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Come investire nel prossimo autunno

Al rientro delle ferie ed alla luce della situazione sui mercati, è interessante orientarsi su strumenti indicizzati all'inflazione e (con prudenza) azioni europee.

di Giacomo Saver 29 ago 2012 - ore 10:32
Due sorprese attendono i lavoratori al rientro dalle vacanze: la ripresa dei mercati azionari (con particolare riferimento alle borse europee) e l'incremento del prezzo dei carburanti. Dato che la spirale inflativa è (probabilmente) solo all'inizio e che le borse presentano valutazioni convenienti, i migliori investimenti autunnali potrebbero essere i bond ad indicizzazione reale e un ETF sulle borse europee.

I bond reali - I bond ad indicizzazione reale sono titoli il cui capitale alla scadenza ed i cui interessi periodici sono rivalutati sulla base di un indice dei prezzi. Ciò è molto importante, perché quello che l'investitore in obbligazioni spesso ignora è che parte degli interessi incassati dal proprio investimento non sono il frutto dello stesso, ma rappresentano una parziale compensazione per la perdita del potere di acquisto causata dal rialzo dei prezzi.

Immaginiamo, per comprendere bene il meccanismo, che in un anno l'indice dei prezzi sia cresciuto del 3%. Se un bond comune paga il 4% di interessi, l'1% (approssimando) sarà il vero interesse, mentre il 3% servirà a mantenere intatto il potere di acquisto del capitale.

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Gli strumenti migliori da utilizzare per difendere il capitale dall'inflazione ed ottenere al tempo stesso un rendimento reale sono i BTPi e i buoni postali fruttiferi indicizzati. I primi sono acquistabili in banca, mentre i secondi in posta.

Questo è solo uno dei segreti per investire in modo intelligente, perché il secondo punto da considerare sono le borse europee. Parlare di investimenti in borsa in un periodo come questo può sembrare azzardato, ma il rischio è molto inferiore a quello che comunemente si creda.

Il mercato azionario europeo - Durante il mese di agosto le borse europee, sintetizzate dall'indice DJ Eurostoxx 50, hanno ripreso quota invertendo il trend negativo che le aveva contraddistinte negli ultimi mesi. La cosa confortante è che l'indice ha ripreso a salire proprio nel periodo più buio della storia recente, mentre nere nubi si addensavano sulla tenuta della moneta unica. La borsa si comporta spesso come un anticipatore del futuro, iniziando a flettere mentre il sentimento dominante è l'euforia e a salire quando il sentimento dominante è la paura.

Il secondo punto da considerare è il rendimento da dividendo. L'ETF di Ishares sull'Eurostoxx ha pagato, nel periodo compreso tra fine agosto 2011 e fine agosto 2012, dividendi netti per un importo del 3,29% rispetto alla quotazione attuale dell'ETF.

Per ottenere un rendimento analogo, ipotizzando che i dividendi futuri siano pari a quelli attuali, occorrerebbe acquistare il BTP 1 ago 2015 che ai prezzi correnti offre un rendimento netto del 3,35%. Se tuttavia i tassi di interesse dovessero salire anche solo di un punto percentuale (ad esempio a causa di un ampliamento dello spread), il prezzo del BTP scenderebbe di quasi il 3%. Non è possibile misurare di quanto scenderebbe l'ETF in una ipotesi siffatta, ma la cosa su cui vorrei richiamare l'attenzione è un'altra: considerata la situazione attuale dei mercati finanziari, l'investimento in azioni europee oggi presenta molti meno rischi di quanto comunemente si pensi. Questo grazie a due elementi di sostegno:
•    il trend rialzista in cui l'Eurostoxx sembra essersi incanalato
•    l'elevato rendimento da dividendi

Non dimentichiamo che i profitti aziendali dovrebbero crescere con il passare del tempo grazie ad una (debole) ripresa economica ed al taglio dei costi, per cui è ragionevole attendersi un ulteriore incremento del rendimento da parte dell'ETF.

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Quanto Investire su ciascuno degli strumenti indicati - Il fatto che le borse europee siano a buon mercato non significa che il risparmiatore debba mettere tutti i suoi soldi lì. Nemmeno è opportuno concentrarsi sui bond reali, lasciando “fuori” dalle proprie scelte l'ETF azionario.

Una soluzione ottimale potrebbe essere quella di suddividere l'importo investibile in due parti uguali dando in tale modo uguale peso ai titoli reali ed alla borsa.

Se si ha un orizzonte temporale pari a 7 anni, infatti, il rischio di perdite in conto capitale è azzerato. Gli interessi che maturano sulla componente bond del portafoglio (pari al 4% circa) compenseranno eventuali perdite sul fronte azionario fino al 20%. In altri termini, con un'esposizione pari al 50% in borsa, si riotterrà comunque il capitale garantito dopo sette anni in presenza di un ribasso della borsa pari o inferiore al 20%. L'idea di costruire un'asset allocation che bilanci esattamente interessi e perdite è semplice quanto potente.

Giacomo Saver
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