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Come funziona la cedolare secca sugli affitti

Una delle principali novità del decreto sul federalismo fiscale recentemente approvato è la cedolare secca. Da quest'anno i proprietari di immobili potranno scegliere di pagare le imposte sui canoni di locazione con il sistema semplificato della cedolare, al posto delle ordinarie imposte sui redditi. Ecco come funziona e a chi conviene.

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Difficoltà
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Cosa serve

  • Reddito da affitto

Approfondimento:

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  1. Di che cosa si tratta: è un'imposta unica, più bassa, che tassa i redditi da locazione e che sostituisce l'Irpef, (l' imposta sul reddito), e le relative addizionali, l'imposta di registro del 2% e l'imposta di bollo sui contratti di locazione. La cedolare secca prevede un'aliquota del 21% per i contratti liberi, quelli con durata 4 - 4 anni, e del 19% per i contratti a canone a agevolato nelle città ad alta densità abitativa.
  2. La scelta: è libera e spetta al locatore. Chi opta per tassare il proprio reddito derivante dagli affitti con il sistema della cedolare secca, deve però rinunciare agli aumenti di canone all'inquilino, inclusi di aumenti annuali Istat. La rinuncia va comunicata all'inquilino con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno ed è inderogabile. Come le altre imposte si pagherà in 2 fasi, in acconto e in saldo. Per il 2011 l'acconto è dell'85% da versare entro il termine previsto per il pagamento dell'Irpef.
  3. La convenienza: per chi affitta a canone libero c'è la convenienza rispetto all'aliquota Irpef. Anche se la cedolare secca si applica sul 100% del canone incassato, mentre l'Irpef sull' 85% nel caso di canone libero, in pratica quella da pagare con il precedente sistema arriva al 22,95% (sommando anche le addizionali che pesano in media per l'1,4%, e l'imposta di registro del 2%) a fronte del 21% dovuto con la cedolare secca.
  4. Un esempio: su un reddito da locazione di 12.000 euro l'anno, nel caso di unico reddito, con aliquota Irpef al minimo, cioè al 23%, si risparmiano 66 euro. Nel caso di canone concordato, la convenienza è per i redditi superiori ai 28.000 euro. Sul sito www.confedilizia.it, cliccando su " Federalismo fiscale municipale " si trovano i prospetti sui possibili risparmi.

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