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Come l’inflazione distrugge i risparmi

L'inflazione è come un bruco che rosicchia la polpa della mela dall'interno. Visto da fuori il frutto è sano ed integro, ma una volta tagliato ci si accorge che non è rimasto nulla, o quasi

di Giacomo Saver 24 mag 2011 - ore 11:02
Comprendere gli effetti devastanti dell'inflazione sui propri risparmi. Questo è il primo obiettivo che ogni investitore dovrebbe porsi. Perché giorno dopo giorno, i prezzi dei beni di consumo e dei servizi crescono, così il valore reale dei nostri soldi diminuisce in modo impercettibile ma costante.

Cos’è l’inflazione
L'inflazione è la perdita del potere di acquisto della moneta causata da un rialzo generalizzato dei prezzi. Per questo motivo una data quantità di moneta, nel corso del tempo, acquisterà un numero sempre inferiore di prodotti o di servizi. Ai nostri fini è importante distinguere tra le grandezze nominali e quelle reali. Le prime sono rappresentate da un certo quantitativo di moneta, mentre le seconde sono espresse dal potere di acquisto che la stessa somma di denaro ha in un dato momento.

Se prendiamo a riferimento la data di oggi, il valore nominale ed il valore reale di un ammontare di denaro coincidono. Con 100 euro, ad esempio, potrò comprare due cene in un ristorante di buona qualità. La banconota è il valore nominale, ma è anche l'espressione del potere di acquisto di quella cifra. Tra un anno, tuttavia, il costo di una cena difficilmente sarà pari a quello attuale. Ecco allora che il valore reale di 100 euro di oggi, proiettato in avanti nel tempo di un anno, sarà inferiore a quello nominale che invece sarà immutato. La banconota è sempre la stessa, ma si sarà ridotto il numero di beni che la stessa sarà in grado di acquistare.

Calcolare la perdita del potere di acquisto
Il coefficiente che permette di trasformare un valore futuro in un valore reale attuale è pari a uno più il tasso di inflazione. Così se quest'ultimo è pari al 2% annuo, ciò significa che 100 euro tra un anno varranno solo 100/1,02 = 98 euro in termini di potere di acquisto attuali.

Questa formula si applica al caso generale:
valore reale = valore nominale /(1+r)^n
dove r è il tasso di inflazione espresso in modo decimale ed n sono gli anni e il segno ^ sta per elevato a. Ovviamente tale formula può essere invertita e permette di determinare quale somma in futuro sarà equivalente ad una somma odierna sempre in termini di potere di acquisto.

Come cambiano i prezzi
Ora l'incremento dei prezzi non è una variabile 'continua', nel senso che i rincari dei beni e servizi che acquistiamo non crescono un poco al giorno, ma a tratti discontinui. Per alcuni mesi se non addirittura anni il prezzo di uno o più prodotti resta costante, poi registra un rialzo improvviso notevole in termini percentuali. Questo crea un errore nella percezione del problema inflazione.

Come l’inflazione danneggia i risparmi
Spesso questo temibile nemico viene sottostimano dagli investitori. In realtà esso può essere trascurato se l'operazione di impiego dura solo qualche anno. Mille euro di oggi, maggio 2011, avranno lo stesso potere di acquisto di mille euro di novembre 2011 o del 2012. In un arco di tempo breve (inferiore ai 3/5 anni) l'inflazione, se moderata, non rappresenta un serio pericolo per i nostri risparmi. Il discorso cambia se allunghiamo il nostro orizzonte. In questo caso la perdita del potere di acquisto diventa molto più evidente anche in presenza di un tasso annuo limitato. Ad esempio, con un coefficiente di incremento del 2% soltanto, il potere di acquisto di una somma si dimezza dopo 35 anni. Questo significa che al termine della sua vita lavorativa, un trentenne si troverà con un capitale dimezzato rispetto a quello di cui disponeva all'inizio!

Ma il problema diventa ancora più concreto se ragioniamo in termini di obiettivi finanziari a lunga scadenza. Se, ad esempio, un quarantenne ha stipulato una polizza assicurativa che gli garantirà una rendita integrativa di 800 euro al mese, oggi questa persona si sentirà tranquilla. “Ho provveduto alla mia vecchiaia” penserebbe tra sé e sé gongolante. Ma con un tasso di inflazione del 3%, quella somma, tra 25 anni quando egli (o ella) andrà in pensione varrà solo più 382 euro in termini reali.

Attenzione all’inflazione moderata
L'inflazione è come un bruco che rosicchia la polpa della mela dall'interno. Visto da fuori il frutto è sano ed integro, ma una volta tagliato ci si accorge che non è rimasto nulla, a parte un bruco panciuto che si muove con lentezza. Mentre negli anni '70 del secolo scorso, l'inflazione aveva avuto effetti drammatici sulle vite dei nostri genitori ed era percepito come un problema nel vero senso del termine, oggi noi siamo portati a sottovalutare la faccenda. Non abbiamo fatto i conti con questo flagello in tempi recenti... Il punto è che un'inflazione moderata è più pericolosa di una galoppante. In quest'ultimo caso è immediato (o quasi) correre ai ripari, mentre quando i prezzi crescono poco per volta è facile trascurare il problema. Almeno sino a quando i nostri risparmi non saranno diventati foglie secche che non valgono più nulla. Ma allora sarà troppo tardi per porre rimedio. Conoscere l'inflazione e la sua pericolosità per le nostre tasche è il primo passo per riuscire a sconfiggerla.

Giacomo Saver
http://www.segretibancari.com
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