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Assegno del 1923, che fare?

Se mi rivolgo ad un legale potrei trovarmi con delle aspettative esagerate ed un salato conto da pagare.

di Giacomo Saver 27 apr 2012 - ore 17:28
Domanda - In breve, mio figlio minore nel 1999 ha ricevuto una eredità da una lontana parente.
Ora premesso che abbiamo svolto tutte le pratiche per il tramite del giudice dei minori,
adesso è sorta una nuova questione che vorrei sottoporle: tra dei vecchi carteggi del padre della defunta è spuntato recentemente un assegno circolare del 1923 intestato appunto al padre di questa signora per una somma espressa in marchi tedeschi molto ingente.
 
La filiale di questa banca non esiste più (si trovava in un territorio dell'Africa italiana), ma la banca in oggetto è tuttora esistente, anche se assorbita recentemente da una grossa banca italiana.
 
L' assegno in oggetto è in ottimo stato di conservazione e non è stato girato sul retro e quindi non incassato suppongo a causa di eventi bellici in quanto il beneficiario si trovava in quegli anni all'estero, in quanto arruolato nell'aviazione italiana.
 
La domanda che le pongo (anteponendo il fatto che la mia banca ha fatto orecchie da mercante alla mia richiesta di notizie, e che per eventualmente mandarlo all'incasso devo fare la pratica necessaria presso il giudice dei minori) è questa: dopo tanti anni (88) tale assegno è ancora incassabile o devo considerarlo come un semplice cimelio?
 
Le preciso che ho cercato notizie simili su internet, ma non ho trovato notizie al riguardo. Inoltre secondo me tale assegno non dovrebbe ricadere nella legge dei conti dormienti, in quanto non si tratta di un conto corrente, né di un libretto al portatore, ma di un titolo di credito.
 
Secondo lei come mi devo comportare?
Se mi rivolgo ad un legale potrei trovarmi con delle aspettative esagerate ed un salato conto da pagare.
 
Ringraziandola anticipatamente per la sua cortesia ed attenzione,
Le porgo cordiali saluti

Risposta - La sua fattispecie ricade, purtroppo, in una di quelle 'zone di limbo' nelle quali è l'interpretazione giurisprudenziale a dirimere la questione. L'assegno circolare è un titolo di credito, ma anche uno strumento di pagamento che deve essere estinto entro 3 anni dalla sua emissione. Questo secondo la legge italiana, se si tratta di un assegno emesso da una banca estera occorrerebbe valutare la normativa applicata.

Tra i 3 e i 10 anni è la banca che può riconoscere il proprio debito e quindi pagare comunque l'assegno o, al contrario, rifiutarsi di farlo. Dopo i 10 anni l'assegno è formalmente prescritto, anche se ci sono casi di titoli effettivamente pagati anche dopo tale termine.

Nel suo caso vi sono alcuni punti critici da tenere presente:

1) il fatto che l'assegno è emesso presumibilmente da una banca estera;
2) che sono passati 88 anni;
3) che la banca potrebbe non riconoscere la validità del titolo;
4) che l'assegno è emesso da un debitore che oggi non esiste più, in seguito ad operazioni di fusione et similia.

Il consiglio che posso darle è rivolgersi ad un legale, specializzato in materia finanziaria, e chiedere da un lato il preventivo del suo eventuale intervento, dall'altra quali sono le probabilità di vincere la causa e rientrare in possesso della somma.

In tutto questo, ovviamente, un ruolo di spicco è giocato dall'importo in questione. Se si tratta di una somma "davvero" grande, si attivi. In caso contrario può tenere quell’assegno come un cimelio come ho fatto io con dei buoni postali fruttiferi del nonno di mio padre che ornano la parete del mio studio in cui sono appesi.

Cordiali saluti
Giacomo Saver
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