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Adriano Olivetti, il “visionario concreto”

Un uomo con la capacità innata di vedere oltre, di riuscire a capire anni prima degli altri cosa sarebbe successo in futuro. Intervista con Laura Olivetti, figlia di Adriano

di Massimo De Muro 31 ott 2013 - ore 11:09
Se dovessimo giudicare la vita, la straordinaria avventura di Adriano Olivetti come imprenditore o come uomo illuminato, esempio per la classe dirigente del suo tempo e delle generazioni che sono seguite, attraverso il racconto di Rai1, avremmo il risultato di confondere l’immagine dell’unico uomo politico e imprenditore che il mondo ci ha invidiato, con un qualunque Don Matteo o Provaci ancora Prof.

Il doppio risultato ottenuto dalla produzione di Barbareschi è stato di disgustare chi quella storia l’ha vissuta e la conosce perfettamente. Dalla fiction non si è capito nulla dell’idea di impresa e società che ha spinto per tutta la vita Adriano Olivetti.

Dottoressa Laura Olivetti, perché suo padre viene indicato come “Il visionario più concreto che ci sia stato?”

È una banalizzazione, chi voleva bene a mio padre usava quella parola per dire che era un uomo con la capacità innata di vedere oltre, di riuscire a capire anni prima degli altri cosa sarebbe successo in futuro. Chi lo avversava usava questo termine per sminuirlo, per dare di lui l’impressione che fosse una specie di egocentrico signore danaroso, che si dilettava giocando a fare il grande filantropo.

In una intervista a Radio24 l’ing. Carlo De Benedetti si è accomunato a suo padre, per essere due che “cantano fuori dal coro. È d’accordo con questa affermazione?

Forse, ma in modo talmente diverso da rendere inutile il paragone.

In questa intervista De Benedetti dice di aver lasciato l’Olivetti nel momento in cui l’epoca dei costruttori di Personal Computer era conclusa, ma di aver lasciato in eredità all’azienda, Omnitel e Infostrada, ed una grande liquidità nelle casse della società. Liquidità che è stata maldestramente usata per scalare Telecom.

Devo essere sincera, De Benedetti negli anni 80 e all’inizio degli anni 90 ha portato l’Olivetti a dei livelli molto alti, poi ad un certo punto si “è distratto”. Certo è che Omnitel e Infostrada erano due realtà, e devo riconoscere che furono due ottime intuizioni. Se ci si fosse concentrati su quel mercato, senza andare a fare imprese spericolate e completamente fuori copertura finanziaria, oggi Ivrea avrebbe ancora la sua azienda.

Quindi il sogno di Adriano Olivetti potrebbe essere ancora attuale?

No. Assolutamente no. Il suo sogno era il suo, e non può essere di nessun altro.

Quando torna ad Ivrea, che è la sua città, sente ancora il calore attorno al suo nome?

A volte si a volte no. A questo preferirei non rispondere sarebbe troppo lungo il discorso.


olivetti-biografia
ADRIANO OLIVETTI
La biografia
di Valerio Ochetto

http://www.iltrovalibri.it
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