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Assegni: cosa vuol dire su piazza, fuori piazza e non trasferibile

assegnoCi eravamo lasciati dicendo che bisogna fare attenzione al luogo di emissione dell’ assegno… ecco perchè:

La legge, con riguardo al luogo di emissione, prevede che un assegno si dica “su piazza” quando è pagato nello stesso comune in cui è stato emesso, “fuori piazza” se in un comune diverso da quello di emissione. La mancata presentazione all’incasso dell’assegno entro i termini stabiliti dalla legge (8 giorni se su piazza, 15 giorni se fuori piazza) fa perdere al portatore, qualora la banca non paghi, l’azione di regresso verso il traente, i giranti e i loro avallanti.

Quindi, anche se al giorno d’oggi la differenza tra “su piazza” e “fuori piazza” ha perso parte della sua giustificazione (gli assegni all’incasso vengono trattati spesso in via accentrata e telematica, e le compensazioni tra banche non hanno le stesse modalità di anni fa) è utile comunque conoscerne il senso.

Se ad esempio ricevo un assegno tratto su una banca di Bologna (sull’assegno è riportata la filiale) ed il luogo di emissione è Bologna, avrò 8 giorni di tempo per incassarlo e costringere chi lo ha emesso a pagarlo, pena il protesto.
Se sul luogo di emissione è riportato un altro comune, anche limitrofo, come “Casalecchio Di Reno”, allora avrò invece 15 giorni.

Questa differenza è importante: soprattutto se il debitore è un po’ “traballante”, è molto meglio mettere all’incasso l’assegno in tempo utile! Altrimenti, qualora la banca si trovasse a dover pagare un assegno oltre i termini di cui sopra, farebbe poca fatica a rimandarvelo indietro come “impagato e fuori termine per il protesto”…e sarebbe vostro onere correre dietro al vostro debitore.

La forza coercitiva del protesto, che creerebbe grossi problemi a chi ha emesso l’assegno, e, se il conto è affidato, anche alla banca di cui quest’ultimo è cliente, va tenuta in considerazione: l’assegno presentato entro i termini ha molte più probabilità di essere onorato.

Un altro concetto che può essere utile chiarire è che un assegno non trasferibile per definizione va incassato esclusivamente dal beneficiario. La clausola “per conoscenza e garanzia” è illegittima se utilizzata per pagare a soggetto diverso dal beneficiario un assegno non trasferibile.

LEGGI ANCHE: Come compilare un assegno

La clausola per conoscenza e garanzia posta sul retro dell’assegno, svolge la funzione di rendere riconoscibile il soggetto cartolarmente legittimato a ricevere il pagamento del titolo (il soggetto a cui è intestato sul fronte, se l’assegno è non trasferibile, oppure l’ultimo che ha apposto la girata, se è libero).

Tale clausola viene utilizzata in maniera scorretta quando l’operatore di sportello paga l’assegno all’identificatore (ovvero colui che appone la clausola) e non al beneficiario del titolo. Detto uso è fonte di responsabilità in capo alla Banca sia verso il beneficiario dell’assegno per non aver percepito le somme, sia per la violazione della clausola di non trasferibilità. Quindi non veniteci a chiedere favori e preghiere per cugini, amici, nipoti, fidanzate straniere, eccetera. La regola è questa e dobbiamo seguirla.

Non è ancora tutto… gli assegni sono un mondo vasto… mi toccherà intrattenervi nuovamente sull’argomento.
Alla prossima!

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1 Commento

Una risposta a “Assegni: cosa vuol dire su piazza, fuori piazza e non trasferibile”

  1. cira dice:

    10 dic 2010 alle 13:17

    Spero che qlc possa togliermi dei dubbi su un illecito di una banca!
    Ho ricevuto in pagamento un’assegno datato 30 ottobre e bancato il 2 novenbre(primo giorno utile),il 5 novembre è tornato indietro per mancanza fondi e la mia banca nella stessa data lo ha ripresentato in seconda istanza.
    L’assegno mi è tornato indietro non protestato con la causale fuori termine???????????????????????
    premetto che il luogo di emissione era napoli ed io ho versato a roma.
    Grazie in anticipo se qlc mi può aiutare anche perchè ho intenzione di citare anche il direttore della banca che a mio avviso ha voluto salvare il suo cliente con un abuso


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