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Cambio destinazione d’uso

Gent.mo geom. TERRACCIANO ho sentito parlare di Lei ed ho saputo che ha posto la sua pluriennale esperienza al servizio del cittadino, gratuitamente.

Mi permetta, innanzi tutto, complimentarmi  per la sua disponibilità,molto rara al giorno d’oggi.

Le espongo il mio problema: siamo 4 sorelle proprietarie di un appartamento di ca. 120mq, con grande giardino,garage e 2 posti auto,situato in un palazzo di 5 piani.

Gli ingressi sono 2, uno condominiale e l’altro privato,attraverso il giardino.

L’appartamento ci è stato chiesto in affitto per uno studio medico.

Le mie domande:

ho sentito parlare di cambio d’uso, qual è l’ufficio competente?

Ci sono condizioni particolari affinché la nostra richiesta venga accettata? i tempi di attesa sono lunghi?

un domani,potremo richiedere il cambio d’uso in abitazione?

se si dovessero eseguire dei lavori, è necessario chiedere l’autorizzazione al comune?

il condominio deve essere informato del cambio d’uso?

potrebbe opporsi?

La ringrazio tanto per la sua gentilezza anche a nome di mie sorelle.

Cordiali saluti

Gentile signora, buona sera, grazie per l’apprezzamento al mio impegno quotidiano.

La destinazione d’uso, da abitazione, categoria A/2 o A/3, va necessariamente cambiata in A/10, ovvero di pertinenza STUDI PROFESSIONALI, per questo deve rivolgersi ad un mio collega Geometra che svolga libera professione in loco.

I tempi non sono lunghi, anzi la pratica è abbastanza veloce, ma deve farla un tecnico iscritto all’Albo.

Un domani, può nuovamente mutare la destinazione d’uso, da categoria catastale A/10 a categoria A/2 o 3, a seconda di quella attualmente assegnata.

Il cambio di destinazione d’uso non richiede lavori di modifica, è suo interesse, come quello del medico, cambiare la destinazione d’uso, diversamente lo studio medico non potrebbe esercitare in una abitazione A/2 o A/3.

Al condominio poco interessa il cambio, al limite sarà preoccupato per il via vai di assistiti che dal medico si recheranno,  ma su questo è bene non focalizzare il problema, in quanto il problema non sussiste.

Non sussiste se non c’è una clausola restrittiva nel regolamento di condominio contrattuale, ipotesi molto improbabile, di solito le clausole riguardano gli studi medici per malattie infettive.

Il condominio potrà avanzare richiesta di un maggiore onere per l’uso dell’ascensore, ma in tal caso la richiesta deve essere fermamente respinta, perché solo il regolamento di condominio CONTRATTUALE potrebbe prevedere una ipotesi simile, diversamente NULLA, dicasi nulla è dovuto.

Cordialmente

Geom. Terracciano        

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