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Fondi pensione aggressivi? No, grazie!

Non sempre chi più rischia più guadagna. Cominciare presto e utilizzare più strumenti di risparmio le vere chiavi per garantirsi una buona pensione integrativa

di Marco Delugan 29 lug 2013 - ore 14:46
Della possibilità che molti italiani non abbiano nel prossimo futuro risorse sufficienti per garantirsi un buon tenore di vita nell’età della pensione abbiamo parlato con Antonio Bottillo, amministratore per l’Italia di Natixis Global Asset Management, colloquio riportato nell’articolo “Pensione integrativa? Servono fondi più aggressivi”.

La tesi di Bottillo era che per ovviare alle difficoltà di avere una buona integrazione alla pensione pubblica si debba, oltre che cominciare a mettere da parte denaro il prima possibile, affidarsi a fondi di investimento che attuino una strategia di investimento “aggressiva”, strategia che nel lungo periodo sarebbe destinata a dare risultati migliori rispetto a quelle più prudenti.

Abbiamo sottoposto questa tesi a due consulenti finanziari indipendenti e collaboratori di AbcRisparmio: Lucio Sgarabotto e Giacomo Saver.

Secondo Lucio Sgarabotto non è automatico che da una strategia più rischiosa seguano rendimenti maggiori. “Per aumentare la qualità del fondo - ci ha detto Sgarabotto - ci vogliono gestori più capaci e una maggiore attenzione alla gestione, non basta certo rischiare di più.”

E’ non è nemmeno necessario, secondo Sgarabotto, concentrarsi esclusivamente sui fondi pensione, perché qualsiasi strumento di risparmio può essere utilizzato per la pensione integrativa, in base ai propri obiettivi, alla propria propensione al rischio e all’efficienza degli strumenti stessi. Possono essere utilizzati titoli di Stato, acquistati immobili che diano un reddito da locazione, e altri ancora. Tra le forme di integrazione “classica”, quelle veramente convenienti sono quelle che permettono un risparmio fiscale.

Secondo Sgarabotto uno degli aspetti importanti di un progetto di risparmio per la pensione integrativa è la sua modulabilità: “chi vuol risparmiare per la pensione deve poterlo fare quando ne ha la possibilità e per quanto può versare, e questo è possibile utilizzando titoli di Stato, come gli zero coupon bond, con scadenza al momento della pensione.”

Anche Giacomo Saver non è d’accordo sul fatto che per integrare adeguatamente la pensione ci si debba assumere più rischi. “Non credo sia la soluzione migliore - ci ha detto Saver - perché i mercati azionari hanno avuto dei trend molto lunghi di crescita, sui 30/25 anni, che è l’orizzonte temporale tipico di chi fa un fondo pensione, però ci sono stati periodi abbastanza lunghi in cui questo non è successo.” Casi eclatanti a favore della tesi di Saver sono quello giapponese, in cui le quotazioni del 1989 non sono più state raggiunte; ma anche negli Stati Uniti, nei 15/20 anni della Grande Depressione il rendimento reale delle azioni è stato negativo.

La possibilità di capitare in uno di quei periodi esiste - vista anche la forte instabilità che i mercati finanziari hanno dimostrato - e capitarci per qualche cosa di importante come la pensione non sarebbe una gran fortuna. “Io credo che le cose da fare siano due - ha proseguito Saver - a livello normativo creare delle agevolazioni per un risparmio finalizzato. In Italia c’è la deduzione fiscale dei premi versati nei fondi pensione ma se uno vuole accumulare risparmio previdenziale usando altri strumenti non ha alcuna l’agevolazione. Dovrebbe venir fatta una distinzione non sullo strumento finanziario utilizzato per raggiungere l’obbiettivo ma sulla finalità: tutto ciò che è pensionistico dovrebbe essere messo sullo stesso piano e avere le stesse agevolazioni fiscali.”

Secondo elemento di una strategia per la pensione integrativa dovrebbe contemplare l’utilizzo di strumenti che proteggano contro il rischio dell’inflazione: “ad esempio i Btp indicizzati, i buoni postali indicizzati, perché mentre i mercati azionari vivono nell’incertezza e non danno nessuna garanzia di un rendimento positivo e superiore all’inflazione, e questa purtroppo ci sarà, questi strumenti proteggono da quest’ultima e garantiscono anche un guadagno in termini reali.”(LEGGI ANCHE: Previdenza integrativa: due strumenti per far da soli)

Ma come trovare i soldi, in un periodo come questo? Secondo Saver una possibilità è nel trasferimento di ricchezza tra generazioni. “Che siano i genitori o i nonni, ad esempio, anziché regalare l’I-Phone, piuttosto che accessori di vario tipo, è meglio mettere da parte su un libretto di risparmio o su un conto deposito del denaro che servirà poi al ragazzo per la pensione.”(LEGGI ANCHE: Crisi economica, passaggio generazionale e scelte di investimento degli italiani)

Importante, in questo senso, è iniziare subito, “perché il concetto è che tanti più anni si hanno davanti, tanto più la pensione sarà ricca.”
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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