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Come funziona l'APE, l'anticipo sulle pensioni

Le ultime novità sull'APE, l'anticipo pensionistico che permetterà di poter andare in pensione a 63 anni, 3 anni e 7 mesi prima del pensionamento per vecchiaia. Ecco quanto costerà al pensionato

di Mauro Introzzi 26 ott 2016 - ore 15:14

Il 2017 sarà l'anno dell'avvio del cosiddetto anticipo pensionistico, anche conosciuto con l’acronimo APE, che permetterà di poter andare in pensione a 63 anni, 3 anni e 7 mesi prima del pensionamento per vecchiaia.

 

APE: QUANDO PARTIRA’ E CHI INTERESSA

La sperimentazione del nuovo sistema, che dovrebbe essere esteso anche al settore pubblico, partirà dal primo maggio 2017 e dovrebbe durare fino a fine 2018.

Ci potranno accedere i lavoratori dipendenti e autonomi che nel 2017 compiranno - appunto - 63 anni (quindi nati fino al nel 1954) e che avranno versato almeno 20 anni di contribuzione. Secondo le stime del Governo la manovra interessa nei prossimi 3 anni almeno 350mila lavoratori.

La sua durata minima sarà pari a 6 mesi.

 

APE VOLONTARIA PER IL PART TIME

L'anticipo pensionistico potrà essere richiesto anche dai lavoratori che vogliono mantenere il proprio impiego oppure che vogliano trasformare il loro contratto in un part time. In questo caso il prestito sarà concesso in modo parziale, a integrazione della riduzione di reddito derivante dalla scelta di modifica del contratto.

 

ANTICIPO PENSIONI: QUANTO COSTA AL PENSIONATO

pensione-calcoloChi intende usufruire volontariamente dell’anticipo sulle pensioni dovrà mettere in conto una decurtazione di circa il 5%, sull'assegno lordo, per ogni anno di anticipazione. Chi accederà dell'APE potrà appoggiarsi a un finanziamento privato della durata di 20 anni, di tipo bancario, garantito da un’assicurazione in caso di premorienza (un "prestito ponte"). Chi invece ha una qualche forma di pensione complementare potrà richiedere di accedere alla cosiddetta RITA, acronimo di rendita integrativa temporanea anticipata. Con la RITA sarà possibile finanziare l’anticipo, in modo totale o parziale.

Nel caso di uscita volontaria sarà garantita una detrazione fiscale in quota fissa del 50% sulla componente di costo per interessi del prestito-ponte.

Così, in media, l'onere per l'APE volontaria oscillerà tra il 4,6% e il 4,7% per ogni anno di anticipo.

 

Chi versa invece in condizioni disagiate perché disabile (ovvero con una riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74%) o con carichi familiari importanti (con parente disabile assistito per almeno 6 mesi) e basse soglie di reddito, o è disoccupato di lungo corso (ma con almeno 30 anni di contributi), subirà invece un taglio del 3% l'anno. Una percentuale che scenderà allo 0 se l’importo dell’assegno pensionistico è inferiore ai 1.500 euro lordi mensili, circa 1.200 euro netti. Una fattispecie ormai riconosciuta come “APE sociale”. In questa versione l’APE potrà essere cumulata con redditi da lavoro fino a un massimo di 8mila euro, ma non con altri ammortizzatori.

All'APE social potranno accedere anche i lavoratori di alcune specifiche, come gli operai dell’industria estrattiva, edile e del settore conciario, i macchinisti e il personale viaggiante, i camionisti, gli infermieri con turni ospedalieri, assistenti di persone disabili, maestre d’asilo, facchini, addetti alle pulizie e operatori ecologici.

 

Così il costo complessivo sulla pensione di vecchiaia piena per un dipendente pubblico o privato che decida volontariamente di uscire dal lavoro con 3 anni e 7 mesi di anticipo e che non ricorra in una delle categorie, per specificità e reddito, previste per ottenere delle agevolazioni potrebbe raggiungere anche il 20% della potenziale pensione di vecchiaia piena, se si considera la rata da restituire anche la penalità implicita (fino al 6% l’anno per redditi elevati), gli oneri per l’assicurazione e il tasso amministrativo fissato sul prestito bancario.

 

APE: REQUISITO PENSIONISTICO

Oltre ad avere almeno 63 anni d'età e 20 anni di contributi chi vuole usufruire dell'APE dovrà avere una certificazione dell'Inps sulla successiva pensione di vecchiaia. Al netto degli oneri di rimborso quest'ultima non dovrà essere inferiore a 1,4 volte il minimo (cioè dovrà essere compresa tra i 700 e gli 800 euro).

 

UN CASO SPECIALE: L'APE IN AZIENDE IN CRISI

Nel caso in cui il dipendente che intende chiedere l'anticipazione della pensione lavori in una azienda in crisi il rimborso APE sarà a carico - in tutto o in parte - dei datori di lavoro, ma le modalità del finanziamento saranno definite da accordi sindacali e non da legge. Secondo quanto riporta la stampa per rimborsare questa "APE aziendale" si utilizzerà lo 0,3% finora pagato dalle imprese per l’indennità di mobilità. Sarà possibile anche un finanziamento sul capitale del fondo pensione dell’interessato.

 

ANTICIPO PENSIONI: QUANTO COSTA ALLO STATO

Nel biennio sperimentale che il Governo darà all’iniziativa si conta di finanziare l’APE con una cifra compresa tra i 400 e i 600 milioni di euro. La dote complessiva resta invece intorno ai 2 miliardi di euro.

 

ANTICIPO PENSIONI, BONUS PER LE AZIENDE

Le aziende che utilizzeranno l’anticipo Ape della pensione per il turnover del proprio organico dovrebbero ricevere un premio fiscale e facilitazioni per i finanziamenti.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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