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Investire in arte: le cose da sapere

Pazienza, conoscenza e passione, investire in opere d’arte non è un gioco, ma può dare buoni rendimenti nel medio e lungo termine. E un trattamento fiscale vantaggioso.

di Gabriele Roghi 15 apr 2013 - ore 10:43

Le opere d’arte sono considerate beni rifugio, investimenti adatti a preservare il capitale nei periodi di forte incertezza dei mercati finanziari. Investire in arte può fornire buoni rendimenti nel medio e lungo termine, e un trattamento fiscale particolarmente vantaggioso. Richiede però competenza e passione, e la pazienza di lasciar lavorare il tempo.

 

COSA VUOL DIRE INVESTIRE IN BENI RIFUGIO

Significa investire una quota della propria ricchezza in beni reali, non finanziari, che possano mettere parte del patrimonio al riparo dalle incertezze riguardanti:

  • l'emittente: non ci si deve curare di sapere se chi ha emesso lo strumento finanziario che abbiamo acquistato non potrà rispettare il proprio impegno;
  • la volatilità dei mercati finanziari;
  • variazioni legislative sfavorevoli (caso prelievo forzoso su c/c ciprioti).

 

QUALI SONO I BENI RIFUGIO PER ECCELLENZA

Sono beni reali il cui acquisto permette di preservare il proprio capitale nei periodi di forte incertezza dei mercati finanziari, e cioè:

  • oro o metalli preziosi, diamanti;
  • manufatti di alta oreficeria, gioielli;
  • opere d'arte catalogate: dipinti, sculture, oggetti di pregio, arazzi, orologeria.

 

PERCHE’ PUO’ ESSERE INTERESSANTE INVESTIRE IN ARTE

Per gli ampi profitti sul medio e lungo termine in relazione alle rivalutazioni degli artisti, e per una serie di vantaggi fiscali, cioè:

  • le plusvalenze non sono soggette a tassazione;
  • il possesso di opere d'arte non va denunciato nella dichiarazione dei redditi e non comporta il pagamento di alcuna tassa;
  • le società che possiedono ed espongono le opere presso le sedi di rappresentanza, possono scalare tutto il costo in 5 anni con un risparmio fiscale del 35% annuo;
  • i liberi professionisti possono dedurre l'1% del valore di acquisto come spesa di rappresentanza;
  • permette di diversificare i propri investimenti diminuendone i rischi.

 

COSA FARE PER INVESTIRE IN ARTE

Prima di acquistare un'opera d'arte è opportuno verificarne la provenienza e l'autenticità, richiedendo tale dichiarazione al gallerista od alla casa d'aste. Una volta acquistata l'opera è conveniente ottenere anche l'autentica rilasciata dall'artista, se vivente. Oppure dalla fondazione o dall'archivio delle opere dell'artista, se presenti, o ancora dagli eredi.

Teniamo in conto anche i consigli di due grandi collezionisti americani Victor e Sally Ganz:

  • dedicare una grande passione e impegno nel collezionare arte;
  • concentrare e focalizzare gli sforzi in un ambito ben delimitato;
  • maturare una profonda conoscenza della materia;
  • acquistare con cura, riflessione ed analisi;
  • avere pazienza lasciando lavorare il tempo;
  • il nostro consiglio è quello di rivolgersi ad operatori specializzati, servizi di wealth management offerti da grandi istituti bancari, che al loro interno hanno personale qualificato per l'arte.

 

INVESTIRE IN ARTE: A COSA PRESTARE MAGGIORE ATTENZIONE

Come abbiamo visto, investire in arte non è cosa facile. Vediamo quali sono i rischi a cui dare maggiore attenzione:

  • rischio del fai da te, per evitare raggiri o errate valutazioni;
  • limitata liquidabilità dei beni, ma per il tipo di clienti che accedono a questo tipo di investimento non è un grande problema.

Gabriele Roghi – Responsabile Consulenza Investimenti di Invest Banca

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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