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Buoni Fruttiferi Postali: investimento semplice per tempi turbolenti

Semplici e sicuri, i buoni fruttiferi postali sono particolarmente adatti ai piccoli risparmiatori che non hanno il tempo di addentrarsi nel complesso mondo dell’investimento finanziario.

di Giacomo Saver 4 nov 2014 - ore 09:53

I Buoni fruttiferi postali sono titoli di credito emessi con cadenza mensile dalla Cassa Depositi e Prestiti con la garanzia dello stato e collocati da Poste Italiane.

Essi sono titoli nominativi, ossia sono intestati ad uno o più titolari (con un massimo di quattro), non sono cedibili, possono essere sottoscritti presso un qualunque ufficio postale in qualsiasi momento.

I Buoni fruttiferi postali (BFP) possono essere rappresentati – a seconda dei tipi – da un certificato cartaceo o da una registrazione contabile (si parla, in questo caso, di buoni dematerializzati).

I Buoni cartacei sono rimborsati per intero, presentando il titolo allo sportello, mentre i buoni dematerializzati possono essere rimborsati in tranche di 250 euro o multipli rispetto al valore iniziale sottoscritto.

RENDIMENTO DEI BUONI FRUTTIFERI POSTALI
Il rendimento dei buoni postali fruttiferi cambia a seconda dell'emissione e del tipo di buono. Normalmente i BFP con scadenze più lunghe offrono rendimenti maggiori rispetto a quelli con scadenze brevi.

Una caratteristica molto importante dei buoni fruttiferi postali è che possono essere rimborsati in qualunque momento senza penalità. Trattandosi di titoli non quotati, infatti, il rimborso avverrà sempre come minimo al valore nominale del buono stesso. Ciò significa che, nella peggiore delle ipotesi, il rendimento dei buoni postali fruttiferi sarà pari a zero, non essendo possibile subire in nessun modo una perdita in conto capitale.

Inoltre la sottoscrizione dei BFP non comporta nessun costo, né sono previste delle commissioni di mantenimento o di tenuta conto. Queste caratteristiche rendono i buoni fruttiferi postali particolarmente adatti a piccoli risparmiatori che non hanno il tempo di informarsi per scegliere gli investimenti più adatti per le proprie esigenze.

Il funzionamento dei buoni, infatti, è molto semplice: a fronte del versamento del valore nominale dello stesso si otterrà, alla scadenza, l'importo versato maggiorato degli interessi.

Gli uffici postali, grazie alla loro diffusione sul territorio, permettono l'accesso ai prodotti del risparmio postali anche per quelle persone che vivono in paesi non provvisti di uno sportello bancario.

I PRINCIPALI TIPI DI BUONI FRUTTIFERI POSTALI A NOVEMBRE 2014
A novembre 2014 sono disponibili i seguenti tipi principali di BFP:

- Ordinari: essi fruttano un interesse composto (con capitalizzazione annuale) che aumenta con il passare degli anni. La loro durata massima è di 20 anni, fermo restando la possibilità di rimborso anticipato

- Europa: hanno una durata massima di 4 anni, non fruttano nulla se rimborsati entro il primo anno dall'emissione, gli interessi vengono pagati a patto che l'indice Eurostoxx 50 rappresentativo delle borse europee sia salito in una certa misura.

- 3x4: hanno durata massima di 12 anni e pagano interessi alla scadenza o alle ricorrenze intermedie (di 3 anni in 3 anni). Se rimborsati nel corso del triennio la frazione dello stesso non frutta interessi.

- Indicizzati all'inflazione: che fruttano un interesse composto da una parte fissa ed una agganciata all'inflazione.

- Dedicati ai Minori: particolarmente adatti per il risparmio dedicato a bambini ed adolescenti. Questi buoni possono essere intestati direttamente al minore e fruttano un tasso di interesse più alto rispetto ai buoni ordinari.

CALCOLO RENDIMENTO E CONTROVALORE DEI BUONI FRUTTIFERI POSTALI
Il motivo per cui non ci addentriamo nei dettagli del calcolo del rendimento dei buoni fruttiferi postali sta nel fatto che la determinazione del controvalore attuale e del tasso di interesse maturato non solo è complesso ma addirittura inutile.

Il sito della Cassa Deposito e Prestiti, infatti, mette a disposizione del risparmiatore un calcolatore in grado di dare tutte le informazioni aggiornate circa il valore di un qualsiasi buono postale. Per accedervi è sufficiente cliccare su questo link.

Nella schermata successiva si sceglierà il tipo di BFP per il quale si vuole calcolare il rendimento, la data di emissione del buono, il valore nominale (espresso in Euro o in Lire) e la figura fiscale (il privato dovrà scegliere “nettista”).

Il sistema calcolerà immediatamente il valore lordo e netto del buono tenendo conto dell'imposta sostitutiva sugli interessi. Premendo poi sul pulsante “visualizza sviluppo” sarà possibile vedere il dettaglio degli interessi maturati fin dall'emissione del titolo stesso.

Lo svantaggio principale dei BFP sta nel fatto che il loro rendimento è modesto, solitamente inferiore a quello corrisposto da un BTP di pari durata, ma la grande disponibilità grazie alla presenza capillare degli Uffici Postali e l'assenza di oscillazioni di prezzo lo rendono uno strumento ideale per investire in tempi turbolenti.

Giacomo Saver – Coach Finanziario e Consulente
www.segretibancari.com

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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