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Pensione: come garantirsi una rendita vitalizia?

La domanda che fa richiede una risposta complessa in quanto è necessario prendere in considerazione molti aspetti.

di Lucio Sgarabotto 17 nov 2011 - ore 10:40
Domanda - Sto valutando una forma di risparmio previdenziale per una persona di 34 anni (mio figlio) e trovo ovviamente qualche difficoltà non conoscendo il campo ed avendo dimenticato come applicare la matematica finanziaria. Le sarei grato se volesse aiutarmi a valutare qualche possibile soluzione. Sono anche disponibile a considerare eventuali prodotti che volesse presentarmi utili allo scopo.

Al momento credo che la soluzione ideale sia: rendita con coefficiente garantito basato su tabelle della probabilità di vita del 2000, pare che una compagnia offra ancora tale opportunità ma trattiene un caricamento pesante: 8%. Vorrei anche individuare una forma previdenziale ancorata all’inflazione ma trovo solo BTp e buoni francesi di cui mi fido ovviamente poco. Vorrei anche uscire dall’area dollaro ed euro. Ma so di chiedere la luna e dovrò accettare qualche compromesso, purché possa essere convinto che ad oggi è il migliore possibile.

La compagnia che offre la rendita su tabelle probabilità di vita del 2000 è la Zurigo “342ST”distribuito da Finanza e Futuro. Sto esaminando anche un acquisto di bund (Bund rei tedeschi) al 2020, poi si vedrà, 1,75 + inflazione (versamento unico di € 50 000). Inoltre mi è stato proposto un pac della Clerical Medical “CMIG GA Flexible 90%” gestiti come fondo protetto con procedure CPPI (Constant Proportion Portfolio Insurance).

La mia confusione ora è notevole; le sarò molto grato se potrà dare il suo parere, anche in forma sintetica, anche con risposte parziali, ai miei dubbi. Credo che molte persone possano avere i miei problemi e sono tutte destinate al famelico ed ingordo pasto “consulenti familiari” che a me, dopo esperienza diretta, appaiono più come pataccari preparatissimi nel gioco delle tre carte. Alla faccia della correttezza e trasparenza “garantita” dai nostri legislatori.

La ringrazio per quanto potrà fare.

Risposta - La domanda che fa richiede una risposta complessa in quanto è necessario prendere in considerazione molti aspetti. Vedremo di farlo un po’ per volta.

Sono d’accordo con Lei che la confusione regna sovrana nel mondo della consulenza. Oggi tutti sono consulenti, si pensi che qualche giorno fa è venuto casa mia un “consulente per la cottura” che, alla fine di un lungo discorso ha cercato di piazzarci un set di pentole. Nel mondo della finanza poi, le ultime norme hanno portato un ulteriore caos. Sarebbero invece sufficienti poche e chiare leggi, ma sarebbe troppo semplice.

Veniamo dunque alla sua domanda: la rendita assicurativa (sicuramente già lo sa ma è meglio esser chiari) differisce da quella finanziaria principalmente per le garanzie offerte. La scelta tra l’una e l’altra dipende dalle tutele che si desiderano avere. La rendita assicurativa è mediamente più costosa, più rigida, ma non ci lascia mai soli in quanto si esaurisce solo con la vita dell’assicurato. La rendita finanziaria è invece più economica e più flessibile, ma può finire prima della nostra esistenza. E’ possibile conciliare le caratteristiche dell’una con quelle dell’altra? A mio avviso sì, vediamo come.

Per costruirsi un vitalizio è necessario guardare al futuro e molte sono le incognite. Le principali: la durata e l’ammontare della rendita, gli accantonamenti necessari, l’età a cui servirà, l’eventuale cambiamento di esigenze, i prodotti con cui costituirla. Di una cosa siamo certi: per avere una rendita (fase di erogazione) è necessario aver messo da parte un capitale (fase di accumulo).

Partiamo dalla fase di accumulo: più alto il patrimonio da convertire in rendita, più elevata sarà la rendita a parità degli altri fattori. E’ quindi necessario selezionare prodotti efficienti (poco costosi e remunerativi). Poiché alla pensione di suo figlio mancano almeno 30 anni, e in questo frattempo le esigenze possono anche modificarsi, ritengo che un’ulteriore qualità che gli strumenti da selezionare dovrebbero avere sia la flessibilità, cioè la capacità di essere utili al modificarsi degli obiettivi. Inoltre, non è al momento certa l’età a cui suo figlio avrà bisogno di una rendita integrativa per cui anche sotto questo aspetto è necessaria una certa versatilità.

