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Cosa sono le obbligazioni etiche

Si tratta di prestiti obbligazionari che con modalità varie si prefiggono di sostenere finanziariamente organizzazioni e progetti ad alto valore sociale, con primario riferimento al mondo del Terzo settore.

di Andrea Di Turi 23 ott 2012 - ore 15:09
Un po’ per le difficoltà che il settore delle organizzazioni non profit incontra, specie con la crisi, ad accedere alle risorse di cui necessita per tenere in piedi un welfare sempre più a corto di finanziamenti. Un po’ per la richiesta dei risparmiatori, che desiderano avere a disposizione strumenti d’investimento caratterizzati in senso etico e solidale. Fatto sta che si cominciano a registrare anche in Italia casi di emissioni di obbligazioni etico-solidali in numero crescente.

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Si tratta di prestiti obbligazionari che con modalità varie si prefiggono di sostenere finanziariamente organizzazioni e progetti ad alto valore sociale, con primario riferimento al mondo del Terzo settore. Il termine con cui sono sempre più spesso indicati è quello di obbligazioni sociali, o social bond. Tra l’altro la legge istitutiva delle Onlus in Italia (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) già prevedeva la possibilità, per le imprese sociali, di emettere titoli di solidarietà (D.L. 460/97, articolo 29), ma il dettato di legge non ha poi avuto seguito.

Ubi per le imprese sociali di Cgm - Nei giorni scorsi Ubi Banca ha presentato il social bond “Ubi Comunità per l’imprenditoria sociale del sistema Cgm”. È un prestito obbligazionario, per un ammontare complessivo di 20 milioni di euro, con quotazione al MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni). Intende sostenere le imprese sociali del sistema Cgm (Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale Gino Mattarelli), la più grande rete (circa un migliaio) di imprese sociali in Italia.

A fronte della sottoscrizione dei social bond, verrà messo a disposizione un plafond (di ammontare pari all’importo complessivamente sottoscritto) per l’erogazione di finanziamenti a medio-lungo termine a favore di consorzi, imprese e cooperative sociali associate a CGM: i finanziamenti supporteranno investimenti collegati a iniziative e progetti di pubblica utilità, e interesse sociale, e aiuteranno anche a far fronte alle esigenze di equilibrio finanziario delle imprese sociali.

Caratteristiche del social bond: taglio minimo di sottoscrizione 1.000 euro, durata 4 anni, cedola trimestrale, tasso variabile pari al tasso Euribor a tre mesi aumentato del 3%, prima cedola pari al 4% annuo lordo. Salvo chiusura anticipata o estensione del periodo di offerta, i social bond si possono sottoscrivere fino al 16 novembre 2012.

Per Ubi Banca questo non è il primo social bond. Tra settembre e ottobre di quest’anno, ad esempio, era stato emesso il prestito obbligazionario “Ubi Comunità per la Comunità di Sant’Egidio”. In quel caso la modalità di sostegno era diversa: prevedeva che una parte dei proventi (lo 0,50% dell’ammontare nominale complessivamente collocato) fossero devoluti a titolo di liberalità all’ente non profit.
Da aprile di quest’anno, Ubi Banca ha collocato otto social bond, per un controvalore complessivo pari a 86 milioni di euro.

I social bond di Banca Etica - Anche Banca Popolare Etica, l’istituto di credito nato tredici anni fa al preciso scopo di sostenere finanziariamente il non profit, ha iniziato a proporre sul mercato obbligazioni a sostegno di imprese sociali. Nel maggio scorso, ad esempio, ha lanciato i “Trem bond”, ovvero i Titoli di risparmio per l'economia meridionale a fiscalità agevolata (prelievo fiscale del 5%, contro il 20% previsto per gli altri strumenti finanziari), previsti dalla legge n.106/2011. A discrezione dei risparmiatori la scelta di vincolare il risparmio per una durata di 5 o 7 anni: in ogni caso una durata lunga, in coerenza col fatto che il finanziamento dell’economia reale, e di quella sociale in particolare, richiede investimenti di medio-lungo periodo.

Ancora diversa, in questo caso, la modalità di sostegno al non profit prevista, con il risparmio raccolto destinato a finanziare le piccole e medie imprese e le cooperative sociali del Mezzogiorno per lo sviluppo di progetti di economia sociale e “green”.

Più di recente Banca Etica ha lanciato due nuovi prestiti obbligazionari (il collocamento è iniziato il 25 settembre scorso, fino al 29 ottobre 2012) vincolati al finanziamento di imprese sociali. Caratteristiche dei social bond: investimento minimo di 1.000 euro, pagamento semestrale delle cedole. Prima emissione (per un importo complessivo di 6 milioni di euro) con un vincolo di 5 anni, seconda emissione (per 12 milioni) con durata triennale.

Spazio per tutti. E per la creatività - I soggetti che si sono proposti sul mercato dei social bond si sono moltiplicati nell’ultimo periodo. È il caso di Banca Alpi Marittime, che da inizio ottobre ha lanciato un’obbligazione etica (ammontare complessivo 5 milioni di euro, durata 5 anni, tasso lordo del 4%): una parte del tasso d’interesse (0,70%) è destinata a finanziare quattro progetti di Autismo e Società Onlus, una organizzazione non profit di Torino attiva nel campo della cura e abilitazione di persone con autismo. Anche per Banca Alpi Marittime, questa (l’impegno della banca è di devolvere ad Autismo e Società Onlus 35mila euro l’anno, per complessivi 175 mila euro al termine dei cinque anni) non è stata la prima obbligazione etica a sostegno di iniziative per il territorio.

Un altro caso è quello, proprio in questi giorni, del Banco di Brescia, che ha emesso due prestiti obbligazionari, per complessivi 10 milioni di euro: parte dei proventi del collocamento sono destinati alla Fondazione Opera Caritas San Martino, da utilizzare in progetti a favore dell’occupazione per le giovani generazioni (progetto “Spes at Work”).

E poi il social impact bond - Una categoria particolare di social bond è quella dei social impact bond. Un tipo di strumenti finanziari che di recente ha attirato l’interesse anche di un colosso della finanza mondiale, spesso chiacchierato in termini di reputazione, come Goldman Sachs. Il nome è simile a quello dei social bond ma c’è una sostanziale differenza, anche se si tratta sempre di investimenti con finalità sociali, collegati cioè a quello che si indica come bene comune.



Nei social impact bond, infatti, la remunerazione dell’investimento è collegata al raggiungimento di determinati obiettivi sociali prefissati. È il settore pubblico che emette il bond (non solo lo Stato, anche agenzie governative o enti locali) per raccogliere investimenti privati, che vengono remunerati solo se i progetti sociali collegati al bond, di solito gestiti da enti non profit, raggiungono i loro obiettivi: gli obiettivi sono generalmente relativi alla riduzione di aree e situazioni di disagio sociale.

Sono anche conosciuti col nome di Pay per success bond e fanno parte di quel grande filone di investimenti sociali, di crescente interesse, denominato impact investing, che di recente anche le indagini sul settore della finanza etica o Sri (socialmente responsabile) hanno iniziato a monitorare.

Andrea Di Turi
@andytuit
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