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Buono fruttifero postale caduto in prescrizione

L'inerzia del soggetto nell'esercizio di un suo diritto produca esclusivamente la perdita dello stesso…

di Lucio Sgarabotto 14 dic 2009 - ore 14:54
Domanda

Nel 1988 i miei genitori hanno sottoscritto dei BFP a "termine" della durata di 11 anni. Le Poste Italiane li hanno classificati come "prescritti" e quindi non più riscuotibili e sono stati trasferiti al Ministero dell'Economia e delle Finanze, abbiamo qualche probabilità che ci siano restituiti?

La ringrazio anticipatamente.

Risposta

Brutte notizie: purtroppo il Buono Fruttifero prescritto non le verrà più rimborsato. Con la trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in società per azioni (ai sensi dell’art. 5, comma 3, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con modificazioni, dalla L. 24 novembre 2003, n. 326) i buoni fruttiferi postali emessi fino al 13/04/2001, inclusi quindi i buoni a termine emessi nel 1988, sono stati trasferiti al Ministero dell’Economia e delle Finanze, equiparati a tutti gli effetti ai titoli del debito pubblico e pertanto disciplinati dalle medesime norme.

In particolare, per quanto riguarda la prescrizione dei titoli del debito pubblico si applicano le norme previste nel Codice Civile (art. 23 D.P.R. 30 dicembre 2003 n. 398), che prevedono un periodo di prescrizione pari a 10 anni dalla scadenza effettiva del titolo.

Dato che una differente disciplina della prescrizione porterebbe a una disparità di trattamento tra i vari possessori di titoli del debito pubblico, il ministero ritiene che l'inerzia del soggetto nell'esercizio di un suo diritto produca esclusivamente la perdita dello stesso e conseguentemente la Cassa depositi e prestiti non procede al loro rimborso.

Cordiali saluti.

Lucio Sgarabotto

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Commenti dal 1 al 2
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Francesco mercoledì, 13 luglio 2011

anzichè aiutare

E' una legge che non condivido. Paradossalmente credo che sia anche controproducente per le casse dello stato. La gente comune, infatti, capisce benissimo quello che deve capire come pure i grandi investitori e risparmiatori. Anche questo, infatti, può creare disaffezione e diffidenza verso i titoli pubblici (o postali che siano) rendendo il loro collocamento più oneroso (interessi più alti) e più difficile (minore domanda); e questa considerazione, per un debito elevato come quello italiano, ha una importanza notevole in termini economici. Poi voglio dire anche un altra cosa: ma siamo sicuri che lo Stato papà che incamera questi soldi li sappia poi spendere bene? ma! Penso che il sottoscrittore o gli eredi farebbero meglio.

Comunque ho notato che alcune persone molto anziane sono molto attaccate alle loro cose e ai loro risparmi di una vita e spesso, verso la fine, commettono degli errori, e non aiutano nè i loro parenti più giovani, nè loro stessi spendendoli, anche perchè sono troppo vecchi per farlo. Per nascondere il gruzzolo dalle "grinfie" dei parenti in alcuni casi non li mettono a conoscenza della sua esistenza, e neppure lasciano gli estremi di assicurazioni o conti od altro; o, all'occorrenza, testamenti ben fatti ed opportunamente custoditi. In questo la legge, anzichè aiutare, come credo dovrebbe, prende.

n° 2
gaetanina leone venerdì, 20 agosto 2010

buoni caduti in prescrizione

nel 1987 -88-89 quando sono stati sottoscritti i buoni ora passati al mef, l'interlocutore di riferimento sono state le ''poste ''. questo intermediario avra' affisso avvisi nei propri locali, ma non ha tenuto conto delle eventuali impossibilita' del cliente a prenderne visione certamente non per inerzia. come per altri rapporti avrebbe dovuto informare il titolare delle eventuali nuove normative. non so come lo stato puo' appropriarsi di fondi non suoi per salvaguardare interessi di investitori a discapito di altri risparmiatori. so che il senatore elio iannutti ha fatto interrogazione per modificare normativa mediante emendamento per quanto riguarda depositi dormienti , ma dovrebbre anche interessarsi dei buoni considerati ''prescritti'' specialmente quando ancora i titolari sono in vita. mi farebbe ovviamente piacere se si potesse costituire una forza e una richiesta popolare univoca per ottenere un risultato positivo. grazie gaetanina

n° 1
Mario Fanaro lunedì, 11 luglio 2011

R: buoni caduti in prescrizione

Sono possessore di buoni postali regalati ai miei figli dai loro nonni nell'anno 1987. Scaduti nel 1997, sono stati prescritti nell'anno 2007. Abbiamo ritrovato questi buoni in un cassetto nel 2009 ed, ovviamente, alle Poste mi hanno informato che non erano più esigibili. Ho inoltrato richiesta di pagamento al Ministero dell'Economia, ma la risposta, che ho ricevuto giorni fa, è stata negativa.
Lo Stato che non restituisce i soldi ricevuti in prestito dai cittadini risparmiatori, trincerandosi dietro una norma, che personalmente considero truffaldina, si comporta alla stregua di un rapinatore. Potrei mai io, cittadino comune, negare la restituzione di una somma ad un creditore con la motivazione che lo stesso creditore si è presentato in ritardo a ritirare i soldi, rispetto alla data concordata?
A chiacchiere, poi si fa l'esaltazione dei cittadini risparmiatori che salvano lo Stato dal disastro finanziario. Sono schifato dei politici che hanno potuto pensare ed approvare una legge che ruba soldi a gente povera, quali erano i nonni dei miei figli, che con grande sacrificio avevano messo da parte una piccola somma, pensando così di dare un aiuto ai propri nipoti!

Angela martedì, 7 febbraio 2012

R: R: buoni caduti in prescrizione

> Sono possessore di buoni postali regalati ai miei figli dai loro nonni nell'anno 1987. Scaduti nel 1997, sono stati prescritti nell'anno 2007. Abbiamo ritrovato questi buoni in un cassetto nel 2009 ed, ovviamente, alle Poste mi hanno informato che non erano più esigibili. Ho inoltrato richiesta di pagamento al Ministero dell'Economia, ma la risposta, che ho ricevuto giorni fa, è stata negativa.
>
> Lo Stato che non restituisce i soldi ricevuti in prestito dai cittadini risparmiatori, trincerandosi dietro una norma, che personalmente considero truffaldina, si comporta alla stregua di un rapinatore. Potrei mai io, cittadino comune, negare la restituzione di una somma ad un creditore con la motivazione che lo stesso creditore si è presentato in ritardo a ritirare i soldi, rispetto alla data concordata?
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> A chiacchiere, poi si fa l'esaltazione dei cittadini risparmiatori che salvano lo Stato dal disastro finanziario. Sono schifato dei politici che hanno potuto pensare ed approvare una legge che ruba soldi a gente povera, quali erano i nonni dei miei figli, che con grande sacrificio avevano messo da parte una piccola somma, pensando così di dare un aiuto ai propri nipoti!

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