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La finanziaria che vorrei

Della manovra finanziaria approvata di recente dal Parlamento italiano sappiamo tutto. Ma cosa manca? Cosa non c’è nella manovra che invece avrebbe dovuto esserci? Dite la vostra…

di Marco Delugan 26 lug 2011 - ore 13:39
Cosa non c’è nella manovra finanziaria approvata dal governo che invece dovrebbe esserci? Ne abbiamo parlato con Lucio Sgarabotto, consulente finanziario indipendente e collaboratore di AbcRisparmio. Qui sotto le sue risposte. Se volete aggiungere le vostre, potete utilizzare la “buca” dei commenti in fondo all’articolo. Basta cliccare sul pulsante “Commenta”…

Una manovra che non rimandi quasi tutto al futuro - La prima cosa che non mi piace è il procrastinare ai governi futuri la parte maggiore dell’impegno finanziario. E questo non va bene, perché oggi sappiamo che qualche cosa verrà fatto, ma non sappiamo se varrà fatto tutto il resto.

Una manovra che funzioni - Il 60% della finanziaria è dato da maggiori entrate, il 40% da minori uscite. A parte che sono convinto che da nessuna di queste due grandi voci il Governo avrà il riscontro che si aspetta, osservo che le spese della pubblica amministrazione, guardando al passato, sono sempre solo aumentate. Perché questa volta dovrebbero relamente diminuire? Le entrate sono stimate, e parte di queste stime dipendono da ipotesi sul tasso di crescita futuro dell’economia che, di solito, in occasioni come queste, sono troppo alte rispetto a quello che poi si realizza realmente. Dobbiamo sperare che gli altri paesi vadano forte, perché noi possiamo crescere solo grazie alle esportazioni. Altrimenti molto probabilmente avremo ulteriori correzioni.

Nuove liberalizzazioni - Le liberalizzazioni porterebbero un grosso beneficio all’intera collettività, sono una forma di giustizia che sposta benefici da chi sta meglio a chi lo sta meno. I prezzi di alcuni servizi importanti scenderebbero: penso alle farmacie, ai commercialisti, agli avvocati. Poi ci sarebbe un maggiore accesso alle professioni liberalizzate, con molti neolaureati che potrebbero fare qualche cosa di diverso, e di meglio, che andare a lavorare gratis presso gli studi di altri.

Patrimonio pubblico ai privati - Altra cosa, a mio parere importante, sarebbe la vendita, o l’affidamento in gestione, ai privati di parte del patrimonio dello Stato. Un patrimonio che non porta nessun beneficio allo Stato e invece potrebbe portarne molti di più se venisse gestito diversamente. E le cose non cambiamo perché il patrimonio dello Stato è fonte di clientelismi. Tutte le nomine passano per i ministeri e sono i vari deputati che nominano chi gestisce quei beni, e nominano amici e parenti. Nessun beneficio allo Stato, ma molti a chi lo governa.

Riduzione costi della politica - E poi, quello che non verrà mai fatta: un taglio vero ai costi della politica. Qualche cosa, almeno sulla carta è stato fatto, ma per ora è tutto ipotetico, tutto procrastinato agli anni futuri. Ma stando a come si sono comportati nel passato, non lo faranno neanche questa volta.

Una manovra che convinca i mercati finanziari
- Adesso la morsa della speculazione si è allentata, ma credo che ritornerà. Noi facciamo parte, anche se non vogliamo dircelo apertamente, dei Pigs, quei paesi che per condizione dei conti pubblici e scarsa competitività dell’economia nazionale, non sembrano nelle condizioni migliori per ripagare il debito pubblico accumulato. E se la Grecia, ad esempio, non dovesse prendere i provvedimenti che deve per uscire dalla crisi, i mercati gliela faranno pagare. E questo varrà anche noi, se non riduciamo il debito pubblico noi, ci penseranno gli altri a farcelo fare. E non credo che questa finanziaria basterà.

Voi cosa ne pensate? Cosa non c’è nella manovra finanziaria approvata dal governo che invece dovrebbe esserci? Per aggiungere le vostre idee, potete utilizzare la “buca” dei commenti in fondo all’articolo. Basta cliccare sul pulsante “Commenta”…
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