Per il soddisfacimento di questo bisogno scarterei l’ipotesi della polizza a coefficienti di conversione garantiti da lei fatta per più motivi: i costi di sottoscrizione sono elevatissimi (14,5% del versato); i costi di gestione pure (possono arrivare fino al 20% del rendimento annuo); il rendimento minimo garantito è aleatorio (la compagnia si tiene il diritto di modificarlo); nel caso cambiasse idea gli oneri di riscatto sono rilevanti; i costi di erogazione della rendita sono pure ragguardevoli (1,25% di quanto versato); la rendita è destinata rivalutarsi molto meno dell’inflazione e quindi a perdere di anno in anno potere d’acquisto in quanto la rivalutazione annua sarà decurtata delle imposte (dall’anno prossimo pari al 20%) e di un ulteriore 2% già preconteggiato (tasso tecnico) nella rendita iniziale; infine, questa come tutte le polizze sono strumenti molto rigidi.

Anche gli altri strumenti da Lei segnalati, o per i costi, o per i rendimenti, o per entrambi, mi sembrano inefficienti.

Se, come sembra dai prodotti selezionati, la propensione al rischio è bassa, meglio a mio avviso puntare su un mix di due prodotti: uno zero coupon (ZC) emesso da un ente sovranazionale e un fondo o ETF obbligazionario inflation linked.

Entrambi gli strumenti minimizzano il rischio di default: il primo perché emesso da emittenti che offrono le più elevate garanzie, il secondo per la grande diversificazione. Entrambi possono essere liquidati in qualsiasi momento senza eccessivi costi e quindi, nell’eventualità di esigenze diverse e più urgenti, possono essere utilizzati per altri scopi.

Lo Zero Coupon è equiparato ai titoli di stato e quindi godrà della tassazione al 12,5% anche in futuro, in più esso permette già di conoscere il risultato finale essendo noti sia il rendimento che produrrà a scadenza sia il valore di rimborso (in pratica si passa da una pensione a contribuzione definita a una pensione a prestazione definita). Esso è inoltre lo strumento obbligazionario che, a parità di garanzie, offre al momento dell’acquisto, per la scadenza scelta, il rendimento più elevato (esso ha infatti la duration più alta, ma forse è meglio lasciar perdere la spiegazione tecnica).
Il fondo o ETF (ne esistono di ottimi) saranno tassati al 20% e di essi non si conoscono i risultati, ma sappiamo che permetteranno almeno di mantenere il potere d’acquisto di quanto si andrà a versare.

In pratica io farei così: fissata la rendita annua (in potere d’acquisto) che si ritiene opportuno avere al momento della pensione, si calcola, tramite i coefficienti di conversione in rendita, il capitale che è necessario convertire. Tale capitale verrà diviso in due: una parte sarà destinata all’investimento tramite il fondo o ETF inflation linked, l’altra all’obbligazione ZC. Meglio sarebbe, anche avendo tutto il capitale a disposizione, acquistare lo ZC annualmente in modo tale da mediare i prezzi. Se i coefficienti di conversione cambieranno bisognerà anche modificare in proporzione gli accantonamenti.

Alla scadenza dello ZC se servirà la rendita si dovrà scegliere la compagnia di assicurazione più conveniente a cui affidare il malloppo e stipulare una polizza a rendita immediata che assicurerà la pensione per tutto il resto della vita di suo figlio. Se invece alla scadenza dello ZC la rendita non sarà necessaria il capitale potrà essere reinvestito posticipando l’inizio della quiescenza.

Ci sono metodi per ottimizzare anche l’eventuale rendita ma diventa una spiegazione troppo lunga e al momento inutile.

Il risultato finale sarà quindi che Lei avrà potuto accumulare il capitale necessario alla previdenza di suo figlio in modo efficiente e libero da vincoli, suo figlio potrà scegliere se, quando e da chi farsi erogare la rendita senza dover decidere 30 anni prima con tutti i rischi del caso. Presumendo che suo figlio non sia a carico nella spiegazione ho volutamente trascurato il risparmio fiscale che si potrebbe ottenere versando il risparmio in fondi pensione.

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Nella speranza di esserle stato d’aiuto Le porgo un cordiale saluto.
Lucio Sgarabotto
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