia presentata all’IPOST il 17/01/2011
    accordo unione industriali 10/01/2011
    Quando posso andare in pensione? ?
    Grazie per la risposta

  2. Roberto Torino dice:

    15 dic 2012 alle 07:53

    buongiorno
    se possibile vorrei sapere come si è evoluta
    la discussione dei lavoratori precoci
    nel mio caso ho iniziato la mia carriera lavorativa il 01/03/0974
    e al momento mi trovo a convivere con il 70% di invalidità civile in attesa di aggravamento
    premettendo che non miro ad avere soldi dallo stato per l’invalidità
    quando potrò vedere la mia pensione .questi ultimi anni stanno diventando un calvario per andare al lavoro
    lavoro dove se non hai almeno il 75% di invalidità non ti considerano, e io passo molte ore in piedi
    con una protesi d’anca e una protesi totale di ginocchio fatte
    e in attesa di fare la stessa cosa all’altra gamba
    se possibile avere una risposta
    saluti e grazie


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